«Aggredito perché faccio vedere il degrado»

Lo accusano di «fare il gioco della destra», anzi della «destra estrema». Gli danno del razzista e del fascista, del provocatore che vuole lucrare – politicamente e non solo – sul tema della sicurezza. Raccontano che avrebbe causato disordini e scontri prima a Bologna (la città in cui vive da qualche anno) e poi a Venezia.

JollyTime nel mirino della sinistra: «Razzista» e «fascista» perché denuncia il degrado

Il Manifesto ieri ha calcava la mano: «Il personaggio che si fa chiamare JollyTime, al secolo il trentaduenne di origini nigeriane Ambrose Omo Irogho, si è presentato alla Bolognina accompagnato da un drappello di Youtuber vicini all’estrema destra (tra di essi anche l’esperto di arti marziali inglese Fred Willis, fermato in passato per aver attaccato alcuni antirazzisti).

Nel giro di poco, il gruppetto telefono-munito è stato raggiunto e contestato da numerosi cittadini e attivisti della zona. Contestavano a JollyTime di agire soltanto a fini di propaganda e accompagnarsi a speculatori politici. C’è voluta una camionetta di poliziotti in assetto antisommossa per scortare i guardiani della sicurezza e accompagnarli fuori dal quartiere».

Interessante: nel caso di JollyTime le premure che di solito la sinistra riserva agli stranieri non valgono. Non lo descrivono come una persona, ma come «un personaggio», un amico dei razzisti, un traditore della causa.

Da Bologna a Venezia, le accuse di Avs e Pd contro l’influencer nigeriano

Il Manifesto riassume a modo suo anche ciò che è accaduto a Venezia: «Qui JollyTime ha incontrato alcuni cittadini, tra di essi anche il consigliere municipale di Alleanza verdi sinistra Giovanni Fassioli. «Una maglietta antifascista indossata da uno dei ragazzi è bastata a innescare le provocazioni degli squadristi» denunciano dal Laboratorio sociale Morion. Chi c’era racconta che l’azione è avvenuta «prima con spray al peperoncino, poi con un’aggressione fisica».

Avs è in prima fila a puntare il dito contro l’influencer nigeriano: «Non possiamo permettere che il razzismo, l’intolleranza e le idee neofasciste trovino sempre più spazio nelle nostre strade, nei nostri luoghi di aggregazione e nel dibattito pubblico, fino ad arrivare alla violenza fisica», dicono da Venezia gli esponenti del partito.

E pare che Nicola Fratoianni abbia annunciato un’interpellanza parlamentare. Andrea De Maria del Pd invece parla di «business della paura» e «degenerazione del dibattito pubblico». Se invece di lamentarsi per il razzismo sistemico l’immigrato si batte contro il degrado, in un lampo diventa cattivo e contestabile. Tutto come da copione.

Le agenzie di stampa informano che «la polizia ha già identificato quasi tutti gli influencer che ieri pomeriggio hanno aggredito un gruppo di attivisti di Avs e del centro sociale Morion in campo San Bortolo a Venezia e, prossimamente, è probabile che dalla Questura scattino provvedimenti amministrativi e penali, a partire da Daspo urbano e fogli di via.

Sono allo studio le misure più adeguate. Per le denunce, si aspetta di capire se procederanno anche le persone aggredite, di cui sei refertate in ospedale con contusioni e prognosi di alcuni giorni.

Al momento, Polizia e Digos stanno studiando le immagini delle telecamere cittadine per ricostruire esattamente l’itinerario coperto dal trentaduenne di origini nigeriane Ambrose Omo Irogho insieme a vari YouTuber tra cui l’olandese Tom van den Heuvel, Dutch travel maniac». Pare che il verdetto sia già stato emesso.

Sentito dalla Verità, JollyTime racconta storie molto diverse su quanto accaduto nei giorni scorsi. «A Venezia siamo andati al ristorante con un ragazzo che avrebbe dovuto accompagnarci in una piazza in cui ci sono i pickpockets», dice. «Prima ancora che uscissimo la cameriera ci ha detto che alcune persone ci avevano riconosciuto e avevano avvisato dei militanti che erano già in piazza a manifestare.

Dopo, quando siamo usciti, io camminavo davanti e due ragazzi erano dietro di me. Ho sentito gridare: “Ecco Jolly, pezzo di m…, fascista di m…, che fai qui a Venezia? Oggi ti ammazziamo, ti rimandiamo a Bologna…”».

JollyTime accusa gli antagonisti: «Hanno iniziato loro con spray, spintoni e calci»

Insomma Jolly sostiene di essere stato seguito e attaccato. E poi aggredito. «Sono loro che hanno iniziato a spruzzare lo spray al peperoncino, hanno spinto i ragazzi che sono venuti ad aiutarmi, hanno spinto me, hanno cominciato a dare calci…

E i ragazzi con me hanno reagito per difendersi. A me sembra normale che si reagisca per difendersi: se gli altri alzano le mani, bisogna tutelarsi». Jolly è convinto delle sue ragioni: ripete che non ha paura, che ha foto e video di tutto quello che è successo a Venezia.

Quando parla del suo gruppo che gira per le strade a riprendere i luoghi oscuri della città ribadisce che «noi semplicemente documentiamo il degrado in Italia. A Venezia abbiamo anche preso due pickpockets che stavano rubando a una signora americana. A questa signora ho spiegato che quei ladri parlavano in italiano ma non sono italiani».

Ambrose: «Sono immigrato, ma chi delinque deve tornare a casa sua»

Ambrose è arrivato in Italia nel 2015: «Sono venuto in Italia da immigrato», racconta. «Quelli che delinquono, quelli che distruggono devono tornare a casa loro. Uno non può dire alla commissione asilo che scappa dalla guerra e poi venire in Italia a fare la guerra.

Se qua non stai bene, non ti integri, devi tornare a casa tua. La cultura è la terra in cui sei nato, sono le tue origini. Se gli immigrati vogliono portare la loro cultura qui in Italia non funziona, perché qua c’è già una cultura che va rispettata. Io sono stato adottato dalla cultura italiana, mi sono integrato. Lavoro, pago le tasse e faccio le cose per bene perché mi hanno ospitato. Io qua sono ospite, la cittadinanza non è solo una carta. Dobbiamo rispettare gli italiani, questa nazione, questo popolo».

È per queste idee che Ambrose viene accusato di essere razzista. «Difendo le persone per bene, combatto contro quelli che delinquono, mi chiamano razzista, e lo accetto, anzi sono fiero di essere razzista contro i delinquenti.

Sono loro i veri razzisti. Quando ero in Africa sentivo dire che in Italia si stava bene. Ora ci sono immigrati che stanno rovinando l’Italia, vengono qua a spacciare droga per avere i soldi, a rovinare la vita di altre persone per i soldi, questa non è integrazione. In Nigeria chi prova a fare qualcosa del genere finisce male, molto male».

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