Il cuore malato di Abderrahim Fakir entra nel fascicolo della Procura di Bologna. Ma questa volta non solo come dato clinico, ma come elemento centrale emerso dalle ricerche sull’ultimo telefono del quarantaduenne morto il 19 luglio scorso in via Svevo, al Pilastro di Bologna, durante un intervento di contenimento della polizia.
A far emergere il dato sanitario è la consulenza tecnica sul primo cellulare dell’uomo, affidata all’ingegnere Giuseppe Ferraro. Nel corso delle indagini sono stati estrapolati mille file tra ricerche sul Web, sms, chat e tabulati. Un’analisi che ricostruisce, giorno dopo giorno, le condizioni fisiche di Fakir a partire da un evento preciso: il ricovero al Maggiore il 31 dicembre 2025. Da quanto emerso, quel giorno il marocchino avverte problemi cardiaci non meglio circostanziati e va al Pronto soccorso. I medici, però, decidono di ricoverarlo e trattenerlo per un paio di giorni.
Ma da quel letto d’ospedale una foto viene inviata alla moglie in Marocco. E c’è anche uno scambio di oltre dieci messaggi con parenti e amici, tutti preoccupati per le condizioni di Fakir. I messaggi, analizzati dal consulente e compresi nel periodo tra il 31 dicembre 2025 al 19 marzo scorso, data in cui il marocchino cambia utenza, hanno svelato un’altra verità: analisi, terapie da seguire, esami da fare a causa di diversi sintomi avvertiti e legati probabilmente a disturbi cardiologici. Sempre secondo quanto emerso dall’analisi dei tabulati e del cellulare, parenti e amici lo invitano a curarsi, a sottoporsi ai controlli prescritti dai medici che lo avevano visitato a Capodanno. Secondo quanto evidenziato dalla difesa, i poliziotti non potevano ignorare quella situazione. Questo per la famiglia non sposta la causa della morte. Per avere un quadro completo si attende ora l’analisi della seconda utenza, ritrovata di recente, che contiene le chat più vicine al periodo del 19 luglio.
Le posizioni dei legali sulla causa della morte
«La condizione di salute compromessa di Fakir era già nota da tempo», ha spiegato l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia. Il legale è poi andato oltre: «Che rilevanza giuridica può mai avere che fosse malato di cuore se è morto per una grave insufficienza respiratoria? Fakir è deceduto per ipossia da grave crisi respiratoria acuta da costretta posizione prona. Questa è la causa di morte, stabilita dai consulenti della Procura. Non è morto per i problemi cardiaci».
Ma, come pubblicato da Il Resto del Carlino, immediata è arrivata anche la replica dell’avvocato Gabriele Bordoni, che difende i due agenti indagati per omicidio colposo: «Stanno emergendo una serie di situazioni che non possono essere ignorate. Che Fakir non avesse una buona salute ora emerge più plasticamente da quanto è stato ricavato dal suo telefonino. L’analisi dà conto di una situazione di cui lo stesso parlava da settimane». Nel corso delle indagini, era emersa anche una positività alla cocaina, come rivelato dagli esami tossicologici disposti sul corpo di Fakir.
La fiaccolata al Pilastro nel giorno del compleanno
Intanto la sua famiglia si prepara al ricordo dal momento che domani il marocchino avrebbe compiuto gli anni. «Se non lo avessero arrestato in quel modo, mio fratello Abderrahim sarebbe ancora qui a festeggiare con noi il suo compleanno», dice il fratello Mohamed. Il 15 ottobre per loro è sempre stato un giorno di festa. Quest’anno, però, quella giornata si trasformerà in un momento di commemorazione e ricordo con una fiaccolata. L’appuntamento è per giovedì alle 18.30 in via Italo Svevo, dove il marocchino è collassato. Mohamed ha spiegato come hanno deciso di festeggiarlo: «Porteremo una torta, quest’anno simbolica, perché purtroppo non ci sarà chi doveva spegnere le candeline». Con lui ci saranno la sorella Kadjia, la prima a chiedere giustizia, e la comunità del Pilastro. Intanto, proseguono gli accertamenti della Procura cercando di mettere insieme i diversi e complessi pezzi del puzzle.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >