Macché no vax violenti al Pirellone: «I dem hanno deriso i danneggiati»

La notizia avrebbe quasi del clamoroso: per una volta il Partito democratico degna di un po’ di attenzione i danneggiati da vaccino. Peccato che li abbia presi in considerazione soltanto per accusarli di essere perfidi no vax e addirittura violenti aggressori.

È accaduto tutto venerdì, quando nella sede della Regione Lombardia si è tenuto il convegno intitolato «Il cammino nella luce», esplicitamente «dedicato ai danneggiati da vaccino e ai familiari delle vittime dei protocolli ospedalieri 2020-2026». Un incontro a cui hanno partecipato associazioni, malati e medici, senza sigle di partito.

Al termine dell’evento, il gruppo regionale del Pd ha emesso un comunicato dai toni apocalittici: «Abbiamo subito un’irruzione. Dentro Palazzo Pirelli. Ai nostri piani. Dopo il nostro post di denuncia sul convegno della galassia no vax promosso dal leghista Emanuele Monti, al quale ha partecipato anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia, una trentina di persone sono salite fino ai nostri uffici. Sono arrivate in gruppo, urlando, aggredendo verbalmente i collaboratori presenti e prendendosela con chiunque si trovassero davanti. Sono venute a cercarci».

E ancora: «Quello che è accaduto oggi è grave. Prima si spalancano le porte delle istituzioni alla propaganda antiscientifica. Poi, quando qualcuno la denuncia, una trentina di persone salgono fino ai suoi uffici urlando e cercando il faccia a faccia. Questo non è confronto e noi non ci faremo intimidire».

La presunta irruzione negli uffici del Pd

Insomma, i dem sarebbero stati addirittura aggrediti dai temibili no vax riuniti a convegno. Curiosamente, però, gli esponenti del Pd non forniscono ulteriori dettagli sull’accaduto. Per esempio non dicono che tra questi presunti violenti aggressori c’era Andrea Sillo, presidente dell’associazione Persone in Cammino, danneggiato da vaccino che è costretto a muoversi su una carrozzina elettrica. È lui a raccontarci che cosa è successo al Pirellone.

«Per cominciare dobbiamo dire che cosa è successo prima del convegno», spiega. «Ai primi di luglio abbiamo mandato al Comune di Milano una richiesta per mettere alcuni gazebo nella piazza della Stazione centrale, di fronte al Pirellone dove si sarebbe svolto il convegno. Ci hanno tenuto in ballo per mesi senza rispondere. Poi, 24 ore prima dell’evento, quando già avevamo pagato regolarmente le tasse di carico e scarico e pubblicità, ci hanno detto che avremmo dovuto piazzarci in un altro luogo, non di pertinenza del Comune, a quindici minuti di distanza.

Con noi c’erano anche danneggiati dal vaccino francesi che sono in sedia a rotelle, spostarci più lontano sarebbe stato un problema, e non abbiamo potuto fare i gazebo. Poi abbiamo iniziato il convegno, e a un certo punto abbiamo visto un post su Facebook di Pierfrancesco Majorino del Pd».

Le critiche di Majorino al convegno

Il post è ancora visibile su Facebook. «Qualcosa di inaudito sta accadendo in queste ore in Regione Lombardia», scrive Majorino. «Con la complicità di alcuni consiglieri regionali di destra, si sta svolgendo a Palazzo Pirelli un convegno no vax che mette in discussione i vaccini (perfino quelli pediatrici, a poche settimane dalla morte a Palermo di una bambina di soli 4 anni per difterite!), i protocolli ospedalieri e la scienza. Dentro le istituzioni. Nel luogo che dovrebbe tutelare la salute delle lombarde e dei lombardi.

È uno spettacolo orrendo, che delegittima il lavoro straordinario della comunità scientifica, dei medici e degli infermieri che hanno dato tutto, a volte anche la vita. Chiediamo immediatamente che venga spiegata in Consiglio regionale la ragione di questa scelta scellerata, che il presidente della commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia, Emanuele Monti, promotore dell’evento, rassegni le dimissioni e che il presidente Fontana e l’assessore Bertolaso dicano chiaramente da che parte stanno: con i no vax o con la comunità scientifica».

Eccolo qui, l’immancabile riferimento ai perfidi no vax. Peccato che il convegno fosse stato legittimamente organizzato da danneggiati, cioè da persone che il vaccino se lo sono fatto eccome e ne hanno ricavato danni pesanti e per lo più ignorati dalle istituzioni. Con tutta evidenza secondo il Pd a costoro non deve essere nemmeno concesso di organizzare un convegno: devono tacere e essere dimenticati.

