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Nella battaglia globale per lo Spazio chi azzoppa Starlink non tifa Italia

Il Pd guida la resistenza. Ma le alternative Ue (Iris in testa) non sono paragonabili alle prestazioni Usa. E Pechino avanza. I servizi francesi starebbero spendendo milioni per spingere sui social tesi anti-SpaceX.
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I sindacati delle forze dell’ordine sono concordi: «Nessuno vuole essere al di sopra della legge, chiediamo solo un sostegno per non dissanguarci nei processi. I rimborsi sono esigui e tardivi. Nel frattempo dobbiamo pagare i legali e ci tagliano i salari».

Mentre il dibattito è concentrato su una parola che è diventata tossica, «immunità», gli operatori di polizia pensano alla parcella dell’avvocato, alla sospensione dal servizio che arriva prima della sentenza, allo stipendio che si assottiglia. È su questo piano che si gioca la vera partita.

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«De Raho, il pm guru dei 5 stelle, usava dossier per far carriera»
Federico Cafiero de Raho (Imagoeconomica)
La relazione della commissione Antimafia sull’ex procuratore diventato parlamentare con i 5 stelle: «Non era marginale e sapeva della prassi irregolare messa in atto da Striano per spiare anche i politici».

I pm delle inchieste sulle spiate nelle banche dati investigative ai danni di esponenti del mondo della politica, delle istituzioni e non solo, non avrebbero «valutato la gravità intrinseca dei comportamenti del procuratore nazionale antimafia, trattando ciò che avrebbe richiesto massimo rigore come se invece si trattasse di un profilo marginale».

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Rogoredo usato per spingere il No a suon di balle
La Scientifica a Rogoredo sul luogo dell'omicidio (Ansa)

Carmelo Cinturrino non ha soltanto ucciso Abderrahim Mansouri, ma rischia di aver stecchito anche la riforma della giustizia varata dal governo Meloni. L’agente omicida di Milano, che per simulare la tesi della legittima difesa ha messo accanto alla vittima una pistola, si è infatti rapidamente tramutato in un’arma nelle mani dell’opposizione per sostenere il No al referendum.

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La madre di Domenico ai pm: «Il medico voleva rioperarlo solo perché era disperato»
Ansa
La donna ha depositato un audio in cui il primario di Napoli direbbe di aver insistito sul secondo trapianto poiché sconvolto. Il nosocomio di Bolzano: «Colpa del Monaldi»

La mamma di Domenico prosegue la sua battaglia per la ricerca della verità, quella verità che dovrà fare chiarezza sul «cuore bruciato» trapiantato al suo bambino. Patrizia Mercolino soffre in silenzio e con grande dignità, come ha fatto per i quasi sessanta giorni in cui il piccolo è stato attaccato all’Ecmo dopo il trapianto fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. Non vuole accusare nessuno fino a quando la giustizia non avrà accertato i responsabili. Ed è proprio per aiutare i magistrati a cercare la verità che, ieri mattina, mamma Patrizia è andata in procura a Napoli per depositare una chiavetta con un audio registrato.

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