Le carte del Mascherinagate di Zingaretti
  • La Gdf acquisisce gli atti sull’acquisto dei Dpi e va a caccia dei contratti tra l’azienda di Frascati e il fornitore Exor. Al vaglio ci sono i margini di guadagno della ditta e le specifiche tecniche dei prodotti: sono N95 e non Ffp3. E ancora devono arrivare da Shanghai.
  • Il titolare di Biocrea doveva fornire a Consip 3 milioni di dispositivi, bloccati in Cina.

Lo speciale contiene due articoli.

A ieri, l’ultimo carico di 7,5 milioni di mascherine della Eco Tech, pagate dalla giunta guidata da Nicola Zingaretti, non era ancora arrivato da Shanghai. Ma sono già al vaglio degli inquirenti tutti i documenti relativi ai contratti sottoscritti dalla srl con la Regione Lazio, gli atti di fideiussione sull’acconto di 14 milioni (rilasciato dalla Regione) firmati il 20 aprile con la Seguros Dhi Atlas ltd, gestita da Andrea Battaglia Monterisi, oltre agli atti conseguenziali relativi al subentro della Exor di Paolo Balossi. Inadempimento di contratti di pubbliche forniture è l’ipotesi di reato per le quali sta procedendo la Procura di Roma, nel fascicolo coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. Gli uomini della guardia di finanza, su delega dei pm di piazzale Clodio, hanno acquisito in Regione la documentazione relativa alla commessa per cui sarebbero già stati anticipati 11,3 milioni di euro su un totale di 35,8 milioni. Gli accertamenti in corso dovranno fare luce sulla società con sede a Frascati, cui la Regione, che a quanto si apprende è parte offesa nel procedimento, si era rivolta per i dispositivi. La commessa è al vaglio anche dei magistrati contabili. Nei giorni scorsi, infatti, il procuratore regionale della Corte dei Conti ha aperto un fascicolo per i profili di propria competenza.

La Verità ha consultato la pila di carte che riguardano le determinazioni di affidamento delle forniture di Dpi (i dispositivi di protezione individuale), i piani di distribuzione, le certificazioni e le schede tecniche dei materiali acquistati, oltre alle polizze assicurative di copertura, tra cui quella firmata dalla Seguros Dhi Atlas, di cui abbiamo scritto negli ultimi giorni.

Le determine (in gergo tecnico, gli atti adottati dalle stazioni appaltanti prima dell’avvio della procedura di affidamento di un contratto pubblico) che riguardano la Eco Tech sono quattro. Due in data 16 marzo 2020: una indicata dal codice G0281 (per 1,5 milioni di mascherine Ffp2 al prezzo di 3,6 euro l’una e 1 milione di Ffp3 al prezzo di 3,9 euro l’una), con fine consegna 30 marzo, poi revocata il 2 aprile, con novazione il 10 aprile; e la G02802, per 1 milione di Ffp3 e 2 milioni di mascherine chirurgiche (al prezzo di 0,58 euro l’una), con fine consegna 6 aprile 2020. Poi, una in data 20 marzo (la G03089, per 1 milione di Ffp2 e 2 milioni di Ffp3), con fine consegna prevista il 23 marzo, ma revocata il 29 marzo con novazione il 10 aprile. Infine, la determina con il codice G03291, per 1.000 Tester Covid-19 da 4,75 euro l’uno, con fine consegna 23 marzo «esente Iva, in entrata in Italia».

Va ricordato che, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tempo, dal 19 marzo la Protezione civile della Regione Lazio era in possesso di un preventivo per acquistare due milioni di mascherine Ffp2 e altrettanti di Fffp3, marchiate 3M, a due euro e 53 centesimi al pezzo. Vale a dire, un preventivo più basso di 1,07 euro rispetto a quelli Eco Tech per le Ffp2, che la Eco Tech ha proposto a 3,60 euro a mascherina, e di 1,37 per le Ffp3, vendute a 3,90 euro/pezzo. Consegna 5-10 giorni.

Il preventivo in questione era della società svizzera Exor, la stessa presso cui è andata a rifornirsi la Eco Tech. A interessare i pm, più che i contratti sottoscritti tra l’Agenzia regionale della Protezione civile e la Eco Tech, sarebbero quelli tra la Eco Tech e la Exor. Ovvero, la corrispondenza diretta tra il fornitore e il sub fornitore.

In particolare, si cercherebbero eventuali variazioni del contratto fra Exor ed Eco Tech. Il prezzo fatto dalla Exor alla Eco Tech è utile per capire l’effettivo incasso netto andato alla società di Frascati. Il primo preventivo formulato da Exor il 19 marzo scorso prevedeva un prezzo di 2,53 euro a mascherina Ffp2, contro i 3,60 euro che la Regione dovrebbe pagare a Eco Tech. È rimasto quello?

Osservando le carte, salta all’occhio anche qualche perplessità per il tipo di mascherine. Nelle determine si parla sempre di mascherine Ffp2 e Ffp3, ma nella scheda tecnica che compare tra le carte che sarebbero state recuperate dalla Gdf, si parla sempre di mascherine N95 (che comunque garantiscono una protezione filtrante del 95%, lievemente superiore a quella del 94% garantita dalle Ffp2, ma inferiore al 99% delle Ffp3).

La fornitura, intanto, ancora non si vede. Il volo cargo con 7,5 milioni di mascherine ordinate dalla Regione alla Eco Tech e dalla Eco Tech alla Exor dovrebbe essere partito ieri dalla Cina. Lo ha appreso Il Fatto.it, che ieri ha riportato un’email del console aggiunto commerciale al Consolato italiano di Shanghai, inviata il 20 aprile al direttore della Protezione civile del Lazio, Carmelo Tulumello. «Abbiamo parlato con lo spedizioniere locale», si legge. «La comunicazione non è stata facile perché parla molto male l’inglese e non parla cinese. Ci ha rassicurato che la procedura burocratica per la spedizione è stata completata con successo».


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