Cottarelli ci riprova a tagliare la spesa. Ma è un’altra favoletta per economisti
Carlo Cottarelli (Ansa)

Carlo Cottarelli, noto economista italiano, nella sua breve esperienza parlamentare presentò un disegno di legge affinché, nei programmi elettorali, fossero indicati quanto sarebbero costate le proposte presentate e dove avrebbero trovato i soldi.

Due giorni fa ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha riproposto il suo provvedimento e sta raccogliendo firme per la sua adesione.

Che in campagna elettorale ognuno faccia proposte, magari anche consapevole che non possano vedere la luce perché di soldi non ce ne sono, è noto a tutti. Del resto, se conduci una trasmissione televisiva e chiedi a un esponente dell’opposizione come finanzierebbe le misure che propone, o fa scena muta, o cambia discorso, o attribuisce la colpa a quelli che c’erano prima. Insomma, non fate un ponte e date più soldi a quelli che non ce la fanno ad arrivare in fondo al mese: intento assolutamente condivisibile, proposta irrealizzabile, perché una cosa sono le spese in conto capitale, ad esempio per le infrastrutture, e una cosa sono le spese correnti, ad esempio per la scuola o la sanità.

In sé, dicevo, la proposta ha una logica che potrebbe essere riassunta così: dimmi dove trovi i soldi e ti dirò chi sei. Il problema è che, secondo me, questo disegno di legge non troverà una maggioranza in Parlamento. In parte perché nessuno vuole legarsi le mani e, non essendoci ormai più i grandi indirizzi di politica economica, le grandi scuole di economia, grosso modo, si naviga a vista. In secondo luogo, c’è da dire anche che, con tutta la buona volontà e approvando l’idea di Cottarelli, oggi ci sono condizioni che renderebbero quasi impossibile determinare con esattezza quanto e da dove prendere i soldi per attuare i programmi politici.

Perché? Primo punto. Come Cottarelli sa molto bene per esperienza, egli nel 2013 fu nominato dal governo Letta commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica ma, come lui stesso affermò in un’intervista rilasciata prima di abbandonare l’incarico, questo compito risulta quasi praticamente impossibile da portare a compimento, per le difficoltà a relazionarsi con il sistema politico m, soprattutto, con quello burocratico che Cottarelli definì «chiuso ed estremamente impermeabile a ogni azione finalizzata a modernizzare l’attività».

Chiunque abbia avuto a che fare con la politica o la pubblica amministrazione sa bene che quanto detto da Cottarelli non fa una piega ma, appunto per questo, una proposta come la sua diventa impraticabile. Ognuno, che governi o che sia all’opposizione, dice all’altro: taglia tu che a me mi scappa da ridere; tant’è vero che le forbici che dovevano tagliare la spesa pubblica alla fine tagliarono Cottarelli.

Secondo punto. Gli economisti chiamano ciò che succede all’estero, nell’economia e ormai nel mondo, e influisce direttamente sulle tasche dei nostri concittadini choc esterni: scoppia una guerra, aumenta l’energia, vanno all’aria sia i conti del governo sia quelli delle famiglie e delle imprese.

A differenza dei decenni precedenti, ormai questi choc si susseguono in tempi sempre più brevi tra uno e l’altro e questo mette qualsiasi governo in una situazione di emergenza che, certamente, non poteva prevedere al momento delle elezioni, quindi, risulta difficile fare previsioni. E questo non per colpa né della politica né della pubblica amministrazione, ma per come è andato configurandosi il mercato negli ultimi tempi.

Terzo punto. Ormai è chiaro a tutti che senza debito i provvedimenti non si fanno. D’altra parte, aumentare le tasse è improponibile. Per la verità, Cottarelli nel suo disegno di legge prevede anche il ricorso al debito, ma dobbiamo ricordare quel che ho scritto poco sopra, e cioè che la previsione di quanto debito sarà necessario contrarre è difficilmente prevedibile.

Insomma, la proposta di Cottarelli ha una sua logica, un suo rigore e contiene anche qualche elemento che vagamente potremmo definire di morale pubblica. Se devi fare qualcosa, devi rispondere alla domanda posta da Cottarelli stesso: «Quanto mi costa?». Vedremo come andrà, ma ho l’impressione che le mani non se le legherà nessuno sebbene alcuni provvedimenti che abbiamo visto proposti o attuati, più che da choc esterni, sono dipesi da cervelli che, forse, choc, ma elettrico: insomma, di un elettrochoc.

Da non perdere

Finalmente più liberi senza patentino antifà
Pensiero forte

Finalmente più liberi senza patentino antifà

L’Associazione italiana editori ha deciso che la dichiarazione di adesione ai valori dell’antifascismo non sarà più indispensabile per partecipare alla fiera Più libri più liberi. Anche le sette domande presentate senza sottoscrivere il documento verranno valutate. La decisione arriva dopo le proteste di diversi editori e le critiche al cosiddetto “patentino antifascista”, giudicato discriminatorio e contrario alla libertà editoriale.

Fronte Onu per «sfrattare» l’utero in affitto
Pensiero forte

Fronte Onu per «sfrattare» l’utero in affitto

A Ginevra, Italia e Vaticano guidano i lavori per una moratoria globale sulla maternità surrogata. Attesa una dichiarazione congiunta insieme ad altri Paesi contrari al commercio della vita. Eugenia Roccella: «I bambini non siano oggetto di transazione».