Lufthansa va all’assalto di Alitalia per eliminare tutta la concorrenza
Ansa
L’aviolinea tedesca ha già acquisito le compagnie di bandiera di Belgio, Austria e Svizzera, di cui decide anche le strategie di mercato. E l’Ue, sempre pronta a proteggere l’utenza dai vettori predominanti, tace.

Circa le notizie che trapelano su l’interesse di Lufthansa nei confronti di Alitalia, non sarebbe male tenersi informati su quanto è accaduto in Belgio alla Brussels airlines, la diretta discendente della storica compagnia di bandiera belga Sabena.

Nel dicembre 2017 la Lufthansa ha completato il controllo della compagnia Brussels Airlines portando la sua quota di azionariato al 100 per cento.

La compagnia belga è entrata così a far parte a tutti gli effetti dell’impero di Lufthansa la quale, grazie alle acquisizioni che le sono state permesse, è oggi il primo vettore europeo. Del suo gruppo fanno parte oltre alla stessa Lufthansa, Eurowings, Swiss, Austrian airlines e, ultima arrivata, appunto la Brussels airlines. Ma è errato aggiungere quest’ultimo vettore alla lista, dal momento che – se si legge l’ultimo Annual Report di Lufthansa, quello al 31 dicembre 2018 – vi si troverà la seguente annotazione: «Il segmento Eurowings comprende le seguenti compagnie aeree: Eurowings, Germanwings, Eurowings Europe e la Brussels airlines». In pratica la compagnia come entità a sé stante è scomparsa, infatti i numeri della compagnia belga sono entrati a far parte di quelli di Eurowings. È accaduto quindi che una volta completata l’acquisizione la Brussels airlines, la compagnia belga è stata relegata nel gruppo point-to-point, quello cioè chiamato a far fideraggio alla compagnia madre. Lo stesso motivo praticamente per il quale la nostra Air Dolomiti venne acquisita nel luglio del 2003.

Non desta meraviglia quindi se, appreso il destino riservato alla loro storica compagnia, le cui origini risalivano al 1923, le relazioni fra i vertici della compagnia belga e Lufthansa si sono fatte critiche.

I vertici di Brussels airlines vorrebbero mantenere un modello snello, ibrido (check & go) sui voli a corto e medio raggio, e business sul lungo raggio, possibilmente non dimenticando la grande esperienza maturata sulle rotte africane; il tutto mantenendo un tocco belga. Ma, secondo quanto aveva riferito la stampa belga, una tale impostazione era stata respinta nel corso di una riunione tenutasi a novembre dello scorso anno da Carsten Spohr, il ceo di Lufthansa.

In Belgio si è molto preoccupati per il numero dei posti di lavoro che rimarranno a Bruxelles se la linea di Lufthansa, ovvero una trasformazione dell’ex Sabena in una compagnia point-to-point, di taglio low cost sotto le ali di Eurowings, venisse confermata.

Si teme che tutto ciò altro non sia che la prima fase di una ristrutturazione che porterà alla scomparsa del marchio Brussels airlines. Stessa preoccupazione è stata espressa anche dagli industriali e imprese belghe. In una comunicazione inviata a Lufthansa, è stato chiesto al vettore tedesco di mantenere Brussels airlines ancorata al Belgio in quanto il Paese e Bruxelles, la capitale d’Europa, hanno bisogno di questo legame per rimanere competitivi e collegati in un mondo sempre più globalizzato.

Come ben sanno gli addetti ai lavori, se la Brussels airlines fosse stata acquistata da un vettore extra Ue questo si sarebbe dovuto fermare al 49 per cento di proprietà, ma se la acquisizione avviene da parte di un vettore della Unione europea si può arrivare a controllarlo nella sua interezza, ovvero al 100 per cento. Preso atto di ciò, vi sono pochi dubbi sul fatto che quando una società è controllata per intero il suo margine di manovra per cercare di imporre una propria politica sia davvero limitato. D’altra parte, per una compagnia come la Lufthansa, che già da sola volava pressoché ovunque nei cinque continenti e non aveva certo bisogno di altri vettori per fare massa critica, aver acquisito le compagnie di bandiera di Belgio, Austria e Svizzera non poteva significare altro che eliminare tre scomodi concorrenti.

Oggi in Belgio i collegamenti aerei del vettore che viene chiamato belga, ovvero dove volare e quale servizio offrire, sono in pratica decisi da una compagnia tedesca e stessa cosa avviene per il mercato svizzero e austriaco. Infatti una volta il cittadino svizzero che si muoveva dal suo Paese aveva due compagnie che si facevano concorrenza da scegliere: Swiss e Lufthansa; in Austria operavano in concorrenza Austrian e Lufthansa; in Belgio operavano in concorrenza Sabena e Lufthansa. Oggi tutto ciò è sostituito dai voli del Gruppo Lufthansa.

Ma l’Ue, sempre pronta a proteggere l’utenza dai vettori predominanti, quelli cioè che attuano una politica predatoria, non ha avuto nulla da obiettare circa queste acquisizioni e le conseguenze che esse avrebbero potuto avere sulla concorrenza? E non è certo con l’accorgimento di aver mantenuto la livrea originale sugli aerei delle rispettive compagnie che si possa pensare di aver risolto il problema e avere una giustificazione valida per il pieno controllo dei tre ex vettori di bandiera da parte del vettore tedesco.

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