Il palazzo di Firenze venduto da Nardella vale il 900% in più: fa festa uno di Taiwan
Palazzo Vivarelli Colonna a Firenze. Nel riquadro, Dario Nardella (Imagoeconomica)

I paradossi della sinistra fanno dei giri enormi, ma alla fine tornano sempre sul luogo del delitto e quasi mai portano buone notizie per i cittadini. Il caso del palazzo Vivarelli Colonna nel grande quadrilatero tra via Ghibellina, via delle Conce e via dell’Agnolo che per anni ha rappresentato la casa della cultura della città (c’erano gli uffici comunali dell’assessorato) è da questo punto di vista emblematico. E merita di essere raccontato. Negli scorsi giorni il Corriere Fiorentino ha dedicato un ampio servizio alla storia dell’edificio mettendo in evidenza la differenza di prezzo tra i 2.500 euro al metro quadrato della cessione di fine 2014 (passaggio dal Comune a Cassa depositi e prestiti) e i quasi 25.000 euro al metro con i quali gli appartamenti di extra lusso in costruzione oggi arrivano sul mercato.

Nel mezzo ci sono un altro passaggio di proprietà, i finanziamenti per la campagna elettorale democratica e la lotta della sinistra senza se e senza ma agli affitti brevi che fanno riflettere. Se non altro per evidenziare la doppia morale di chi vuol impedire ai legittimi proprietari di mettere in locazione il proprio immobile per evitare che il centro storici diventi un affittacamere a cielo aperto, mentre dà il via libera alla realizzazione di strutture extralusso nel cuore della città che avrà come conseguenza naturale quella di far impennare i prezzi di tutta l’area.

Ma andiamo con ordine. E partiamo dal 2014 quando il neo insediato sindaco di Firenze Dario Nardella vende per 12 milioni di euro l’edificio che ospitava gli uffici della Cultura e da tempo era stato inserito nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliare da portare a termine entro fine anno. Palazzo Vivarelli Colonna, appunto. L’operazione va a chiudere un cerchio che era partito da Firenze con l’amministrazione precedente (sindaco Matteo Renzi fino all’inizio del 2014) e che trova come terminale Cassa Depositi e Prestiti, il braccio finanziario del ministero dell’Economia e del governo dove nel frattempo è approdato come premier Matteo Renzi. Coincidenze.

Già allora c’erano state polemiche per la scelta del Comune di cedere immobili pubblici, polemiche che poi troveranno conferme nei fatti. Succede infatti che passano un po’ di anni, siamo arrivati al 2023, e Cdp Real Asset Sgr vende l’edificio di cui sopra a Fdc Italia, la controllata del gruppo alberghiero Ldc Hotels & Residences, guidato dal magnate taiwanese Nelson Chang. Non proprio uno sconosciuto da queste parti.

L’imprenditore del cemento e dell’immobiliare è innamorato di Firenze. Talmente tanto innamorato che si è specializzato nell’acquisto, ristrutturazione e vendita di appartamenti extralusso nel cuore della città. Prima era toccato a palazzo Portinari Salviati, l’antica dimora di Beatrice, acquistata per 32 milioni, poi è stata la volta di palazzo Serristori sul lungarno, gli è costata qualcosina in meno (24 milioni), e nel 2023 al Vivarelli Colonna di via Ghibellina. Per il quale però non è stata resa nota la cifra dell’operazione nonostante La Verità abbia chiesto informazioni ai diretti interessati e a Cdp senza avere chiarimenti in merito.

Spazi enormi, si parla di circa 4.800 metri quadrati che sono stati messi sul mercato a una cifra molto vicine ai 25.000 euro a metro quadrato. Dieci volti il prezzo che Cdp aveva versato al Comune. Gli appartamenti deluxe sono destinati ovviamente a una ristretta cerchia di facoltosi, in perfetto stile Chang, e fa discutere che invece dall’altra parte l’amministrazione dem, ora guidata da Sara Funaro (delfino di Nardella), si sia intestata una lotta senza quartiere agli affitti brevi. Considerati l’origine di tutti i mali. Al punto da allargare, il provvedimento è di poche settimane fa, il divieto di realizzare nuovi Airbnb oltre il perimetro del centro storico, oltre l’area Unesco. Da qualche giorno anche nelle zone che vanno da Campo di Marte e San Jacopino fino alle aree Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca, gli affitti brevi sono tabù. Parliamo a tratti di semiperiferia. Un unicum in Italia.

Così come in città ha fatto discutere l’elenco dei finanziatori dell’associazione «Punto su Firenze», l’ente culturale, nato anche come piattaforma di sostegno politico all’ex sindaco (e attuale eurodeputato) Dario Nardella e al Partito Democratico, che nel corso della campagna elettorale ha organizzato numerosi dibattiti e cene elettorali a pagamento pro dem.

Nell’elenco dei finanziatori è spuntato anche il nome di Ldc Italia Hotels che ha versato un contributo libero da 20.000. Nulla di illecito ci mancherebbe, questione di opportunità verrebbe da dire. Anche se ai prezzi correnti, con 20.000 non si riuscirebbe a comprare neanche un metro quadro delle nuove residenze di Vivarelli Colonna.

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