L’espressione «tanto peggio tanto meglio» (equivalente al francese tant pis, tant mieux) descrive il comportamento criminale in cui si auspica o si causa il peggioramento di una situazione, per interessi personali, politici ed elettorali.
A Bologna un pregiudicato di origine islamica in escandescenza ha distrutto un po’ di roba di italiani, ha terrorizzato un po’ di italiani ed è morto nella colluttazione con i poliziotti italiani, colluttazione indispensabile a immobilizzarlo. È stato soccorso immediatamente dal personale sanitario presente, si trattava di un Tso, ma le manovre di rianimazione non hanno avuto esito. Il sindaco di Bologna Lepore con la sua voce dolce ha convocato una piazza per chiedere verità e giustizia. La violenza può essere esercitata anche da persone con voce mite. L’affermazione contiene due sottintesi: una verità già è conosciuta e la stanno celando; la giustizia è stata violata.
Se occorre chiedere verità e giustizia è perché non ci sono. Un’affermazione di una violenza intollerabile, esattamente come violenza pura è il tempo dedicato da alcuni tg, 10 minuti, alla notizia che un pregiudicato, che la polizia è stata costretta a bloccare, è morto nella colluttazione. Quei 10 minuti suggeriscono che quella morte sia voluta, intenzionale. Gli stessi tg dedicano pochi secondi alla morte di Monica Esposito, una delle vittime che il giovane islamico di Modena ha massacrato investendole con l’auto e che è morta dopo due mesi di atroce agonia. Pochi secondi anche per la morte di ogni italiano ucciso da immigrati. Perché Lepore non ha invitato a una veglia di preghiera per il giovane capotreno Alessandro Ambrosio ucciso da uno straniero senza fissa dimora? I sindacati si sono raccomandati di non strumentalizzare. Ma la sua è stata una morte atroce e intenzionale.
Il dolore e la morte degli italiani uccisi da islamici sono irrilevanti, il loro sangue scorre come liquido senza valore. Quella durante un Tso è una morte accidentale, ma si tratta della morte di un islamico, mentre i poliziotti erano infedeli. La scrittrice Bat Ye’ or in Eurabia e Oriana Fallaci ne La forza della ragione spiegano che dal 1975 fiumi di petrodollari stanno corrompendo giornalisti, politici, giudici e soprattutto scuole. La violenza contro i cristiani è interiorizzata come lecita e giustificata. In Gran Bretagna uomini islamici hanno avuto il diritto di torturare e stuprare forse 250.000 tra ragazzine e ragazzini cristiani.
In una nazione decente la polizia è sacra, perché è grazie alla sua presenza che il patto sociale tra Stato e cittadini può esistere. In un Paese decente, che non odi i propri cittadini, per esempio il Marocco o l’Egitto, tutto quello che succede a una persona dopo che ha forzato un blocco è sua responsabilità. I familiari dovrebbero essere tenuti a risarcire gli eventuali danni. In un Paese normale, per esempio Egitto o Marocco, tutto quello che succede a una persona che fa resistenza alla forza pubblica è sua piena responsabilità.
Sembra che il sindaco Lepore abbia indetto la manifestazione senza prima informare la Questura. La sua intenzione era una manifestazione non violenta e questa è una frase senza senso, non solo perché chiunque doveva essere in grado di prevedere i disordini, ma perché manifestare per un uomo morto accidentalmente durante un Tso ipotizzando una qualche malevole intenzionalità è violenza. Uno Stato che sospetta dei propri servitori più di quanto tema i violenti è uno Stato che ha già imboccato la strada della propria morte. E questo succede perché opposizione, sindacati e sindaci indegni della loro carica, magistrati, giornalisti e sedicenti intellettuali hanno diviso la popolazione in servi della gleba, noi stolidi autoctoni pagatori di tasse, e nuova razza ariana, gli immigrati in maggioranza islamici venuti a ucciderci, terrorizzarci, spacciare droga ai nostri figli: la loro vita è sacra, la nostra no. Il sangue dei cristiani scorre come liquido senza valore in Nigeria e in Italia. Un cristiano viene ucciso intenzionalmente da un islamico? Non generalizzare, non fare polemiche, comprendere solitudine disagio e altre idiozie del genere. Un islamico muore accidentalmente durante un Tso? Una città a ferro e fuoco. La ragazzine cristiane possono essere stuprate a piacimento in Nigeria, ma anche in Gran Bretagna e tutto sommato anche in Italia: del loro stupratore non sapremo l’origine, e gli verrà dato l’obbligo di firma.
