Oggi a scuola si fa lezione di sesso orale e gay pride. E lo scafista diventa buono
  • Il sindaco di Riace (indagato) sale in cattedra, alle elementari corsi sulla fluidità di genere, all’asilo festa Lgbt. Così indottrinano i nostri figli.
  • Il ministro Marco Bussetti: «La propaganda tra i banchi fa male ai giovani, vigilanza massima. Intanto il governo va avanti su sicurezza degli edifici, nuove strutture e assunzioni».

Lo speciale contiene due articoli.

Mimmo Lucano in cattedra alle industriali su invito della preside. La conferenza per i licei della Fondazione Feltrinelli, con il video in cui don Mussie Zerai spiega che gli scafisti non sono trafficanti di esseri umani, ma migranti. Le celebrazioni del gay pride all’asilo. Sono alcune delle aberranti iniziative delle scuole italiane che La Verità ha censito. Per raccontarvele tutte sarebbero servite tutte e 24 le pagine di questa edizione. Queste sono le più assurde.

Anzitutto, quella dell’Istituto tecnico industriale Panella-Vallauri di Reggio Calabria. Dove, al rientro dalle vacanze natalizie, gli studenti hanno trovato una sorpresa: l’ex sindaco di Riace, chiamato dalla dirigente scolastica, Anna Nucera. Che è anche assessore all’Istruzione, ovviamente in quota Pd. Lucano ha colto l’occasione per sparare a zero sul suo acerrimo nemico, il ministro dell’Interno: «Come può un cristiano votare per Matteo Salvini?». E ha imbarazzato la stessa Nucera, costretta a ricordargli che «a scuola non si può fare politica». Forse si aspettava che il «disobbediente civile» tenesse una lezione di analisi matematica? Possibile che la sinistra delle conferenze sulla legalità ora celebri chi il principio di legalità lo contesta?

Sempre in tema migranti, vale la pena citare la Scuola di cittadinanza europea, promossa dalla Fondazione Feltrinelli e destinata a scuole medie e superiori. Il 23 gennaio, a Milano, si svolgerà un convegno per i licei su frontiere e migrazioni. Il «kit didattico» distribuito dagli organizzatori fa accapponare la pelle. Il primo trucchetto è il paragone tra le migrazioni dall’Africa e l’«idea di spostarsi in altre città o in altri Stati per avere opportunità di studio, di lavoro e di guadagno migliori». A stringere, quelli che arrivano sui barconi sono studenti Erasmus: «Ciò che spinge molte persone a venire in Europa», si legge nel prontuario per i ragazzi, «è lo stesso motivo per cui uno studente italiano va a studiare all’estero». Ai liceali sarà sottoposto pure il video pro invasione di Gad Lerner, Basterebbe un traghetto. Anche se l’acme del kit didattico è l’intervista in cui il sacerdote eritreo Mussie Zerai spiega che gli scafisti non sono criminali. Sono migranti ai quali, in cambio di uno sconto sul biglietto per il viaggio, viene chiesto di guidare i gommoni.

L’evento della Fondazione Feltrinelli è un aperitivo tra amici, se paragonato all’adunata di 8.000 studenti di medie e superiori toscane, che si è svolta l’11 dicembre al Mandela Forum di Firenze. L’occasione era il ventiduesimo meeting per i diritti umani, intitolato Nessuno è nato per odiare e organizzato dalla Regione. Ottomila ragazzini delle medie sottoposti a un fuoco di fila: l’ubiquo Mimmo Lucano, il governatore pd della Calabria, Mario Oliverio (indagato per abuso d’ufficio e corruzione) e il sacerdote dell’accoglienza, don Massimo Biancalani. Altro che le fantozziane sessioni di Corazzata Potëmkin.

