Per evitare l’ira di Pechino la Cambogia scarica infetti e accoglie il virus con i fiori
  • Appesa agli aiuti finanziari di Xi Jinping, la nazione asiatica lascia sbarcare migliaia di turisti, alcuni certamente malati. Il premier, senza mascherina, ha donato ghirlande.
  • Il governo mette a punto il piano di rimpatri per i passeggeri della Diamond: domani via dal Giappone quelli negativi al test, poi un volo speciale per il contagiato. Capitano ed equipaggio resteranno a bordo.

Lo speciale contiene due articoli

Dopo aver puntato per settimane i riflettori, ancora accesi, sulla Diamon princess, bloccata nella baia di Yokohama, a sud di Tokyo, l’attenzione delle autorità sanitarie e della stampa si sta spostando su un’altra nave da crociera. Si tratta della Westerdam, della compagnia britannico americana Holland America Line. La sua vicenda è meno nota, ma ugualmente singolare. L’imbarcazione, con a bordo 2.257 persone (1.455 passeggeri, di cui cinque italiani, e 802 membri dell’equipaggio) era partita da Singapore il 16 gennaio con un itinerario che originariamente prevedeva soste nelle Filippine, a Taiwan, Giappone, Corea del Sud e per concludere in Cina.

A causa dell’allarme coronavirus, però, le tappe intermedie sono saltate e il transatlantico è stato costretto a navigare senza una destinazione certa per 10 giorni. Le autorità del Giappone, di Guam, delle Filippine, di Taiwan e della Thailandia hanno negato lo sbarco. Al tentativo di attraccare a Bangkok, la Westerdam è stata addirittura fatta scortare dalla marina militare thailandese al di fuori delle acque territoriali. Il primo ministro thailandese, il generale Prayut Chan-o-ch, aveva motivato il divieto di sbarco: «Non consentiamo l’attracco nei nostri porti, ma prendiamo in considerazione l’assistenza umanitaria, se vogliono fare rifornimento o approvvigionamento di viveri sicuramente provvederemo. Ci sono molte persone a bordo, dobbiamo essere cauti».

Il Paese del Sud Est asiatico ha adottato misure severe per il contenimento del coronavirus, avendo sul proprio territorio almeno 35 casi di contagi accertati da quando è scoppiata la pandemia.

Altrettanto cauta non è stata la Cambogia, il Paese che la settimana scorsa ha concesso l’attracco e lo sbarco dei passeggeri dalla nave.

«La Cambogia fa questo perché presta maggiore attenzione ai diritti umani. Rispettiamo i diritti delle oltre 2.000 persone sulla barca. Non abbiamo ricchezza, ma abbiamo simpatia per i passeggeri bloccati sulla nave», ha spiegato il primo ministro Hun Sen. Oltre alla sensibilità, sulla scelta del premier ha probabilmente inciso la stretta alleanza della Cambogia con la Cina, dalla quale riceve miliardi di dollari in prestiti agevolati e investimenti ogni anno.

Hun Sen, a differenza della maggior parte dei leader internazionali, a emergenza già scoppiata, si è rifiutato di far evacuare i cittadini cambogiani presenti in Cina, anche quelli nella metropoli di Wuhan, epicentro dell’epidemia, per confermare il sostegno dei suoi connazionali ai cinesi. Il premier stesso, circa due settimane fa, si è recato a Pechino per incontrare il primo ministro Li Keqiang e il presidente Xi Jinping.

Dalla Westardam, attraccata a Sihanoukville, sono state fatte scendere quindi, in totale, oltre 1.100 persone, senza sapere su quali e quante fossero stati effettuati i test. Ad accogliere i passeggeri era presente anche il primo ministro, senza nemmeno una mascherina sul volto, ma con delle ghirlande di fiori come dono. Nessuno è stato messo in quarantena, e molti turisti hanno deciso di tornare nei propri Paesi. E tra questi c’era anche una ottantatreenne statunitense, scoperta positiva al test nello scalo malesiano di Kuala Lumpur. Come lei, almeno 145 passeggeri sono passati per la Malesia, alcuni sono stati rintracciati nella capitale cambogiana Phnom Penh, altri invece hanno già lasciato il Paese. Un numero imprecisato di persone potenzialmente esposte al virus sta quindi viaggiando per il mondo e circolando liberamente.

I cinque italiani a bordo sono già stati rintracciati: uno di loro è in Italia, monitorato costantemente e in isolamento domiciliare volontario. Un altro è rientrato in Germania, uno in Slovacchia. Gli ultimi due, italo brasiliani, sono ancora a bordo della nave, in contatto con l’ambasciata, intenzionati a tornare poi in Sudamerica.

I passeggeri rimasti sulla nave sono stati sottoposti ai test. Il ministero della Sanità cambogiano ha dichiarato di star ricercando «attivamente ogni caso sospetto», aggiungendo che «la popolazione non deve preoccuparsi troppo».

Ma le autorità della Cambogia sono inevitabilmente finite nella bufera per la precipitosità e la negligenza dimostrate nella vicenda. La Malesia non consentirà l’ingresso di nessun altro passeggero sbarcato dalla nave, così come Thailandia e Singapore.

Errori e leggerezze come quelli cambogiani possono essere decisivi nella diffusione del virus, che a oggi ha contagiato nel mondo oltre 72.500 persone. Il Paese asiatico, infatti, non ha degli standard sanitari paragonabili a quelli occidentali e, nel caso in cui tra gli sbarcati dalla Westerdam ci fossero altri casi positivi, il rapido contagio sarebbe quantomeno probabile.

A prevedere il pericolo era stata già il 30 gennaio scorso l’Organizzazione mondiale della sanità, preoccupata che l’epidemia partita dalla Cina potesse raggiungere «Paesi con sistemi sanitari più deboli». E venerdì scorso, mentre la Westerdam stava per far scendere centinaia di passeggeri senza controllo alcuno, è stato confermato il primo caso di coronavirus in Egitto. Molto più vicino a noi della Cambogia.

Da non perdere

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz
Mondo

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz

A detta di Trump si svolgeranno oggi in Qatar «i colloqui voluti dal regime». Secondo Axios si tratterebbe di vertici separati tra i tecnici nemici e i mediatori del Paese del Golfo e del Pakistan. Gli ayatollah frenano: «Nessun meeting con la Casa Bianca».

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no
Geopolitica

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no

Siglato un patto quadro che però non piace ai filo-iraniani. Il presidente Aoun ha anche accolto con favore la guida di Italia e Francia nella coalizione post-Unifil. I media d’Oltralpe traducono male le parole di Meloni per metterla contro Le…