Fa discutere la presunta rivelazione del quotidiano spagnolo El Mundo, secondo la quale la Cia, maggior servizio segreto americano, avrebbe avvisato i governi europei sul possibile lancio di droni russi da navi portacontainer nel Mediterraneo per colpire Italia, Francia e Spagna.
La presunta minaccia dei droni russi nel Mediterraneo
Ciò potrebbe accadere, stando alla ricostruzione, nel 2027, quando tali Paesi andranno a elezioni, per influenzarne l’andamento e diffondere panico.
Fonti del governo italiano, fra cui lo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto, sono però cauti, negando l’esistenza di tale allerta. L’articolo di El Mundo è firmato da Xavier Colas, già corrispondente del quotidiano iberico da Mosca, da dove fu espulso nel 2024, e che ora scrive da Vilnius. Infatti la fonte principale sarebbe «una fonte anonima vicina al ministero della Difesa della Lituania», che sostiene: «Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti in un container, non è affatto difficile».
Scrive El Mundo: «La giustificazione di una simile escalation è sul tavolo da tempo. Mosca ha ripetuto che fornire armi, informazioni e consiglieri militari all’Ucraina rende i Paesi occidentali partecipanti alla guerra e obiettivi legittimi. Finora, ha agito sotto la “soglia di guerra”, evitando azioni che potrebbero provocare una risposta coordinata della Nato».
Il giornale cita l’analista Keir Giles, dell’Accademia della Difesa del Regno Unito: «L’obiettivo sarà il punto di maggior vulnerabilità dell’Europa. Paesi come Regno Unito o Spagna non hanno investito in sistemi integrati di difesa aerea e antimissile adeguati alla minaccia russa».
Per «condire» meglio viene riportata una frase che Andrius Kubilius, commissario europeo alla Difesa, aveva detto quasi un anno fa, il 19 novembre 2025: «La Russia può lanciare droni sugli aeroporti spagnoli e danneggiare l’industria del turismo».
Le caratteristiche del drone Gerbera e l’allarme ipotizzato
L’allarme sarebbe stato diramato ai governi europei dalla Cia dopo la visita del suo direttore John Ratcliffe a Mosca lo scorso 25 agosto, ma non esistono al momento prove.
Si dice verrebbe impiegato il drone Gerbera, derivato a basso costo dello Shahed iraniano sviluppato dalla fabbrica russa di Alabuga, nel Tatarstan. Velivolo senza pilota lungo due metri e con apertura alare di 2,5 metri, porta 5 chili di esplosivo, sufficiente a scopi intimidatori ma militarmente scarso. La velocità massima è 160 km/h e il raggio d’azione 600 chilometri. Costa solo 3000 dollari e l’uso più diffuso è quello di esca per distrarre le difese.
I droni verrebbero lanciati da navi in acque internazionali, a 200-300 chilometri dalle coste europee, impiegando 1-2 ore a raggiungere i bersagli. Conclude El Mundo: «Spagna, Francia e Italia avranno campagne elettorali ed elezioni nel 2027 e ospitano forze radicali in grado di sfruttare paura e disillusione verso l’Ucraina. Soprattutto in Francia e in Italia, esistono legami o posizioni allineate con gli interessi del Cremlino».
Emmanuel Macron ha colto la palla al balzo: «Guerra ibrida? No, è guerra punto», riferendosi all’episodio di Lipsia. Una mappa mostra che quasi tutta Italia sarebbe esposta, salvo il Nordest.
La smentita del governo e le reazioni delle opposizioni
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto non ha confermato tali ipotesi: «Non serve a nessuno e non trova alcuna conferma, l’allarme lanciato questa mattina da un quotidiano spagnolo che ipotizza possibili attacchi a Italia, Spagna e Francia da parte di navi e droni russi. Già viviamo in tempi difficili e “nervosi” e non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco».
Il governo di Roma nega ci sia stato un allarme della Cia alla nostra intelligence, tanto che il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini così critica l’articolo di El Mundo: «Irresponsabile chi rilancia notizie prive di qualsiasi fondamento su allarmi militari o possibili attacchi. Servono calma, sangue freddo e parole di pace, non allarmismi che alimentano tensioni e venti di guerra».
Le opposizioni interrogano il governo. Per il Pd, il vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Lia Quartapelle, chiede: «La notizia di un possibile attacco di droni russi contro l’Italia merita un immediato chiarimento da parte del governo. È notizia fondata? Cosa sta facendo il governo, insieme agli altri Paesi europei, per proteggerci da questi rischi?».
Per il leader di Azione Carlo Calenda: «Le rivelazioni di El Mundo proseguono la riunione di urgenza chiamata da Macron con le opposizioni e le dichiarazioni durissime della Le Pen contro la Russia indicano una minaccia diretta alla Francia, all’Italia e alla Spagna. Io credo davvero che Meloni dovrebbe chiamare le opposizioni e informarle sulle condizioni di sicurezza del Paese».
Frattanto, il ministro della difesa danese, Jeppe Bruus, dichiarava che «non si può escludere un attacco russo a un Paese della Nato, sebbene improbabile».
La situazione internazionale e le tensioni nell’Est Europa
La Moldavia ha segnalato l’intrusione di quattro droni nel suo spazio aereo, mentre in Romania un drone, probabilmente russo, s’è schiantato a Suceava.
Sia la Russia, sia l’Ucraina guardano al vertice G20 di Miami come possibile anticamera di un trilaterale con gli Usa per arrivare alla pace. Sul terreno le truppe russe hanno conquistato quattro villaggi.
Missili russi hanno bombardato a Kiev un’industria di componenti per droni e officine per sistemi robotici e a Odessa due depositi di armi. In Polonia, l’incendio a una stazione di comunicazione Starlink è stato attribuito a un «sabotaggio» di cui si sospetta tacitamente Mosca.
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