Sugli scioperi il tribunale randella Landini
Maurizio Landini (Ansa)
Il Tar boccia il ricorso presentato dalla Cgil dopo la riduzione oraria imposta da Matteo Salvini: giudicato superiore l’interesse degli utenti. Oggi, dalle 10 alle 18, serrata del comparto aereo. Intanto il ministro annuncia un incontro con tassisti e conducenti di auto a noleggio.

Odissea nei trasporti, parte seconda. Salvini contro Landini. Ancora una volta. Dopo il manrovescio politico del leader leghista al segretario della Cgil, arriva lo sganassone giudiziario. Il Tar del Lazio boccia il ricorso del sindacato rossissimo. Chiedeva sdegnato di sospendere l’ordinanza del ministro dei Trasporti, che ha dimezzato d’impero lo sciopero dei ferrovieri di giovedì scorso. Il presidente della terza sezione del tribunale amministrativo però scrive: «Non sussistono i presupposti» per intervenire. Non si tratta, insomma, di un caso di «estrema gravità ed urgenza». Ma soprattutto il Tar, alleluia, enuncia un banale concetto che i mandarini sindacali non si stancano di calpestare: prevale «l’interesse degli utenti che hanno fatto affidamento sulla continuità del servizio». Visti soprattutto i «conseguenti disagi» della paventata paralisi di un giorno intero. Persino «aggravati dall’estrema difficoltà, da parte delle aziende, di apprestare tempestivamente le idonee misure organizzative nella fascia protetta».

«Nessuna sospensione cautelare urgente dell’ordinanza», quindi. «Ricorsi e insulti non mi fermano o mi spaventano» tripudia Salvini. «Adesso conto che aziende e sindacati trovino un accordo che manca da troppo tempo». Così, il ministro dei Trasporti rilancia: «La settimana prossima lavoreremo sul tema dei taxi, sempre seguendo i principi di buonsenso, rispetto e garanzia per i cittadini, che non possono aspettare ore e ore sotto il sole in troppe città italiane». L’incontro ci sarà il prossimo mercoledì. Il giorno seguente toccherà invece al settore del noleggio con conducente.

Eppure, quella richiesta ai giudici doveva essere lo scalpo del vicepremier, che ha osato firmare l’ordinanza per limitare i danni. Con Maurizio Landini lesto ad annunciar vendetta per mano giudiziaria: «Abbiamo fatto ricorso al Tar. La precettazione è un errore clamoroso, che vuole mettere in discussione il diritto di sciopero. Abbiamo rispettato le leggi» assicura il segretario della Cgil. Colui che, in mancanza di pregevoli alternative, viene considerato il vero capintesta della sinistra aggiunge dunque la sua usuale nota politica e annessa denuncia: «I rapporti col governo sono tesi. Abbiamo avuto una serie di tavoli finti».

Per Salvini è un gol al novantesimo, fra i tifosi esultanti. «Non abbiamo cancellato il diritto allo sciopero», spiega. «L’abbiamo semplicemente ridotto a 12 ore per permettere alla gente di tornare a casa. Sono i lavoratori e le lavoratrici che hanno bocciato una pretesa assurda della Cgil e dei sindacati di bloccare per 24 ore tutta l’Italia». Per la triplice è un inatteso smacco e un pericoloso precedente. «L’unica precettazione che ci aspettiamo dal governo è quella di obbligare le aziende a rinnovare i contratti», replica indispettito il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. «Questo Paese nega il diritto di scioperare» cannoneggia nomen omen Pierpaolo Bombardieri, suo omologo Uil.

Purtroppo, invece, gli indomiti si preparano a replicare oggi. Odissea nei trasporti, parte terza. La vendetta della Cgil. Stavolta, tocca al settore aereo. Agitazione più contenuta, fino a un massimo di otto ore, ma ugualmente nefasta. Il governo, comunque, non dovrebbe intervenire. «Conto sul buon senso, per gli italiani e per i tanti turisti. Questa sarà una stagione straordinaria e non può essere rovinata da scioperi su scioperi», denuncia speranzoso il vicepremier.

Non sarà uno sciopero selvaggio, come hanno sperato i rivoltosi nelle stazioni. È previsto dalle 10 alle 18. Potrebbe funestare la giornata a 270.000 passeggeri, calcola ItaliaRimborso. L’agitazione riguarda, in particolare, gli assistenti di terra. Protestano contro il mancato rinnovo dei contratti, scaduto da sei anni. Sono a rischio oltre 1.000 voli. L’Ente nazionale per l’aviazione civile ha pubblicato la lista di quelli garantiti. Molte tratte sono già state cassate. Ita Airways «si è vista costretta a cancellare 133 tra voli nazionali e internazionali» dettaglia il sito. Aggiunge di aver «attivato un piano straordinario»: dunque, «il 40% dei viaggiatori riuscirà a volare nella stessa giornata».

Protestano, dalle 12 alle 16, anche i piloti di Malta Air, che opera i voli Ryanair. Uno sciopero indetto in solitaria dall’indomita Filt Cgil. Come, del resto, nel caso dei piloti e degli assistenti di volo di Vueling, che si fermano dalle 10 alle 18. Per entrambe le compagnie, medesima doglianza: «Mancata disponibilità a sviluppare sane e costruttive relazioni industriali». Con Landini e compagni, s’intende. Notoriamente bendisposti e scevri da pregiudizi. Salvini, comunque, informa: si sta «lavorando pure su questo». Ovvero, sullo scioperante settore aereo. La settimana prossima, dettaglia il ministero dei Trasporti, «è convocato un tavolo tra aziende e lavoratori». E in mezzo sempre lui: l’antistorico sindacato che volle farsi opposizione.

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