«No Activity – Niente da segnalare», la nuova serie comica italiana in arrivo su Prime
«No Activity - Niente da segnalare» (Amazon Prime Video)
La nuova serie televisiva di Amazon Prime Video, disponibile online da giovedì 18 gennaio, è un racconto sospeso, all’interno del quale la riflessività lenta è stata sostituita da un impianto comico. La sinossi diffusa dalla piattaforma fa riferimento a un «thriller che non thrilla», un poliziesco in potenza, dove l’azione sia negata e l’attesa sostituisca l’adrenalina.

Potrebbe sembrare un paradosso una serie televisiva che non abbia una trama, che non parli di niente, costruita sul vuoto. Filosofia, sofismi. Il pericolo di un’eccessiva involuzione del racconto. Rischi che No Activity – Niente da segnalare è riuscita, invece, a evitare. La nuova serie televisiva di Amazon Prime Video, disponibile online da giovedì 18 gennaio, è un racconto sospeso, all’interno del quale la riflessività lenta è stata sostituita da un impianto comico. La sinossi diffusa dalla piattaforma fa riferimento ad un «thriller che non thrilla», un poliziesco in potenza, dove l’azione sia negata e l’attesa sostituisca l’adrenalina.

È buio e la notte ammanta la città. Due criminali sono nel mezzo di un colpo. Aspettano informazioni dirimenti, mentre due poliziotti li osservano da un’auto, i corpi schiacciati contro i sedili. Due operatori radio, in centrale, sono pronti a dare l’imbeccata che possa far partire la retata e assicurare alla giustizia i narcotrafficanti. L’aria tesa, cupa. È un’aria agitata, di tempesta. Ma le nuvole sopra la città, cariche e nere, non mandano cataratte. Minacciano, e i minuti si trasformano in ore, in giorni, in settimane. L’attesa sostituisce la fretta, uno stillicidio eterno. No Activity – Niente da segnalare, da poliziesco, diventa altro: una tragicommedia in cui il tempo si fa pretesto per approfondire l’individualità dei personaggi e, insieme, restituire il calvario comune di chi, su base quotidiana, sia costretto a condividere la scrivania, gli spazi, l’aria e i pasti con persone con le quali non avrebbe alcuna voglia di stare. I colleghi, figure mitologiche e, spesso, difficili.

«È un’impresa difficile raccontare la noia», ha spiegato il regista dello show, Valerio Vestoso, descrivendo l’intera serie come un «microcosmo di sentimenti che si anima solo di notte, nel buio di un porto gigantesco, in cui l’attesa beckettiana di un carico di droga diviene il pretesto per innescare la follia di poliziotti e criminali che su quel carico vogliono fiondarsi». Sono diversi eppure uguali, vittime della «apatia del proprio lavoro». Vestoso li ha trattati come personaggi emblematici della nostra contemporaneità, ordinari, semplici: anti-eroi, interpretati da Luca Zingaretti, Rocco Papaleo, Carla Signoris, Emanuela Fanelli, Fabio Balsamo e Alessandro Tiberi.

«Parola e ritmo», ha detto, «Hanno guidato l’andamento di questa serie, mescolando diversi tipi di comicità e vestendoli da thriller, per esaltare battute e silenzi, sguardi e invettive, litigate e abbracci». Consumati, tutti, su un sottofondo fatto di «ambienti rarefatti» e «sprazzi di musica elettronica», con la voce di Marcella Bella a risuonare più e più volte dalle radio. No Activity – Niente da segnalare, con un cast impreziosito fra gli altri da Maccio Capatonda e Diego Abatantuono, è la grande commedia dell’esistenza umana, raccolta in sei episodi di appena trenta minuti ciascuno.

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