Bologna non è stata tradita soltanto dai teppisti che hanno devastato le sue strade. Davvero qualcuno può sostenere che fosse impossibile prevedere ciò che sarebbe accaduto? Davvero bisogna fingere che viviamo ancora in un Paese pacificato, dove le manifestazioni finiscono con una stretta di mano e un applauso? Oppure qualcuno ha preferito far macellare la sua sfortunata città, mandare decine e decine di poliziotti in ospedale pur di far fare una brutta figura al governo e raggranellare qualche voto etnico che poi presenterà il conto? Lepore dovrebbe essere commissariato per incapacità manifesta, per partigianeria ancora più manifesta, per tradimento. Un sindaco non è un capo fazione. Non è un organizzatore di cortei. Non è un militante che per qualche anno occupa una poltrona istituzionale. È il custode della pace civile. È l’uomo o la donna ai quali una comunità affida la propria sicurezza. Organizzare un presidio per un signore pluripregiudicato che stava danneggiando auto e terrorizzando infedeli, che i poliziotti hanno cercato di calmare, come dimostrano i video, ed è morto nella colluttazione, è violenza. La responsabilità politica appartiene a chi aveva il compito di impedire che i violenti trovassero il loro palcoscenico. Confondere questi due piani è un espediente da talk show.
E qui le alternative sono due: o il sindaco Lepore decidendo di onorare in maniera inconsueta, illogica e immotivata la morte accidentale durante l’arresto di un pregiudicato, non si è reso conto di star scatenando l’inferno, e allora è un irresponsabile sprovveduto, e la soluzione sono le dimissioni, oppure se ne è reso conto e lo ha fatto lo stesso per destabilizzare il governo, e allora l’unico aggettivo che viene in mente è corrotto. Perché quando tutti sanno che esistono gruppi pronti a trasformare ogni manifestazione in una guerriglia urbana, decidere comunque di procedere significa assumersi consapevolmente il rischio che quella scintilla divampi.
L’obiettivo principale era costruire uno scontro politico destinato ad avere ripercussioni nazionali? Se così fosse, ci troveremmo davanti a qualcosa di ancora più grave di un errore amministrativo: una città trasformata in un campo di battaglia per alimentare uno scontro politico nazionale. Un sindaco dovrebbe difendere la propria città, non utilizzarla come leva contro il governo, qualunque esso sia. Il potere non è un privilegio. È una responsabilità. E la responsabilità ha una caratteristica spiacevole: pretende di essere pagata. Sempre.
Il secondo scopo raggiunto è che da questo momento il messaggio che è arrivato a tutti i cittadini è questo: quando qualcuno distrugge le auto che avete comprato a rate con sacrifici, distrugge le vostre case, vi bastona o vi pugnala, restate fermi a guardare, restate fermi a subire. Non fate niente. Siete servi calpestabili, servi della gleba. I poliziotti lo stesso: quando vi ritrovate di fronte i nuovi padroni, qualsiasi cosa stiano facendo, non fate niente e restate a guardare. Soprattutto se siete a Bologna. Il vostro primo scopo deve essere la vostra incolumità e il vostro stipendio che serve alle vostre famiglie. A Bologna ci penseranno il sindaco e quelli che lo votano.
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