È caos a Milano, Bologna e Torino. Maranza scatenati contro gli agenti
(Ansa)

La tanto elogiata seconda generazione si presenta con il volto travisato, cavalca i cortei, si prende le piazze, assalendo tutto quello che incontra, senza un senso se non quello di imporre una fisicità nuova, che non ha un obiettivo preciso e non si ferma davanti a niente. Chi auspicava, rimpiangendo i fasti di un tempo, che l’ira dei giovani francesi scavallasse le Alpi per toccare le nostre città ieri è stato accontentato.

Cortei e scontri: migliaia di giovani in piazza in tredici città

Solo che questa volta a guidare la marcia, convocata dagli studenti sobillati dai «cattivi maestri» e già partecipata dagli antagonisti pronti a fare danni, c’erano pure loro, i maranza, finalmente liberi di mettere le città a ferro e fuoco con una azione collettiva, per dimostrare a chi appartiene (secondo loro) il futuro dell’Italia.

Dopo il «No Meloni day» e l’appello inascoltato della premier, Giorgia Meloni, che aveva chiesto alle forze politiche di condannare le violenze messe in atto dai manifestanti in diverse città, i cortei di ieri erano stati convocati tramite social e chat di Telegram, dalla sigla «Italia in piazza», apparsa per la prima volta sul Web lo scorso 10 ottobre. Un movimento senza referenti identificabili, teoricamente apartitico, che tuttavia, con claim generici e poco tipici della GenZ – del tipo «Caro benzina, caro vita, tasse alte, sanità negata. Noi siamo stanchi e tu?» – ha ha portato in piazza migliaia di giovanissimi, contemporaneamente in tredici città italiane, tra cui Milano, Napoli, Torino, Firenze, Roma e Bologna.

Milano, assalti agli agenti e negozi devastati

A Milano l’adunata si è presentata da subito per quello che era in realtà: dal corteo che contava circa 5.000 presenze, è partita quasi subito una sassaiola contro gli agenti in borghese e in via Broletto un agente in borghese ferito alla testa è stato deriso in coro mentre veniva soccorso. A quel punto la polizia, in assetto antisommossa, ha messo in atto cariche di alleggerimento e i manifestanti si sono spostati tra via San Prospero e piazza Cordusio, dove per una decina di minuti giovani vestiti di nero e con il volto coperto hanno continuato l’assalto sventolando la bandiera albanese, inneggiando alla rivolta in corso a Tirana.

Durante il percorso sono state danneggiate le pensiline dell’Atm e le vetrate di alcuni palazzi storici e quando i manifestanti sono arrivati a piazza Duomo la tensione si è alzata ancora. Centinaia di violenti hanno preso di mira i dehor dei locali lanciando sedie e tavolini dei bar contro gli agenti, insieme a petardi e lacrimogeni a pochi metri dai turisti presenti che si sono rifugiati nei negozi. Come riferito da AdnKronos i facinorosi si erano posizionati al centro della piazza, per lanciare pietre, transenne ed estintori contro le forze dell’ordine con una tattica di attacco e fuga a più riprese. Una camionetta dei carabinieri rimasta isolata è stata assaltata con violenza e, anche dopo lo scioglimento della manifestazione, diverse zone della città sono rimaste bloccate dalla guerriglia.

Galleria Vittorio Emanuele, assalti agli agenti e saccheggi dei negozi

In Galleria Vittorio Emanuele i violenti hanno continuato l’assalto contro gli agenti e le vetrine dei negozi che hanno abbassato le saracinesche per proteggere cittadini e turisti. Strada facendo, hanno anche saccheggiato un negozio Footlocker. In San Babila, devastate delle vetrine utilizzando le mazze e una bici. In piazza Duomo una giovane è rimasta a terra e poi soccorsa. Tra gli agenti ci sarebbe un ferito. Alla fine si contano una cinquantina di fermati. La metà sono minorenni.

Bologna, vernice contro gli agenti e assalto alla stazione

Anche Bologna, ancora una volta, è stata emblematica. In testa al corteo, che ha richiamato circa 3.000 persone gruppi di giovanissimi, la maggior parte di seconda generazione, incappucciati e a volto coperto hanno determinato il livello dello scontro tenendolo alto per ore. Già dopo i primi passi il gruppo più attivo dei manifestanti ha scaraventato barattoli di vernice addosso agli agenti e, arrivati, in piazza Maggiore i maranza armati di bombolette si sono staccati dalla folla per imbrattare – immortalati da decine di telefonini – la basilica di San Petronio.

Da quel momento il gruppo – circa 200 soggetti – si è messo alla testa del corteo scagliando lattine, bottiglie, pezzi di insegne stradali e tubi di ferro contro la Digos e carabinieri in borghese. Arrivati nei pressi della stazione la situazione è degenerata: fumogeni, bottiglie di vetro e biciclette elettriche usate come armi contro gli agenti. I poliziotti hanno risposto attivando gli idranti e la battaglia si è spostata sulla Montagnola con i maranza asserragliati sulle scalinate, cassonetti incendiati la polizia e lacrimogeni ed idranti in risposta e un livello di violenza, anche per Bologna, fino ad ora inaudita. In serata i fermati erano sette.

Torino, scontri davanti a Porta Nuova e assalto alla Feltrinelli

Anche a Torino non è andata molto meglio: aderenti ai collettivi studenteschi hanno preso il controllo del corteo quando ormai la manifestazione era giunta al termine e aggirando il cordone delle forze dell’ordine si sono diretti verso la stazione Porta Nuova. Arrivati nei pressi del piazzale hanno dato il via al lancio di sassi e bottiglie contro le forze dell’ordine sistemate a protezione dell’ingresso della stazione e gli agenti hanno risposto con lacrimogeni, che hanno disperso i manifestanti. Poco distante la libreria Feltrinelli è stata presa d’assalto da decine di maranza che hanno scaraventato a terra i volumi danneggiando arredi e scaffali e spintonando i presenti.

Treviso, assalto organizzato al punto vendita Tigotà

Sempre ieri mattina a Treviso, una trentina di giovani incappucciati e a volto coperto avevano preso d’assalto un punto vendita Tigotà con una vera e propria azione organizzata. Il gruppo, arrivato in pullman dalla zona di Conegliano, è entrato urlando nel negozio minacciando chi era all’interno e rubando dagli scaffali, per poi darsi alla fuga.

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