Con il vento che soffia dalla Francia e quello delle piazze pro Pal, per la Cgil l’occasione è ghiotta per lanciare la nuova mobilitazione di piazza. Un’iniziativa «necessaria» annunciano, a causa di quella che chiamano una crescente «tensione autoritaria in Italia, così come in Europa e nel mondo». E in un autunno ormai caldissimo ci sta dentro tutto.
Cgil, il 17 ottobre in piazza contro governo e «autoritarismo»
L’invocazione dei diritti della Costituzione, che sarebbero sotto l’attacco di poteri sempre più «verticalizzati», la richiesta di un «fisco realmente progressivo» e poi il grande classico del welfare pubblico e universalistico. «Per dare una risposta all’emergenza salariale e contrastare la precarietà; per combattere le disuguaglianze e i divari territoriali».
Curiosa richiesta da parte di chi, come la Cgil è da tempo un sindacato pro immigrazione, ed evidentemente non si è ancora reso conto che lo Stato sociale non può andare a braccetto con la politica delle porte aperte.
Da Marx a Mielton Friedman il concetto è più o meno lo stesso: la libera immigrazione, se grava sulla spesa pubblica, compromette lo stato sociale e quindi danneggia in primis proprio le classi più deboli.
Come dimostra anche il bagno di realtà cui oggi si trova a far fronte Pedro Sánchez che dopo l’ingresso di più di 3 milioni di immigrati negli ultimi dieci anni e quasi un milione di domande di regolarizzazione, vede il Paese travolto dall’impennata dei costi degli affitti e dalla crisi abitativa.
Ma incuranti, i paladini della «sinistra sociale» continuano a sventolare le loro bandiere. E così l’adunata della Cgil prevista per il 17 ottobre a Roma, rispolvera «La Via Maestra» iniziata nel 2023, chiamando a raccolta un centinaio di associazioni della società civile.
Landini rilancia la «Via Maestra» con Arci, Anpi e Carc
Da Arci ad Anpi, da Legambiente a Greenpeace. Ma stavolta è prevista anche la partecipazione dei Carc, mentre è possibile quella dei sindacati autonomi e delle frange studentesche più estreme. Il tutto condito, stando alle anticipazioni di Landini, dalla globale richiesta di pace.
Pazienza che Oltralpe l’iniziale richiesta degli studenti di una scuola più «a misura» sia stata cavalcata dall’estrema sinistra francese e dai pro Pal in un’onda di rabbia che ha mandando a ferro e fuoco mezza Francia per un bilancio di quasi 7.000 fermi e un migliaio di feriti.
Il lancio ufficiale della grande manifestazione della Cgil verrà fatto due giorni dopo un week end, questo del 10 ottobre, che si preannuncia ad altissima tensione con 50 manifestazioni pro pal annunciate in tutta Italia.
L’importante è portare la bandiera arcobaleno in nome della quale si può essere «kontro» tutto. Quindi non solo contro «l’economia di guerra» ma anche contro l’autonomia differenziata e la legge elettorale.
«Senza le battaglie di questa Alleanza sociale – sottolinea il sindacato di Maurizio Landini – l’archiviazione della nostra Repubblica parlamentare attraverso il premierato, la cancellazione dell’indipendenza della magistratura con la legge Nordio e la definitiva spaccatura del Paese attraverso l’autonomia differenziata, sarebbero già una realtà».
Cgil e pro Pal, un autunno di piazze tra Gaza e politica
Intanto, mentre in Parlamento è in discussione il «ddl antisemitismo», si torna a sventolare la bandiera palestinese. Da Roma a Milano, da Napoli a Torino, da Bologna a Palermo l’appuntamento è per sabato.
«Scendiamo in piazza – scrivono i pro Pal – per la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell’esercito di occupazione. Saremo al fianco di tutti i popoli della regione che resistono all’imperialismo e alle aggressioni sioniste – in Yemen, Libano, Siria, Iraq e Iran – e contro le politiche di guerra che devastano i territori e le popolazioni».
Mobilitazioni pro Gaza che in alcune città sono partite già ieri, proprio nel giorno del terzo anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre e delle commemorazioni per le 1.300 vittime israeliane, con tanto di allerta da parte del Viminale che ha rafforzato i dispositivi di sicurezza.
Sotto la lente i luoghi riconducibili a Israele e alla cultura ebraica, come il Ghetto di Roma e piazza San Domenico a Bologna dove è stata organizzata una veglia e a seguire una cerimonia in serata presso la sinagoga «contro l’odio e il terrorismo, per il ricordo e la pace».
Da Roma a Torino, le università diventano terreno di scontro su Israele
Contemporaneamente, nelle aule dell’Università del capoluogo emiliano, «i giovani palestinesi» si sono dati appuntamento per un dibattito sulla «storia della resistenza palestinese» con annessa proiezione del film Palestina 36 nonostante la contrarietà dell’Ateneo che ha negato l’autorizzazione.
Stessa musica presso l’Università di Torino dove diverse iniziative pro Pal sono state organizzate tramite il supporto della galassia di Askatasuna e l’adesione dei giovani del Partito Democratico. La denuncia arriva da Augusta Montaruli, di Fdi, che punta il dito contro la mancanza di qualunque tipo di contraddittorio e la narrazione smaccatamente anti ebraica.
«Non una parola di solidarietà e compassione per le vittime uccise in occasione dell’attentato e non una parola sul diritto di Israele a esistere, ma solo retorica che fa gioco ad Hamas e che dipinge lo Stato Israele come “un sistema complessivamente marcio”». Insomma, tutti in piazza contro qualcosa. Ma rigorosamente «per la pace».
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