In uno scenario industriale in cui l’intensità e la sofisticazione degli attacchi informatici mettono a nudo la vulnerabilità del tessuto economico, la cyber sicurezza cessa di essere una spesa tecnologica accessoria per farsi architettura di continuità aziendale.
È questo il baricentro strategico attorno a cui si è sviluppata l’edizione 2026 di Security Road, l’appuntamento promosso all’Opiquad Arena di Monza da V-Valley, polo del Gruppo Esprinet specializzato nella distribuzione di Advanced Solutions.
Al cuore del confronto tra addetti ai lavori e filiera dell’IT, una convinzione condivisa: senza un’accelerazione decisa sulle competenze specialistiche e su strategie integrate di protezione, la transizione digitale rischia di trasformarsi nel principale fattore di rischio per la competitività delle imprese.
La situazione allarmante sulla cybersecurity
I dati parlano chiaro e delineano una situazione piuttosto preoccupante. A livello globale, infatti, gli incidenti informatici gravi hanno registrato un incremento del 49% nel 2025 e, nel solo primo semestre del 2026, il loro volume ha già raggiunto il 93% del totale dell’intero anno precedente.
In questo quadro, che costringe a stare costantemente all’erta, l’Italia si conferma una nazione particolarmente esposta, concentrando circa il 10% degli attacchi a livello mondiale. Secondo i dati diffusi durante l’evento e rilevati dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, nel 2025 il CSIRT Italia ha gestito 2.729 eventi cyber, di cui 615 hanno avuto un impatto concreto sulle organizzazioni coinvolte.
Le conseguenze più rilevanti in termini di continuità operativa interessano soprattutto il tessuto imprenditoriale: in media, il 27% delle micro, piccole e medie imprese (mPMI) dichiara di aver subito attacchi informatici. In valore assoluto, peraltro, le microimprese risultano la categoria maggiormente colpita.
Un ruolo centrale è ricoperto anche dal fattore umano: i dati mostrano come la formazione continua del personale possa contribuire a ridurre significativamente l’indice di rischio delle mPMI, portandolo da 60,4 a 32,2. In quest’ottica, investire nella consapevolezza e nella preparazione delle risorse diventa una componente essenziale di qualsiasi strategia di difesa.
Il ruolo di V-Valley per aumentare la cyber sicurezza
Per accompagnare le imprese e i partner di canale nell’affrontare queste sfide, V-Valley può contare su un team altamente specializzato: il 40% dei consulenti commerciali e il 50% dei tecnici è dedicato esclusivamente alla cybersecurity. Una struttura che riflette l’investimento del Gruppo nello sviluppo di competenze verticali e nella capacità di rispondere a un mercato in continua evoluzione.
«La cybersecurity è una sfida che richiede una visione integrata, capace di coniugare innovazione tecnologica, competenze e conoscenza dei contesti aziendali», ha dichiarato Sergio Grassi, Chief Revenue Officer Value, Green & Services del Gruppo Esprinet in Italia. «V-Valley vuole essere un punto di riferimento per il canale, un vero e proprio abilitatore in grado di mettere a disposizione un ecosistema di soluzioni e professionalità in grado di rispondere alle diverse esigenze di sicurezza. Grazie anche all’esperienza di Innovexya, la nostra divisione focalizzata sui servizi, estendiamo questo supporto agli aspetti organizzativi e normativi, con l’obiettivo di aiutare i partner a costruire per i propri clienti un percorso in cui tecnologie, competenze e processi evolvono insieme».
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