Dall’insediamento di Trump il Dax è cresciuto del 25%. I capitali scelgono i listini tedeschi malgrado lo spettro dei dazi. L’esperto: «Pesa la rottura della tradizionale austerità per finanziare infrastrutture e Difesa».

Le azioni tedesche stanno vivendo un momento di grande slancio, attirando l’attenzione degli investitori globali più delle azioni statunitensi. Dall’insediamento di Donald Trump, il Dax ha guadagnato il 25%, mentre l’S&P 500 ha perso circa il 3%. La Borsa di Francoforte, insieme con quella di Milano, si è posizionata tra le migliori del mondo, con un rendimento vicino al +20%. Nell’ultimo anno, il mercato tedesco ha registrato un incremento del 28%, risultando il più performante d’Europa. Questo boom è avvenuto in un contesto globale incerto, influenzato dalle politiche protezionistiche Usa. L’Economic policy uncertainty index ha toccato livelli record, superiori a quelli della crisi Covid, ma ciò non ha frenato la corsa dell’azionario tedesco. Le prospettive restano promettenti. Le spese pianificate per Difesa e infrastrutture in Germania superano quelle del Piano Marshall e potrebbero dare nuovo impulso all’economia tedesca. Inoltre, eventuali rallentamenti negli Stati Uniti potrebbero spingere i capitali verso mercati alternativi, in primis europei, rafforzando l’appeal dei titoli tedeschi.

«Dopo un periodo difficile, segnato da una crescita debole e da una forte esposizione al gas russo e alla concorrenza cinese in settori chiave come l’automotive, la Germania sembra aver imboccato una nuova direzione», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf, «Il governo federale recentemente insediato ha avviato importanti investimenti in infrastrutture, transizione ecologica e Difesa, rompendo con la tradizionale austerità».

I dati del primo trimestre del 2025 hanno confermato questa inversione di rotta: il Pil è cresciuto dello 0,4%, superando le stime iniziali dello 0,2%. Anche il clima economico sta lentamente migliorando, come indicato dall’indice Ifo, sebbene gli analisti prevedano una crescita stagnante per l’anno. Gli investimenti in azioni tedesche, insomma, sono tornati di moda. I portafogli suggeriti comprendono numerose aziende della Germania, molte delle quali hanno registrato rendimenti positivi. Rheinmetall, per esempio, ha visto aumentare esponenzialmente la propria capitalizzazione, diventando una delle società preferite dagli investitori, al pari di Volkswagen. I risultati aziendali del 2024 confermano questa tendenza: le imprese quotate negli indici Dax e Mdax hanno totalizzato oltre 200 miliardi di euro di Ebit, con un incremento dell’11% rispetto al 2023, segnando un nuovo record. Questo traguardo è stato raggiunto nonostante le difficoltà del comparto automobilistico, dove colossi come Volkwagen, Porsche e Bmw hanno visto ridursi gli utili.

La resilienza generale dell’azionario tedesco si spiega in buona parte con il forte orientamento internazionale delle imprese: le aziende Dax generano circa l’80% del loro fatturato all’estero, mentre quelle Mdax intorno al 75%. Tuttavia, resta cruciale monitorare l’evolversi della politica commerciale Usa: nel 2024, oltre un quarto delle vendite delle società Dax è avvenuto proprio negli Stati Uniti.

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