Non bisogna abbassare la guardia rispetto al fentanyl, il nuovo nemico che sta spaventando l’Europa e l’America. Non si arresta la diffusione illegale di questo oppiaceo sintetico che ha una attività narcotica come la morfina o l’eroina, ma è da 50 a 100 volte più potente della morfina e 30-50 volte più forte dell’eroina.
L’allerta è massima dopo il furto nei giorni scorsi di 80 fiale di fentanyl all’ospedale israelitico di Roma. Il comandante del Ros dei carabinieri, Vincenzo Molinese, in audizione in commissione parlamentare antimafia ha spiegato che quanto successo a Roma «è un segnale così come possono essere dei segnali gli esiti delle attività investigative. Un furto in una farmacia di un noto nosocomio italiano, dove questi quantitativi vengono custoditi, è un segnale che indica la volontà di approvvigionarsi della sostanza. Se questa è una volontà poi diretta alla diffusione, attraverso il Web, di quella sostanza nel territorio nazionale o all’estero lo sveleranno le indagini».
Intanto si è svolto ieri un nuovo incontro a Palazzo Chigi sull’attuazione del piano anti fentanyl dopo il furto delle 80 fiale. Alla riunione, convocata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, hanno partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Salute Orazio Schillaci, il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, quindi il comandante dei Nas dei carabinieri, il direttore della Dcsa (Direzione centrale servizi antidroga) e i rappresentanti del Dpa (Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze). «Si è deciso», è scritto in una nota di Palazzo Chigi, «di avviare nell’immediatezza un tavolo tecnico, al quale saranno invitate anche le società scientifiche, tra cui la Società italiana di farmacologia (Sif) e la Società italiana di anestesiologia. Il tavolo ha il compito di valutare la necessità di norme ulteriori per la tracciabilità dei farmaci che determinano effetti droganti, e comunque di riordinare la normativa primaria e secondaria sugli obblighi di conservazione dei farmaci medesimi. Si è concordato un incremento dei controlli delle forze di polizia, in primis dei Nas, sull’intera filiera di tale tipologia di farmaci».
Su quanto accaduto nell’ospedale romano è intervenuto pure il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo), Antonio Magi, che ha parlato all’Adnkronos: «Abbiamo attivato tutti i nostri canali per raccogliere informazioni sulle 80 fiale di fentanyl rubate. Dobbiamo capire se finiranno nel mercato illegale della droga, per essere utilizzate nel taglio di altre sostanze, oppure se saranno destinate a studi clandestini dove vengono eseguiti interventi abusivi, un’ipotesi che ci preoccupa particolarmente. Al momento non abbiamo segnalazioni, ma la preoccupazione è molto alta». Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, anche quella che le fiale possano essere destinate ad ambulatori medici clandestini. A Roma, come emerso da precedenti indagini, ne sono stati individuati diversi: alcuni riconducibili a comunità straniere, altri allestiti da professionisti, anche italiani, attivi soprattutto nel settore della medicina estetica. All’Adnkronos, Riccardo Gatti, medico specialista in psichiatria e coordinatore del tavolo tecnico Dipendenze della Lombardia, ha ribadito che «il vero pericolo è rappresentato dal fentanyl prodotto dai laboratori clandestini».
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