Assessore indagato, ma Gualtieri la conferma
Roberto Gualtieri (Ansa)
Polemiche su Monica Lucarelli dopo il caso della «talpa» in Tribunale. Il sindaco ne ha però rifiutato le dimissioni.

Lo strano caso dell’assessore del comune di Roma coinvolto in una serie di vicende poco chiare, che viene indagato per corruzione, che chiede di essere rimosso dal proprio incarico ma che viene lasciato al suo posto dal sindaco. Potrebbe sembrare una fiction, e invece è tutto vero, e sta accadendo nella Capitale proprio nei giorni a cavallo della ricorrenza della sua leggendaria fondazione.

Al centro di tutto c’è l’assessore della giunta capitolina Monica Lucarelli, titolare della delega alle Attività produttive, alla sicurezza e alle pari opportunità, che in quale tale ricopre un ruolo di primo piano nel panorama politico romano. E che da qualche tempo o nasconde qualcosa ai suoi colleghi o deve essere particolarmente sfortunata, visto che sta legando il suo nome ad accadimenti non proprio edificanti. Quello più rilevante a livello giuridico riguarda l’arrivo di un avviso di garanzia per corruzione e turbativa d’asta dalla Procura di Roma, relativo alla gestione dello storico mercatino natalizio di Piazza Navona, dove secondo gli inquirenti la Lucarelli avrebbe favorito l’adozione di un piano sicurezza più blando, venendo incontro ai desiderata dei Tredicine, potente famiglia che monopolizza nella Capitale da molto tempo le attività degli ambulanti.

L’accusa di turbativa d’asta, invece, arriva per la vicenda del mercato dei fiori di Via Trionfale, divenuto inagibile lo scorso autunno e trasferito altrove, e qui i magistrati accusano l’assessore di aver tentato di favorire la Fiera di Roma come nuova sede del mercato. Naturalmente le ipotesi dell’accusa dovranno essere vagliate dai giudici ed eventualmente verificate in sede di dibattimento, e altrettanto ovviamente la diretta interessata ha negato ogni responsabilità su entrambi i fronti, affermando che «le ipotesi di reato che mi sono state contestate sono prive di fondamento e inconsistenti, perché la corruzione non è ascrivibile ad una mia possibile azione in quanto la competenza degli atti amministrativi oggetto dell’indagine non è di Roma Capitale, e la turbativa d’asta è relativa ad una manifestazione di interesse per trovare tempestivamente una sistemazione agli operatori del mercato dei fiori che erano costretti a lavorare per strada in seguito alla chiusura della struttura di via trionfale».

Tanto che il sindaco Roberto Gualtieri, una volta informato di tutto dall’assessore (che ha rimesso il mandato nelle sue mani) non ha ritenuto di doverla rimuovere, affermando di voler attendere la fine delle indagini.

La Lucarelli, però, al netto degli aspetti giudiziari sta diventando un caso politico all’ombra del Cupolone, poiché il suo nome, come detto, è comparso in altre vicende quanto meno singolari, come quella di una sua stretta collaboratrice di nome Camilla Marianera, arrestata con l’accusa di essere la talpa in Procura di alcuni malavitosi romani, a partire dalla famiglia Casamonica. I magistrati hanno subito specificato che l’arresto della ragazza non aveva nulla a che fare con la sua attività di collaboratrice della Lucarelli, che una volta emersa la vicenda ha subito interrotto il contratto. Tuttavia gli investigatori hanno dovuto fare dei rilievi negli uffici del Comune frequentati dalla Marianera, per appurare se quest’ultima potesse essersi impossessata di documenti sensibili anche in Campidoglio, oltre che in Procura.

In quel caso, Gualtieri ha chiesto spiegazioni al suo assessore che, pur estraneo ai fatti, ha dovuto – si presume – spiegare al primo cittadino attraverso quali canali sia giunta all’assunzione di una possibile «talpa» della malavita. Alla fine del presunto chiarimento, la decisione del sindaco di non prendere provvedimenti e di lasciare la Lucarelli al suo posto, cosa avvenuta anche negli ultimi giorni dopo l’avviso di garanzia. Piuttosto scettiche sulla teoria della sfortuna e delle coincidenze, le opposizioni capitoline (compreso il M5s) hanno intanto chiesto a Gualtieri di riferire in Consiglio sulle inchieste che coinvolgono l’assessore.

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