- La montagna non è solo sci: le passeggiate permettono di tornare in contatto con la natura e di scappare dai ritmi frenetici della città. I migliori percorsi fra i parchi dello Stelvio, Adamello Brenta e Paneveggio.
- Oltre alle attività sportive, la regione offre anche varie proposte culturali per grandie bambini: laboratori, mercatini, mostre. Senza dimenticare una visita a Trento.
Lo speciale contiene due articoli.
Passeggiare sulla neve è una delle attività più semplici, ma romantiche, dell’inverno. Farlo immersi nei paesaggi del Trentino è però un vero atto poetico, se non spirituale, capace di allineare corpo e anima: la sensazione è quella di una mano invisibile che aggiusta tutto e mette in pace anche gli spiriti più inquieti. Il candore che accompagna curve e spigoli di montagne dichiarate patrimonio Unesco, i borghi ammantati di magia e la luce fioca proveniente da finestre che sembrano nascondersi dagli sguardi indiscreti, rendono indimenticabile anche la camminata più breve. Del resto tutti, a diversi livelli, soffriamo il distacco dalla natura. Per questo scegliamo per i nostri viaggi regioni come il Trentino, che ci consentono di ricongiungerci con la terra e il cielo e, di conseguenza, con le nostre vere radici.
Il freddo secco, l’assenza di inquinamento luminoso e acustico, gli animali che attraversano la strada: «cose» che dovrebbero essere scontate e che invece, considerata la frenesia della vita moderna, divengono vere e proprie esperienze da vivere in vacanza.
Il Trentino si offre in tutta la sua bellezza attraverso tre parchi naturali, che invitano chiunque anche solo alla contemplazione: il Parco nazionale dello Stelvio e i Parchi naturali Adamello Brenta e Paneveggio – Pale di San Martino. Parola chiave: lentezza. Bisogna avere il coraggio di lasciarsi alle spalle stress, preoccupazioni e impegni e riappropriarsi di ritmi più umani, accompagnati dai tempi di Madre natura.
Di seguito vi suggeriamo alcune delle più belle passeggiate invernali che si possano fare in questa magica regione.
I «petali» in Val di Fassa
Sentieri percorsi da uomini e animali che collegano valichi e valli: ecco cosa sono i troi. Molto amati dai turisti, erano un tempo attraversati da pastori, commercianti e migranti in partenza o di ritorno a casa.
Passeggiare sulla neve battuta di questi sinuosi «petali» diventa così un’immersione nella storia del territorio, che si snoda tra boschi, rocce e testimonianze architettoniche senza il rischio di smarrirsi: è infatti disponibile una nuova mappatura e ovunque sono disseminati cartelli per i viaggiatori. Ben 85 chilometri di tracciati che partono dai (e tornano ai) borghi del fondovalle, e che consentono di scoprire flora, fauna, geologia e tradizioni locali, a contatto con la genuinità della gente di montagna.
Val San Nicolò
È uno di quei luoghi destinati a entrare nel cuore e a non uscirne più. Non è solo questione di bellezza, ma di pacificazione con il mondo: la Val San Nicolò è un vero e proprio balsamo per l’anima.
Camminando sulle distese di prati innevati a perdita d’occhio di questa vallata racchiusa tra le cime del gruppo della Marmolada Costabella, ci si imbatte in fienili e tobiè, ossia vecchi magazzini in cui vengono stipati attrezzi agricoli, legna e grano, testimoni silenziosi della previdente laboriosità dei trentini.
Una delle passeggiate da fare è quella che parte da Meida (frazione di Pozza di Fassa) e arriva alla Baita Ciampié. Due ore a contatto con la natura incontaminata della valle, tra salite, boschi e tornanti panoramici.
Val di Fiemme
Chi ama i percorsi spettacolari può optare per «Orizzonti dolomitici», il nuovo itinerario di 1,3 chilometri che collega il Villaggio Cermis con la vetta del Paion, a 2.200 metri.
La salita dura circa un’ora, ma la fatica viene premiata dai rifugi Paion e Lo Chalet. Si consigliano le ciaspole o gli sci da alpinismo.
Lavarone
Arte contemporanea in mezzo al bosco: è «Il Respiro degli Alberi» (www.ilrespirodeglialberi.it), sentiero che affaccia sulla Valle del Centa e l’Alta Valsugana. Qui la magia della natura si fonde con quella dell’arte: ogni anno si aggiungono opere a quelle già presenti, come Slepinir, ispirata al cavallo di Odino, Virtuosa natura o Memorie di un bosco.
Si tratta di un itinerario facile, adatto anche ai bambini.
Il lago di Andalo
Un’altra idea per vivere l’incantesimo dell’inverno è quella di fare il giro ad anello intorno al lago di Andalo, unico lago periodico del Trentino: «compare» infatti da aprile a metà giugno, per poi scomparire e ricomparire nuovamente con le prime piogge d’autunno.
Ci si incammina a partire dal parco Andalo life, attraversando per 4 km un’abetaia che conduce alla «Tana dell’ermellino», baita dove fare una pausa ristoro. Una passeggiata quasi completamente pianeggiante, tanto da essere adatta anche ai bambini.
Un consiglio «fuori rotta» è quello di andare a vedere la mostra Miniature e Presepi presso il Palacongressi di Andalo.
Malga Ritorto
Questa passeggiata porta alla meta attraversando pascoli e boschi di conifere ammantati dalla neve.
Una volta arrivati alla Malga Ritorto si può ammirare la catena delle Dolomiti di Brenta, che all’alba e al tramonto si tingono di tutte le sfumature dei rossi e dei viola grazie all’enrosadira, un incantesimo vero e proprio più che un semplice fenomeno atmosferico, noto a tutti i fotografi del mondo.
Nessuna particolare difficoltà: a Madonna di Campiglio si sale sulla cabinovia Colarin-Patascoss. Una volta scesi, si cammina per circa 2 chilometri e si raggiunge la malga, magnifico balcone naturale dove fermarsi per un pranzo o una cena a base di prodotti tipici.
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