Coincidenza: il giorno dopo l’oceanica manifestazione fiorentina, due docenti del liceo Mattioli di Vasto andavano a rappresentare il loro istituto al Salone dei ministri del Miur, a Roma. La scuola abruzzese è stata premiata nell’ambito del progetto L’Europa inizia a Lampedusa, per un «prodotto multimediale» intitolato Lo sguardo della speranza. Il 3 ottobre 2019, un gruppo di alunni si recherà nell’isola, «dove vivrà l’esperienza interculturale di cittadinanza europea, mettendo in pratica l’integrazione sociale attraverso laboratori e percorsi di alternanza scuola-lavoro, finalizzati anche al mantenimento del museo dedicato ai migranti». Per la serie, la buona scuola. Che però è a senso unico, con concorsi a premi ideologicamente orientati. Nella galleria del pensiero unico, ovviamente, spiccano i panegirici dell’Unione europea. Tra i progetti più gettonati c’è la simulazione dei lavori dell’Europarlamento. Al liceo scientifico Buonarroti di Pisa, ad aprile, gli alunni della terza A e di una classe del liceo XXV aprile di Pontedera hanno svolto un dibattito strutturato «sul modello dell’assemblea plenaria del Parlamento europeo». Alla fine, gli studenti hanno elaborato «mozioni scritte» in inglese. Tutto bellissimo. Ma l’impressione è che alcune delle tracce fossero «eurocraticamente corrette». Ad esempio, quella su «Europa ed euroscetticismo», che recitava: «Con il crescente sostegno dei cittadini europei alla destra e ai partiti euroscettici e in considerazione della Brexit, l’Ue come dovrebbe assicurarsi la legittimazione del suo Parlamento e al tempo stesso dialogare in modo più stretto e costruttivo con questi movimenti?». Leggasi: come fa l’Europa a difendersi dai nuovi barbari? Può assimilarli? Senza contare la sviolinata pro invasione: «Come può l’Ue migliorare l’integrazione dei giovani stranieri nella nostra società e nella nostra economia attraverso l’educazione?». European young parliament, che ha organizzato l’attività, si definisce «organismo indipendente». Eppure, la giuria che valutava i temi svolti dai ragazzi era costituita da membri della Ong We world, che, come si evince dal suo ultimo bilancio, nel 2017 ha ricevuto 1.251.665 euro di contributi a vario titolo dall’Unione europea. Come si dice: chi mi battezza m’è compare.

Iniziative simili si sono svolte a Modena. Stefano Longagnani, insegnante di matematica all’Istituto Corni, raggiunto dalla Verità, ha descritto l’esperienza sul Parlamento Ue come «propaganda politica pura. La conferenza, che con la scusa di un percorso didattico ha fornito informazioni parziali, è stata scandalosa».

Guarda caso, a dirigere questi progetti è un’agenzia comunale, Europe direct, che fa parte di una rete di centri d’informazione sull’Ue «gestita dalla Commissione europea». Nei materiali didattici, che Europe direct riserva a scuola medie e superiori, ci sono delle perle.

Ad esempio, il manualetto per ragazzi tra i 13 e i 18 anni, confezionato dal Minculpop dell’Ue (alias Ufficio pubblicazioni), in cui si celebrano i successi della moneta unica: «L’euro», si legge, «ha garantito considerevoli vantaggi ai consumatori europei». Peccato non se ne siano accorti. E c’è pure la stoccata ai Paesi mediterranei: «La debolezza strutturale delle economie di alcuni Stati membri espone l’euro ad attacchi speculativi. Per contrastare questo rischio, l’Unione europea ha allestito strumenti di solidarietà che hanno aiutato i governi più indebitati a superare la crisi». L’austerità spacciata per solidarietà. Il commissariamento di Grecia e Cipro venduto come generoso aiuto a superare la crisi. «La cosa che più mi ha colpito, però», ha riferito alla Verità il professor Longagnani, «è stato l’allineamento di alcune delle mie colleghe presenti». Infatti, mentre persino la relatrice europeista si è mostrata disposta ad ascoltare le sue obiezioni, le altre insegnanti lo hanno «redarguito per averla disturbata».

