«Abusi su un minorenne». Sky pronta a cacciare la Argento da «X Factor»
  • Secondo il «New York Times», l’attrice ha pagato 380.000 dollari per evitare di essere denunciata dopo aver avuto rapporti con un diciassettenne ubriaco.
  • La figlia d’arte si faceva chiamare dal giovane che avrebbe molestato «mamma», ruolo che aveva avuto sullo schermo. Dopo la morte di Anthony Bourdain è tornata in tv in 24 ore.
  • Lo scoop è l’ultima tegola caduta sul movimento, già azzoppato dall’archiviazione del caso contro Fausto Brizzi. La caccia alle streghe però ha già fatto molte vittime.

Prima vittima, poi carnefice. Asia Argento, stando alle carte pubblicate ieri dal New York Times, avrebbe risarcito con 380.000 dollari un giovane dopo che questi l’ha accusata di molestie sessuali e aggressione. Jimmy Bennett, enfant prodige del cinema americano, e i suoi avvocati si sarebbero accordati con l’attrice per un episodio avvenuto a Los Angeles il 9 maggio 2013. All’epoca Bennet aveva 17 anni, uno meno di quanto serve in California per il consenso. La Argento, che allora aveva 37 anni, lo conosceva da tempo. Nel 2004 lo aveva diretto in Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, film in cui Bennett interpretava un bambino maltrattato dalla madre tossica, Asia Argento, e abusato dai suoi fidanzati. La pellicola aveva avvicinato i due che, circa dieci anni più tardi, si sarebbero dati appuntamento al Ritz Carlton di Marina del Rey.

Bennett, cui un disturbo della vista avrebbe impedito di guidare, si sarebbe presentato alla riunione con un parente cui la Argento avrebbe poi intimato di andarsene. «(L’attrice) diede (a Bennett) degli alcolici e gli mostrò una serie di appunti. Poi, lo baciò, lo spinse sul letto, gli levò i pantaloni e gli praticò del sesso orale. Infine, si arrampicò sopra di lui e i due ebbero un rapporto sessuale. La Argento chiese a Bennett di scattare qualche foto», si legge nelle carte, supportate da alcune «prove» social.

Prima di ricevere Bennett, quel 9 maggio 2013, Asia Argento ha pubblicato su Instagram un selfie. «Aspettando il mio bambino perduto da tempo, il mio amore Jimmy Bennett. Sono in trepidazione #MarinadelRey Fumo sigarette come se non ci fosse una prossima settimana», ha scritto nella didascalia, rincarando la dose poche ore più tardi. «Il giorno più felice della mia vita, reunion con Jimmy Bennett», ha compulsato online dopo la presunta aggressione, annunciando – attraverso uno scatto dei loro volti vicini – che il ragazzo sarebbe stato parte del suo prossimo film.

Entrambe le foto, insieme a un terzo selfie, ritraente i due a petto nudo sul letto del Ritz Carlton, sarebbero state incluse dall’avvocato di Bennett, Gordon K. Sattro, tra i documenti presentati contro l’Argento. L’episodio avrebbe stordito il ragazzo e compromesso la sua salute mentale al punto da rovinargli la carriera.

Il Nyt sostiene che le prime avvisaglie del malessere si sarebbero avute proprio nella serata del 9 maggio 2013. «Mentre veniva portato a casa, (Bennett) cominciò a sentirsi estremamente confuso, mortificato e disgustato», anche se, l’8 giugno 2013, avrebbe scritto alla Argento un messaggio pacifico: «Mi manchi, mammina». In allegato, una foto di un braccialetto regalatogli dall’attrice.

Bennett si sarebbe deciso a vuotare il sacco solo nell’ottobre del 2017, quando i titoloni contro Harvey Weinstein e la marcia femminista della Argento lo avrebbero indispettito. «Vederla presentarsi come vittima di violenza sessuale era troppo da sopportare», così avrebbe chiesto un risarcimento di 3,5 milioni di dollari, atto a compensare «l’inflizione intenzionale di sofferenza emotiva, perdita di salario, aggressione e violenza sessuale». Le carte, ricevute dal Nyt tramite un’email criptata, parlano di ricadute «così traumatiche da aver ostacolato il lavoro e ridotto le entrate economiche del signor Bennett».

«Nei cinque anni precedenti all’incontro del 2013 con la Argento, aveva incassato oltre 2,7 milioni di dollari. Ma il suo reddito, da allora, è sceso a una media di 60.000 dollari l’anno», si legge sul Nyt, ligio nel riportare anche le lettere spedite alla Argento dai suoi avvocati.

Carrie Goldeberg, il legale dell’attrice, ha pattuito un risarcimento di 380.000 dollari e disposto che i primi 200.000 fossero pagati nell’aprile 2018, le avrebbe scritto augurandosi che nulla di simile ricapitasse. «Sei un’autrice potente e stimolante ed è triste che tu viva circondata di individui di merda», si legge sul New York Times, che spiega come parte dell’accordo abbia previsto la cessione dei selfie seminudi all’attrice.

La Argento, contatta dal giornale per fare luce sulla vicenda, non ha risposto. E così Bennett, al quale pur non è stata imposta alcuna riservatezza. La legge della California non consente accordi di non divulgazione e l’attrice, per coerenza con «i messaggi pubblici lanciati», avrebbe rifiutato di aggirarla. «A Bennett», ha scritto la Goldberg, «Non è però permesso di infastidirti per soldi, denigrarti o denunciarti». Cosa, quest’ultima, che ha fatto il Web.

Se Rose McGowan, figura di spicco del Me too, ha scritto: «L’ho conosciuta dieci mesi fa. A unirci, è stata la sofferenza dovuta alle aggressioni di Weinstein. Il mio cuore è a pezzi, continuerò il mio lavoro accanto alle vittime», sottolineando poi che «nessuno sa la verità. Sono sicura che molte cose ancora verranno fuori. Siate gentili», altrettanto non ha fatto Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno ha avuto la sua rivalsa. «Questa è la signora che mi insultava ogni due minuti, e mi ha dato del razzista e della m…a? Mamma mia che tristezza», ha twittato il leader leghista.

La Argento è stata scelta come giudice di X Factor, e Twitter ha votato la sua interdizione. Per par condicio e correttezza morale. Licenziarla è possibile anche se X Factor inizierà il 6 settembre. Gilbert Rozon, in Francia, è stato fatto fuori da La France a un incroyable talent dopo che nove donne lo hanno accusato di molestie. Nelle puntate registrate dello show, firmato dalla stessa Fremantlemedia che produce X Factor, Rozon è stato cancellato grazie alla tecnologia. Sky Italia e Fremantlemedia Italia ieri hanno scritto un comunicato in cui hanno annunciato che «se quanto scrive il New York Times fosse confermato, questa vicenda sarebbe del tutto incompatibile con i principi etici e i valori di Sky e dunque – in pieno accordo con Fremantlemedia – non potremmo che prenderne atto e interrompere la collaborazione con Asia Argento».

Claudia Casiraghi

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