Tutti i soldi di Soros a politici italiani e Ong
Adnkronos pubblica l’elenco delle donazioni che il magnate, tramite la sua Open society foundation, ha elargito a vari enti e associazioni nel nostro Paese. Oltre alle solite organizzazioni pro invasione ci sono i Radicali e pure il Comune di Ventimiglia.

La lista degli amici di George Soros è lunga e, soprattutto, molto ben finanziata. L’ha scovata e diffusa l’agenzia Adnkronos in una nota del pomeriggio di ieri, da cui tanto per cominciare si evince come, solo tra il 2017 e il 2018 l’Open society – la rete di fondazioni internazionali facente capo al magnate ungherese – abbia sostenuto la bellezza di 70 progetti per un totale complessivo di 8,5 milioni di dollari; 8.527.948, per l’esattezza. Una montagna di quattrini per lo più destinati a realtà vicine alla causa immigrazionista. Non solo.

Spulciando la lista dei progetti finanziati – 32 nel 2017 e 38 nel 2018 – si scopre come tra i beneficiari delle prebende sorosiane ci siano anche movimenti politici come i Radicali italiani e think tank come l’Istituto affari internazionali. Più nello specifico, nel 2017 i Radicali hanno incassato 298.550 dollari per «promuovere un’ampia riforma delle leggi italiane sull’immigrazione attraverso iniziative che puntino a fornire aiuto agli immigrati e avanzare il loro benessere sociale».

Un debole, quello di Soros per l’ambiente radicale, risaputo da temo e continuato anche quest’anno, come dimostra il fatto che in vista delle elezioni europee, tra il 22 e il 30 gennaio 2019, il magnate e la moglie Tamiko Bolton abbiano versato +Europa, il micro partito di Emma Bonino, la bellezza di 200.000 euro. Ma torniamo alla lista di amici della Open society, diversificata ancorché, come si diceva, costantemente in rima con la parola migranti.

Anche il citato Istituto affari internazionali presieduto dall’ex commissario europeo Ferdinando Nelli Feroci, realtà che nel 2018 ha ricevuto 230.192 dollari, non è infatti stato finanziato a caso bensì per «per educare e favorire il dialogo con gli attori politici sui nuovi approcci all’immigrazione e alle politiche di asilo europee, a beneficio di migranti, rifugiati e società ospiti».

Secondo quanto scoperto dall’Adnkronos, la donazione più generosa- pari addirittura ad un milione di dollari, assegnati nel 2017 – è andata però a Purpose europe limited, sigla dietro la quale non c’è una organizzazione riconducibile al nostro Paese che tuttavia dell’Italia sembra essersi occupata, come attesta il rapporto del 2018 intitolato «Attitudes towards National Identity, Immigration and Refugees in Italy». Non fosse già abbastanza chiaro quanto migranti e multiculturalismo stiano a cuore a Soros, ciò è provato pure dai 170.144 dollari andati, tra il 2017 e il 2018, all’associazione 21 luglio attiva nel sostegno alle comunità rom.

Per non farsi mancare nulla, l’Open society finanzia anche ambienti accademici. In particolare, nel 2017 ha aiutato con 25.000 dollari l’università di Urbino – Carlo Bo con riferimento ad una «mappatura dell’informazione politica sui media italiani in vista delle elezioni politiche del 2018»; nello stesso anno un importo analogo è andato al Dipartimento di Scienze politiche dell’università di Perugia per un workshop su social media e comunicazione politica.

Anche se non è il più elevato, l’aiuto più singolare è però probabilmente quello andato a Ventimiglia, con 83.500 dollari per «revitalizzazione del parco pubblico», dei quali 58.500 direttamente al Comune della città ligure, all’epoca guidato dal piddino Enrico Ioculano. Un finanziamento, questo, dal sapore apparentemente ambientalista. Se tuttavia si considera come quello di Ventimiglia non sia affatto un Comune tra tanti, essendo notoriamente crocevia di flussi migratori e respingimenti da parte della polizia francese, se ne può concludere che quella immigrazionista, per l’Open society, somigli più a una fissazione che a una passione.

Tra l’altro, una passione crescente dato che i 4.140.318 dollari del 2017 sono saliti a 4.387.630. Viene quindi spontaneo chiedersi come mai una rispettata una rete di fondazioni internazionali guardi con così tanto interesse al nostro Paese e sempre con riferimento all’immigrazione. Un dilemma che alimenta varie ipotesi. Nessuna rassicurante per gli italiani.

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