Maremoto Hormuz: raid a raffica. Trump agli iraniani: «Siete malati»
Donald Trump (Ansa)

La crisi nello Stretto di Hormuz entra in una nuova e pericolosa fase, con attacchi contro navi commerciali, bombardamenti statunitensi sull’Iran e un’offensiva di Teheran contro diversi Paesi del Golfo e la Giordania. Washington sostiene che la via d’acqua internazionale resti aperta, mentre gli Stati della regione denunciano una grave violazione della propria sovranità. La nuova escalation è iniziata dopo che il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica ha aperto il fuoco contro una nave portacontainer che tentava di attraversare lo Stretto.

Secondo fonti americane citate da Axios, il mercantile è stato colpito da un missile e ha riportato gravi danni. L’agenzia britannica per la sicurezza marittima, Ukmto, ha riferito che l’attacco è avvenuto a nove miglia nautiche, circa 17 chilometri, a Est della penisola omanita di Musandam, provocando un incendio a bordo. L’equipaggio ha abbandonato la nave in fiamme e si è messo in salvo su una scialuppa. L’episodio ha spinto gli Stati Uniti a lanciare una nuova ondata di bombardamenti contro obiettivi iraniani.

«L’Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora ne sta pagando le conseguenze», ha dichiarato il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth. Gli attacchi statunitensi hanno preso di mira radar per la sorveglianza aerea e marittima, depositi e siti di lancio di missili e droni, oltre a batterie terra-aria. La televisione di Stato iraniana ha segnalato esplosioni in diverse città strategiche lungo la costa meridionale, tra cui Asaluyeh, Deyr, Bushehr, Bandar Abbas e Sirik. Un altro attacco avrebbe raggiunto Konarak, sul Golfo di Oman, vicino alla città portuale di Chabahar. Un sito militare alla periferia di Yasuj, nella provincia Sud-occidentale di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, sarebbe stato attaccato alle 3 del mattino da droni americani e israeliani. Il vicegovernatore Fatrah Mohammadi, citato dall’agenzia Tasnim, ha parlato di danni limitati a un veicolo e ha escluso la presenza di vittime.

Nel tardo pomeriggio di ieri nuove esplosioni sono state segnalate in Iran. Le agenzie Mehr e Fars hanno riferito di numerose deflagrazioni nel porto di Bandar Abbas, nel Sud del Paese, e nella zona intorno all’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha sostenuto che Teheran avrebbe accettato un’intesa appena un’ora prima dell’attacco alla nave. «Abbiamo avuto degli incontri con loro. Ieri hanno accettato un accordo, un accordo perfetto per noi. Niente nucleare. Hanno rinunciato a tutto e poi, nel giro di un’ora, hanno lanciato un drone contro una nave», ha dichiarato a «Meet the press» della Nbc. Trump non ha chiarito a quale accordo si riferisse e ha aggiunto di aver detto agli iraniani: «Voi siete malati».

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha intanto respinto le pretese di Teheran sul controllo del passaggio marittimo. L’Iran «non controlla» Hormuz e lo Stretto «è aperto a tutte le imbarcazioni che intendono transitare legalmente attraverso questa via navigabile internazionale», ha affermato il Centcom. Le forze americane, ha aggiunto, sono «schierate e pronte a garantire la libertà di navigazione» di fronte alle «aggressioni, molestie, minacce e dichiarazioni arbitrarie» iraniane. Da Teheran è arrivata una risposta altrettanto netta. Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema ed ex comandante delle Guardie rivoluzionarie, ha dichiarato che Hormuz è persino più importante del programma nucleare iraniano. «Questo passaggio strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica islamica dell’Iran lo proteggerà», ha affermato. In risposta ai bombardamenti americani, l’Iran ha esteso l’offensiva a diverse installazioni regionali. L’agenzia Sabreen, vicina al regime, ha indicato tra gli obiettivi una base in Giordania, la base aerea di Al Udeid in Qatar, un porto e una base militare Usa in Kuwait , il quartier generale della Quinta flotta statunitense e l’area di Juffair in Bahrein, oltre al porto di Duqm e a depositi americani in Oman.

Le prime notizie dal Kuwait dicono che tre soldati americani sarebbero stati uccisi nell’attacco iraniano e altri dodici sarebbero rimasti feriti. Se confermato, sarebbe una grave escalation e potrebbe spingere la regione verso la guerra molto più rapidamente del previsto. Gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato di essere stati raggiunti da missili iraniani. In Bahrein sono state attivate le sirene di allarme, mentre a Doha sono state udite esplosioni e i residenti hanno ricevuto sui telefoni l’invito a rimanere al riparo. Il ministero dell’Interno qatariota ha comunicato che tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite dalla caduta di schegge durante le intercettazioni. Il Qatar, mediatore, ha condannato i «rinnovati attacchi» iraniani e ha avvertito di riservarsi «il pieno diritto di rispondere». Il ministero dei Trasporti ha inoltre ordinato la sospensione temporanea della navigazione da diporto, della pesca e delle altre attività marittime, escludendo le navi soggette alle convenzioni internazionali. La Giordania ha infine comunicato che tre missili iraniani sono caduti nel regno senza provocare vittime, ma causando lievi danni materiali. La successione di attacchi e rappresaglie rende sempre più difficile contenere una crisi che, partita da Hormuz, si sta estendendo all’intera regione del Golfo.

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