Le nuove gemme del barocco genovese lungo le strade del Secolo d’oro
La bandiera della citta` di Genova a mezz'asta sulla torre Grimaldina di Palazzo Ducale (Ansa)

Dalla Torre Grimaldina del Palazzo Ducale di Genova, lo sguardo indugia sulla splendida reggia di Andrea Doria, a ponente del Porto Antico. I cambiamenti epocali che tra il 1528 e il 1630 trasformano la mezzaluna costiera radicata al mare e agli Appennini in un’egemonia finanziaria mondiale si leggono nel tracciato urbano. Allora come oggi, il fitto reticolo di caruggi del centro storico più esteso d’Europa non concede respiro alle residenze moderne. Il sistema di strade e palazzi di rappresentanza imposto dalle riforme del Principe ammiraglio si sviluppa su livelli verticali e si dispiega come una mappa ai piedi dei visitatori, che ora possono salire fino alla sommità della torre.

Sede comunale nel XIII secolo e manifesto del prestigio dell’aristocrazia mercantile e del Doge durante la Repubblica, è la sfida di tutela e fruizione museale realizzata da Palazzo Ducale grazie ai fondi Pnrr. L’assolo dei colori dell’acqua, del cielo e di tutti i quartieri genovesi da Carignano a Sampierdarena contende il podio di punto panoramico più bello di Genova con Spianata Castelletto (palazzoducale.genova.it).

Uno spettacolo precluso ai prigionieri incarcerati nel forte dal Medioevo al Fascismo, tra cui Niccolò Paganini. Il suo inestimabile violino Cannone, un Guarneri del Gesù del 1743, è custodito poco distante, a Palazzo Tursi, sede del Comune annessa ai Musei di Strada Nuova.

Il punto di vista eccezionale svela anche la maestosità segreta dei Rolli, Patrimonio Unesco e primo sistema al mondo di maison nobiliari regolamentato pubblicamente per ragioni di Stato.

Nell’epicentro della gloria delle famiglie Spinola, Grimaldi, Brignole Sale, Durazzo e Centurione, il potere stupisce in grande stile. La bellezza di una villa sconfina in quella attigua: i giardini con fontane, siepi di bosso e pavimentazione a risseu di Palazzo Bianco, residenza della duchessa filantropa Maria Durazzo Brignole Sale, la corte cerulea stuccata con ghirlande, drappi e figure classiche e lo stupefacente disegno botanico terrazzato con ninfeo di Palazzo Nicolosio Lomellino, la facciata in marmorino rosso minio con protomi leonine, caratteristica di Palazzo Rosso. Qui, l’alcova scultorea di Anton Giulio II Brignole Sale, che giace tra una boiserie a specchi sotto un cielo stellato, è una perla visitabile solo nei tour del mezzanino organizzati dai Musei di Genova (museidigenova.it).

Lo status symbol comunicato dall’opulenza artistica senza limiti dei Rolli, che ostentano saloni scintillanti e tappezzerie e mobilio preziosissimi, ammaliò anche Peter Paul Rubens. La nobile superbia, infatti, offre una caccia al tesoro ai capolavori su commissione che si snoda di dimora in dimora lungo l’attuale via Garibaldi. Progettata da Giovan Battista Castello, la formidabile manovra di epurazione sociale separò i conventi dai bordelli con un cordone edilizio aristocratico. Visit Genoa propone il percorso dentro e fuori dai palazzi tra i maestri italiani Reni, Guercino, la scuola pittorica genovese, i fiamminghi Van Dyck e Rubens, gli spagnoli Murillo e Zubarán (www.visitgenoa.it).

Le chiese del centro custodiscono opere di pregio. Da scoprire senza esitare, San Luca, gioiellino seicentesco degli Spinola, la Chiesa del Gesù con la Circoncisione e il Miracolo di Sant’Ignazio di Rubens e l’Assunzione di Reni e la Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, apice del barocco genovese. La fede benedice anche dalle edicole dedicate a Maria, Regina di Genova, poste dalle corporazioni a illuminare i caruggi. L’ombra sfocia in piazzette al sentore di fiori, cucina e bucato, popolate da 75 botteghe storiche che tramandano tradizioni d’eccellenza.

In lista, Pietro Romanengo, fedele a petali di rosa canditi e violette confettate dal 1780. Raffinato il mezzaro genovese di Giovanni Rivara fu Luigi 1802, sobria ed elegante fin dalle vetrine belghe anni Cinquanta l’attività di Pescetto, il capitano che doppiò Capo Horn e importò Burberry ed Hermès. Da un secolo Trattoria da Maria accomoda manager e indigenti allo stesso desco, in una missione sociale casalinga. Infine, l’Hotel Bristol Palace di DueTorriHotels riserva un’ospitalità Liberty. Il vertiginoso scalone ellittico in marmo continua ad avviluppare gli ospiti dalla Belle Époque. I fasti del palazzo perfettamente restaurato omaggiano ancora la città, dal nome della nuova Suite presidenziale «La Superba» al Libro della Buonanotte dedicato all’età d’oro di Genova. Info: www.duetorrihotels.com.

Da non perdere