«My Lady Jane»: la serie tv fantasy riscrive la storia reale inglese
«My Lady Jane» (Amazon Prime Video)

L’impianto narrativo è costruito sullo stesso principio che ha mosso Bridgerton: non la realtà, ma una sua versione alternativa, gli sliding doors, i what if. My Lady Jane, su Amazon Prime Video da giovedì 27 giugno, è il racconto di quel che sarebbe potuto succedere a Lady Jane Gray, giovane nobildonna della dinastia Tudor, se, una volta incoronata regina d’Inghilterra, avesse avuto la possibilità di vivere una reggenza lunga e prolifica.

Se, in altre parole, non le fosse stata tagliata la testa a nove giorni appena dalla nomina. Non c’è morte, dunque, non c’è tristezza. Non c’è la vita spezzata di Edoardo, figlio di re Enrico VIII, la tubercolosi e la corsa a formare una linea di successione che potesse garantire alla corona di restare in famiglia. Edoardo VI ha le guance rosee, ritratto di buona salute. Nella testa, la leggerezza dei suoi sedici anni. Jane Grey, sua cugina, è spensierata e felice, innamorata dei libri e della vita di corte così come la descrivono le cronache dell’epoca.

Ma l’epoca, il 1553, non è quello che la giovane ha vissuto. Il sovrannaturale si è infiltrato fra le pieghe della realtà, già trasformata dalla fantasia, dalla finzione. Così, sopra le divisioni religiose realmente esistite, gli sceneggiatori delle serie televisiva – adattamento accurato dell’omonima saga di romanzi young adult – hanno deciso di ricamare un intrico di antipatie e lotte. Nello show, la gente comune, altrimenti detta Verities, vive fianco a fianco con gli Ethians, individui all’apparenza normali, ma custodi invece di un segreto profondo. Sono figure mitologiche, eredi di maghi e stregoni, capaci di trasformarsi in altro da sè. Animali, per lo più, in una mutazione continua verso la quale la società canonica si è sempre mostrata sospetta, intollerante.

Gli Ethians sono costretti a vivere nell’ombra, mistificando la propria natura. «C’è storia, fantasy, satira ed è anche molto sexy. Restituisce una visione femminista della storia, perché Jane era un’eroina tragica e questa serie le dà una seconda possibilità. In realtà, Jane era una ragazza con non molta libertà a causa della sua posizione sociale e intelligenza, e poi uccisa per questo», ha provato a spiegare Emily Bader, attrice scelta come interprete della giovane regina, raccontando come i due mondi di cui sopra collimino nel privato fittizio di Lady Jane, data in sposa ad uno degli Ethians, «Rendersi conto che Guildford ha un pericoloso segreto le permette di guardarlo sotto una luce diversa. Realizza infatti come stia lottando con questo segreto e ciò la rende consapevole della condizione di altre persone», ha detto ancora, sottolineando il proposito della serie, che, come Bridgerton, vorrebbe riscrivere la storia per produrre (anche) una critica del presente, il nostro.

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