Un capitolo a parte lo meritano il gender e la sessualizzazione dei ragazzini. La Verità, a inizio dicembre, aveva denunciato il vergognoso test sull’orientamento sessuale, costato ai contribuenti 40.000 euro e pensato per la distribuzione nelle scuole umbre. Per bloccarne la diffusione era intervenuto direttamente il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. Ma la lista delle iniziative di propaganda dell’ideologia gender è sterminata. L’associazione Pro vita ha fornito alla Verità un censimento completo di questo scandalo. Una delle attività che fanno più impressione riguarda di nuovo la città di Modena. Durante quest’anno scolastico, i bambini tra i 5 e gli 11 anni dell’Istituto Madonna pellegrina (povera Madonna pellegrina) prenderanno parte al progetto Io e tu. Identità di genere e affettività. La preside della scuola, nel presentarlo, ha parlato di «liquidità contemporanea dell’essere», di «nostre rielaborazioni» che si sono «confrontate con la percezione essere maschio/essere femmina dei bambini e delle bambine» e di «ruolo dell’istituzione scolastica, sempre più educativo, in delega/deroga alle famiglie e anche laboratorio di ricerca e di pensiero». Un bel giro di parole che pare alludere alla rieducazione alla fluidità di genere, «in deroga alle famiglie», di ragazzini tra i 5 e gli 11 anni.

A Trento è dovuto intervenire il presidente leghista della provincia autonoma, Maurizio Fugatti, per bloccare i percorsi di genere nelle scuole, voluti dalla giunta di sinistra. Si sono levate proteste dei sindacati ed è stata lanciata una petizione online per riattivare i corsi. La Voce del Trentino ha mostrato quali libri venivano letti nelle scuole primarie. Praticamente, dei manuali Lgbt, come Il bell’anatroccolo (dalla quarta di copertina: «Elmer è un maschio, ama cucinare, dipingere e vestirsi di rosa»), o Piccolo uovo, che «incontra due mamme gatte e il loro gattino, i due papà pinguini, i cani di diverso colore…». Prima di Natale, una docente di un asilo trentino (un asilo!) si sarebbe rivolta così ai bambini: «Sì, è vero che esistono la Madonna e san Giuseppe, ma esiste anche la coppia formata da due maschi e due donne». L’assessore all’Istruzione, Mirko Bisesti, interpellato dalla Verità, ha commentato: «A differenza della sinistra, che aveva attivato questi corsi senza aprire prima alcun dibattito, noi, viste le lamentele dei genitori, avevamo annunciato già in campagna elettorale che li avremmo soppressi. Per ora, tutti i corsi sono sospesi. Se ne verranno proposti di nuovi, purché pensati esclusivamente per combattere violenza e discriminazioni, prenderemo in considerazione l’ipotesi di reinserirli».

Nemmeno gli asili dunque sono al sicuro. Lo scorso luglio, a Casalecchio di Reno (Bologna), il centro estivo dell’asilo Meridiana, gestito dalla coop Dolce, le educatrici hanno inviato i bimbi (i più grandi avevano 5 anni) a dipingersi il viso con i colori dell’arcobaleno per «festeggiare il gay pride». Così, almeno, c’era scritto sul cartellone preparato dalle maestrine. Che un tempo avevano la penna rossa, ora hanno la penna arcobaleno.

Il problema dell’ipersessualizzazione dei minori, però, non è legato solo all’ideologia gender. Jacopo Coghe, di Generazione famiglia, ha raccolto le segnalazioni di alcuni genitori sull’Istituto comprensivo Alda Merini di Bergamo. Lo scorso anno, agli alunni di quinta elementare è stato somministrato un corso sul sesso orale, presentato come un «bacio particolare». Ai ragazzi è stato chiesto di «giocare a vedere la sessualità con lo sguardo degli adulti». Una lezione parapornografica, che rivela come potrebbe essere facile aggirare persino le disposizioni sul consenso informato, introdotte dal ministero a novembre: i genitori hanno riferito che «c’è stata molta differenza tra la presentazione del corso e il suo reale svolgimento». E ora, mamme e papà temono che le lezioni siano replicate pure quest’anno.

È vero, infatti, che con la Lega al governo e con la costante vigilanza di Bussetti e del ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, sarà più difficile che certe trovate passino impunite. Ma anche l’anno scolastico 2018/2019, come abbiamo visto, si annuncia disseminato di insidie. Pertanto, ai genitori non possiamo che rivolgere la più banale delle esortazioni: vigilate.


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