Dopo il canto dell’imam in Comune, Birmingham vieta la bandiera inglese

Birmingham torna al centro del confronto britannico su identità nazionale, immigrazione, religione e sicurezza.

Demografia e cambiamenti sociali a Birmingham

La città conta circa 1,18 milioni di abitanti, secondo le stime del 2024, e presenta una composizione demografica profondamente cambiata negli ultimi decenni. Nel censimento del 2021, 341.811 residenti si sono dichiarati musulmani, pari al 29,9% della popolazione.

Tra le città inglesi propriamente dette, Birmingham e Bradford registrano le percentuali più elevate. Quote ancora maggiori si trovano in alcuni distretti, tra cui Tower Hamlets, Blackburn with Darwen e Newham.

L’insediamento del sindaco e le indagini sull’estremismo

Il rapporto tra identità britannica, religione e trasformazioni demografiche è tornato al centro dell’attenzione il 19 maggio 2026, durante la cerimonia consiliare per l’insediamento di Zaker Choudhry come sindaco. In quell’occasione un imam ha recitato un breve passo in arabo, successivamente tradotto in inglese. La nomina è stata formalizzata il giorno seguente.

Birmingham e le West Midlands figurano tra le aree britanniche più interessate dalle attività di prevenzione della radicalizzazione. Negli anni il territorio è stato coinvolto in numerose indagini su reti estremiste, progetti terroristici e reclutamento di persone dirette verso organizzazioni jihadiste all’estero.

Non esiste un dato ufficiale riguardante esclusivamente Birmingham, ma nel 2014 la polizia riferì che almeno 12 persone della regione avevano raggiunto la Siria o tentato di farlo. Complessivamente, circa 1.000 individui legati al Regno Unito sarebbero partiti per Siria e Iraq: quasi la metà sarebbe tornata nel Paese, mentre approssimativamente un quarto risulterebbe morto.

Il programma Prevent e la tutela delle comunità

La presenza di questi precedenti spiega il ruolo assunto in città dal programma Prevent, concepito per individuare e sostenere le persone considerate vulnerabili al reclutamento terroristico. Il piano non riguarda soltanto il jihadismo, ma tutte le forme di estremismo violento, compresa la radicalizzazione di estrema destra.

I singoli casi, per quanto gravi, non permettono comunque di attribuire responsabilità collettive a una comunità religiosa composta da centinaia di migliaia di persone.

La controversia sul divieto delle bandiere inglesi

La controversia sul divieto delle bandiere inglesiIn questo scenario si inserisce la nuova controversia sulle bandiere britanniche. L’amministrazione comunale ha avviato un’azione giudiziaria per impedire che vessilli, striscioni e cartelli vengano fissati senza autorizzazione a lampioni e infrastrutture stradali. Il provvedimento interessa soprattutto la Union Jack e la croce di San Giorgio, collocate in numerose località del Paese nell’ambito della campagna Raise the colours.

Per i promotori, l’iniziativa rappresenta una manifestazione di orgoglio nazionale e di attaccamento alla storia, alle libertà e ai successi del Regno Unito. I critici la interpretano invece come un’espressione nazionalista che rischia di alimentare divisioni e intimidire le minoranze.

La decisione del Comune e le ragioni della sicurezza

La disputa è esplosa dopo che il Comune ha addirittura disposto la rimozione delle bandiere installate sui lampioni pubblici. L’amministrazione sostiene che alcuni lavoratori impegnati nelle operazioni siano stati molestati e minacciati.

Jane Baston, consigliera dei Verdi con deleghe alle pari opportunità, alle comunità e alla giustizia sociale, ha definito l’iniziativa legale proporzionata e fondata sulle prove raccolte. Le priorità indicate sono la sicurezza dei cittadini, la tutela del personale, la coesione sociale e l’impiego responsabile delle risorse pubbliche.

Azioni giudiarie, sanzioni e precedenti nel Regno Unito

Nella richiesta giudiziaria sono menzionati Ryan Bridge, cofondatore di Operation raise the colours, altre sette persone e soggetti non identificati. Se l’ingiunzione venisse concessa, chi collocasse materiale lungo le strade senza il consenso dell’ente potrebbe rischiare una sanzione economica senza limite prestabilito o, nei casi più gravi, fino a due anni di reclusione.

Un precedente arriva dall’Oxfordshire, dove l’amministrazione della contea ha ottenuto un provvedimento contro installazioni analoghe. Durante la rimozione delle bandiere, gli addetti avrebbero adottato particolari precauzioni dopo che l’indirizzo privato di un dipendente era stato pubblicato online.

L’ente aveva richiamato i pericoli derivanti dall’accesso abusivo alle strutture e dai possibili ostacoli alla circolazione. Raise the colours afferma di non essere stata contattata preventivamente dal Comune di Birmingham.

Il caso politico e il dibattito sull’identità britannica

La vicenda assume un significato politico ancora maggiore in vista del congresso di Reform UK, il partito guidato da Nigel Farage, previsto proprio a Birmingham. La battaglia sulle bandiere è ormai il simbolo di un conflitto più vasto sull’identità britannica.

Un Paese che considera i propri emblemi nazionali un pericolo per l’ordine pubblico ha rinunciato a difendere la propria storia e le proprie radici. Nel tentativo di preservare una pace artificiale, le istituzioni finiscono per arretrare persino davanti ai simboli dell’appartenenza collettiva. La resa culturale dell’Europa non è più una minaccia futura, ma una realtà già visibile in molte zone del continente. Birmingham rappresenta oggi uno dei luoghi nei quali questa frattura appare con maggiore evidenza.

Da non perdere

Vietato difenderci dall’aggressore straniero
Sottomissione

Vietato difenderci dall’aggressore straniero

Il messaggio che è arrivato ai cittadini dalla manifestazione di Bologna è questo: se qualche immigrato distrugge le vostre cose e vi mette le mani addosso dovete restare fermi a guardare. E non pensiate di chiamare in soccorso le forze dell’ordine.

Milano sottomessa all’islam
Cronaca

Milano sottomessa all’islam

In occasione dell'Ashura, la ricorrenza più importante per i musulmani sciiti, un corteo ha attraversato il centro di Milano, con ripercussioni sul traffico in via Vittor Pisani. Nel video si vede il corteo diviso in due da un furgone, con…

Se non denunci l’aggressore sei suo complice
Sottomissione

Se non denunci l’aggressore sei suo complice

Parma, Italia. Non un sobborgo dimenticato del mondo. Non una favela latinoamericana. Parma. Due professori richiamano un ragazzo, che prendendo a calci una lattina sta danneggiando la carrozzeria di un’auto. Una scena che apparteneva, un tempo, alla normalità educativa di…