Mentre si moltiplicano in tutto il mondo le richieste di cessate il fuoco in Medio Oriente, non unanimi perché in molti, come il cancelliere tedesco Olaf Scholz, non sono d’accordo, sembrerebbe esistere un accordo per liberare gli ostaggi detenuti da Hamas. «Penso che meno dico a riguardo, più aumenterò le possibilità che si materializzi», ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu a Nbc news. Gli ostaggi che potrebbero essere presto liberati sarebbero circa 80 donne e bambini, ha confermato un funzionario americano. La contropartita consisterebbe nella liberazione di donne e minori palestinesi detenuti in Israele. Un’ulteriore conferma sarebbe rappresentata dall’imminente visita in Israele del consigliere più fidato di Joe Biden che si starebbe recando lì proprio per trattare la liberazione degli ostaggi.
D’altro canto però Hamas ha annunciato di aver sospeso i negoziati a causa dell’assedio (negato da Israele) nei confronti dell’ospedale Al-Shifa, il più grande di Gaza, dove si ritiene sia nascosto il leader di Hamas Yayha Sinwar e dove si conterebbero almeno 70 cadaveri da seppellire. Il direttore della struttura Mohammad Abu Salmiyaha ha dichiarato di essere pronto a evacuare con il via libera di Israele. Poche ore prima invece Netanyahu aveva detto che il suo governo avrebbe offerto carburante all’ospedale di Gaza, ma che il gruppo militante ha rifiutato di riceverlo. «Ogni vita civile persa è una tragedia. E la colpa dovrebbe essere attribuita ad Hamas perché impedisce loro di lasciare una zona di guerra, a volte sotto la minaccia delle armi. Hamas», ha aggiunto, «mette razzi all’interno di scuole, ospedali, ha tunnel sotto i letti dei bambini. Questo è ciò con cui abbiamo a che fare». Poi ha concluso: «Come risultato della nostra azione di terra, credo che il numero di vittime civili si sia effettivamente ridotto perché le persone ascoltano i nostri appelli a lasciare l’area e sfidano i tentativi di Hamas di tenerle lì».
Non è d’accordo il segretario generale dell’Onu, António Guterres, che in un’intervista alla Cnn ha detto: «Gli attacchi di Hamas, non giustificano punizione collettive», e ancora: «Le leggi di guerra prevedono la protezione dei civili e l’esercito israeliano non lo sta facendo a Gaza». Pronta la risposta di Netanyahu: «Guterres lo chieda ad Hamas il rispetto del diritto internazionale».
Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) ha riferito che la sede di Gaza è stata bombardata la notte scorsa e ci sarebbero diversi morti e feriti. «I civili, le infrastrutture civili e l’inviolabilità delle strutture delle Nazioni Unite devono essere rispettati e protetti in ogni momento. Il diritto internazionale umanitario, compresi i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione, deve essere rispettato e sostenuto», riporta un comunicato.
Il presidente di Israele Isaac Herzog ha rilasciato un’intervista alla Bbc rivelando che in una cameretta di bambini, all’interno di una struttura ritenuta essere una base di Hamas, è stato ritrovata una copia in arabo del Mein Kampf, il pamphlet scritto da Adolf Hitler in persona che rappresenta il più importante documento di antisemitismo al mondo. Il libro che scatenò la Shoah, «il libro che portò alla seconda guerra mondiale. Ecco la guerra che stiamo affrontando» le sue parole.
Il fronte aperto con le milizie armate del partito libanese di Hezbollah resta vivo. Sette soldati israeliani ieri sono rimasti feriti in maniera non grave da un lancio di missili. Il sistema di difesa ne aveva intercettati quattro, ma il resto è caduto sul terreno. Non solo Libano, perché uno sparuto gruppo di combattenti filo iraniani sarebbero stato dispiegato nel Golan siriano. Si tratta di circa 700 soldati siriani, iracheni, libanesi e palestinesi messi a proteggere l’area contesa con Israele. Numeri esigui, ma l’azione è significativa, nonostante ancora non sia stato schierato l’esercito regolare siriano.
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