I lefebvriani sfidano ancora il Papa e fanno ricorso contro la scomunica
Dopo lo scisma con il Vaticano, i cattolici tradizionalisti puntano a congelare le sanzioni.
Dopo lo scisma con il Vaticano, i cattolici tradizionalisti puntano a congelare le sanzioni.
Il Dicastero per la Dottrina della Fede spiega che i cattolici possono partecipare alle messe della Fraternità San Pio X, a patto però di non condividerne la teologia. Ma in Cina il Papa reintegrò senza troppi problemi i vescovi scomunicati perché imposti dal regime
Il cardinal Gerhard Ludwig Müller risponde al suo successore, il prefetto per la dottrina della Fede Víctor Manuel Fernández: «Sono sacerdoti, le loro confessioni seppur illecite restano però buone».
Le consacrazioni senza mandato pontificio a Écône hanno riacceso la frattura tra la Fraternità San Pio X e la Santa Sede. Dalla rottura con il Concilio Vaticano II ai ripetuti tentativi di riconciliazione, la storia di uno scisma che attraversa tre pontificati.
La disputa non è sulle idee Maga bensì su aspetti teologici. La Fraternità al Papa: «Sanzioni ingiuste, amiamo la Chiesa».
A 24 ore dalle consacrazioni episcopali senza il permesso di Leone, l’ex Sant’Uffizio notifica l’espulsione dei tradizionalisti. Colpiti sacerdoti e laici che aderiscono alla Fraternità. Ma il Vaticano predispone subito le procedure per la «riconciliazione».
Nonostante la richiesta di papa Leone XIV, la Fraternità san Pio X non si è fermata e ha creato altri quattro presuli. Il superiore della congregazione: «Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa»
Attese per oggi le nomine episcopali che causerebbero la scomunica dei tradizionalisti. Leone scrive alla Fraternità. La replica: «Ricucire è dovere, mediti prima di decidere».
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