«Oggi la Giornata Nazionale per la Salute delle Donne, mentre il Paese combatte contro l’emergenza Covid, assume un valore ancora più importante. Grazie alle donne che dentro e fuori dagli ospedali mettono a rischio la propria salute per curare, assistere, lavorare per il bene comune. Ci stringiamo, come in un cordone protettivo virtuale, attorno a quelle più anziane e bisognose di protezione. In questo momento così delicato non bisogna abbassare la guardia sulla salute psichica e fisica delle giovani donne che è seriamente minacciata dalla propaganda abortiva dei soliti noti, che ha proposto come soluzione l’interruzione di gravidanza fai da te con la pillola a casa» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia.
«Nessuno dice che secondo la letteratura internazionale, l’aborto farmacologico è dieci volte più pericoloso di quello chirurgico, o racconta gli effetti collaterali dell’aborto, come emorragie, infezioni e cancro al seno. Nessuno spiega alle donne che con l’aborto volontario fanno una violenza a se stesse che le condanna a una grave sofferenza psicologica» hanno continuato.
«Tra le donne che hanno abortito – aggiunge Pro Vita & Famiglia – si registra il doppio di suicidi ed un 40% in più di morti violente per ferita o avvelenamento (dati pubblicati sull’European Journal of Public Health); il primo Rapporto ItOSS (Sistema di Sorveglianza Ostetrica italiano) rivela: 18 donne si sono suicidate in Italia entro un anno dall’aborto indotto, in 10 Regioni italiane, nel periodo di 7 anni 2006-2012: le donne che in Italia si sono sottoposte all’aborto indotto hanno il 150% (1,5 volte) in più di probabilità di suicidarsi entro un anno rispetto a coloro che hanno partorito».
«Per la tutela della salute delle donne serve anzitutto la prevenzione, con interventi socio economici a tutela della maternità tesi innanzitutto a prevenire il dramma dell’aborto: meno aborti, più donne in salute» hanno concluso.
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