Siccome lo scandalo dei 70 milioni pagati da Domenico Arcuri a improbabili procacciatori di mascherine non ci bastava, non ci facciamo mancare neppure uno scandalo sui dispositivi di protezione che non proteggono. Sì, milioni di pezzi sono arrivati lo scorso anno dalla Cina tramite aziende riconvertite in fretta e furia per servire la pubblica amministrazione, ma senza che né le imprese né, soprattutto, le mascherine avessero i requisiti richiesti.
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