Intesa Sanpaolo torna sul mercato obbligazionario americano
L'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina (Ansa)

Il gruppo guidato dall’ad Carlo Messina ha collocato sul mercato americano un’emissione articolata su due tranche.

La prima ha caratteristiche senior preferred a tre anni (quelle che attribuiscono all’investitore il diritto di ottenere il rimborso del capitale prima di altri obbligazionisti, qualora l’emittente fallisca o venga messa in liquidazione) per un valore di 750 milioni di dollari e a un livello pari a quello dello Us Treasury (l’obbligazione governativa americana) + 285 punti base, cedola a tasso fisso del 7%. La seconda, invece, ha caratteristiche senior non preferred a 11 anni con possibilità di essere richiamato al decimo anno, per un valore nominale di 1,25 miliardi di dollari e a un livello pari a Us Treasury + 440 bps, cedola a tasso fisso di 8,248%. Entrambe le emissioni hanno data valuta 22 novembre 2022.

Alessandro Lolli, responsabile direzione centrale tesoreria e finanza di gruppo di Intesa Sanpaolo ha dichiarato: “Ordini superiori a 4,5 miliardi di dollari per la tranche senior preferred hanno infatti permesso un restringimento di 45 punti base rispetto all’indicazione iniziale di spread (Ipt pari a T+ 330 punti base). Mentre ordini superiori a 5,5 miliardi di dollari per la tranche senior non preferred hanno reso possibile un pari restringimento di 45 punti base rispetto allo spread iniziale (Ipt pari a T+ 485 punti base). Stimiamo che gli spread finali esprimano livelli senza maggior costo rispetto ai rendimenti del mercato secondario”.

La transazione ha raccolto da subito l’interesse del mercato superando i 2 miliardi di dollari di ordini per singola tranche già nella prima ora e mezza dall’apertura delle contrattazioni. L’ammontare totale (più di 10 miliardi di dollari di ordin) è stato il più grande mai realizzato per un’emissione yankee dual tranche di Intesa Sanpaolo.

La distribuzione geografica evidenzia la maggioranza della partecipazione dagli Stati Uniti con il 62%, il 30% dall’Europa, il 6% dal Canada e il 2% dall’Asia.

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