La ricostruzione dei danneggiati in sedia a rotelle

«Quando abbiamo visto quel post», continua Andrea Sillo, «abbiamo immediatamente inviato una Pec per chiedere che Majorino scendesse dai suoi uffici e venisse a vedere di persona che cosa stavamo facendo, che venisse a interloquire con noi. Visto che per mezz’ora non abbiamo avuto risposta, abbiamo deciso di salire noi agli uffici del Pd.

Quando siamo arrivati lì, mentre parlavo, c’era addirittura una persona che mi rideva in faccia. Io con la carrozzina elettrica ho fatto il gesto di andare in avanti, lui ha fatto due passi indietro, e gli ho detto che doveva smettere di ridere di noi».

Questa, secondo Sillo, è stata l’inqualificabile aggressione: un danneggiato in carrozzina che si arrabbia con qualcuno che ride di lui. Altri testimoni riportano un acceso scambio di parole, in alcun modo sfociato in irruzioni o aggressioni fisiche.

Le reazioni della politica: Fratelli d’Italia e Elly Schlein

«Il disprezzo del Pd nei confronti di chi ha la sola “colpa” di essere rimasto danneggiato dal vaccino anti-Covid non conosce limiti», ha commentato Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fdi in commissione covid. «Pierfrancesco Majorino ha contestato un convegno che si è tenuto nel Palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia, ballandolo come no vax poiché ha dato voce a persone che hanno subito ripercussioni fisiche dopo essersi sottoposte alla vaccinazione anti-Covid.

È un paradosso e anche una grave offesa definire così, con il marchio che danno a chi ritengono indegno di parlare, persone che si sono fidate dello Stato, si sono vaccinate, hanno subito un danno e oggi cercano soltanto di essere ascoltate e aiutate. Il Pd, con questo atteggiamento sprezzante, conferma soltanto di essere distante anni luce dal mondo reale, dalle persone e dai loro problemi concreti».

A rincarare la dose dal lato dem ci ha pensato Elly Schlein. «Quanto accaduto ieri nella sede del Consiglio regionale della Lombardia non è solo grave, è inaccettabile», dice la segretaria del Pd. «Già il fatto che un consigliere regionale della Lega abbia promosso un convegno apertamente no vax in una sede istituzionale, al quale ha partecipato anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, è assurdo e irresponsabile.

Un insulto all’impegno e al sacrificio del personale sanitario. Ma l’irruzione al piano del gruppo Pd da parte di alcuni partecipanti al convegno, dopo la sacrosanta denuncia del nostro capogruppo Majorino, con aggressioni verbali ai collaboratori, segna il superamento di una linea rossa. E non è tollerabile. Dopo Attilio Fontana, anche Giorgia Meloni ha il dovere di condannare quanto accaduto: non ci può essere alcuno spazio nelle istituzioni per intimidazioni, aggressioni e pericolose campagne antiscientifiche».

Il nodo dei dati scientifici sugli effetti avversi

Quanto a intimidazioni e aggressioni, si potrebbe dire che il Pd non si sia mai tirato indietro quando c’era da intimidire e aggredire non vaccinati e chiunque criticasse le restrizioni sanitarie. In ogni caso, è per lo meno curioso che i dem spendano così tanto tempo a denunciare i presunti nemici della scienza e gli aggressori in sedia a rotelle e non trovino un minuto per occuparsi dei dati scientifici sugli effetti avversi delle iniezioni anti Covid.

Eppure sul tema esiste parecchio materiale. Per esempio quello illustrato pochi giorni fa da Bruno Cheli, professore di statistica all’università di Pisa, in commissione Covid. Cheli ha confrontato i dati ufficiali italiani sugli effetti avversi con quelli diffusi dalle case farmaceutiche e ha mostrato come le nostre istituzioni abbiamo clamorosamente sottostimato – talvolta usando trucchetti – numeri riconosciuti addirittura da chi il vaccino lo produceva.

Se è così «amico della scienza», perché il Pd non accetta di commentare pubblicamente queste evidenze? Perché non accetta di partecipare a un serio confronto scientifico e politico che dopo cinque anni una democrazia sana avrebbe persino il dovere di organizzare? Sono domande di cui purtroppo conosciamo la risposta, e che i dem continueranno a ignorare. Lo hanno ampiamente dimostrato: l’unica cosa che sanno fare è deridere, e accusare di essere idioti no vax coloro che il vaccino lo hanno fatto e ancora ne patiscono le conseguenze.

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