La battaglia mancata di Madame sull’obbligo vaccinale
Madame (Ansa)
Mentre Mario Draghi ribadisce di aver fatto bene a imporre pass e divieti, un’inchiesta inguaia la cantante, sospettata di false inoculazioni. L’icona arcobaleno è obbediente in pubblico e ribelle soltanto in privato.

Sarà pure vero che anche i banchieri centrali hanno un cuore, ma a quanto risulta non hanno ripensamenti. A mesi di distanza, infatti, Mario Draghi è ancora totalmente convinto di aver fatto bene a imporre green pass e obblighi vaccinali. Lo ha dichiarato prima di Natale – giusto per alimentare il clima di festa – al Corriere della Sera: «Sapevo che erano limitazioni delle libertà individuali», ha detto, «ma erano necessarie per garantire a tutti il diritto alla salute, soprattutto ai più fragili». All’ex premier fa piacere (così sostiene) che la Corte costituzionale «concordi in pieno con l’impostazione del governo», ma per strada deve essersi perso qualche passaggio. Tra le altre cose, il Duca Conte Draghi ha trascurato il fatto che i vaccinati hanno continuato a contagiarsi e a contagiare in massa, che le persone con tre dosi oggi risultano positive più dei non vaccinati in alcune fasce di età, che gli effetti avversi esistono e non sono affatto irrilevanti come alcuni presunti esperti hanno sempre sostenuto.

Ammettere oggi che obblighi e green pass siano stati inutili (anzi, dannosi) certo non cambierebbe la situazione, ma almeno riporterebbe un filo di onestà nel dibattito. Invece niente: ostinatamente tutti i responsabili delle restrizioni, da Draghi in giù, continuano a ribadire di aver avuto ragione. Nel frattempo, ogni giorno emergono nuovi elementi a dimostrazione di quali e quanti disastri abbiano provocato le regole folli imposte dal precedente esecutivo.

Un esempio eloquente lo fornisce la vicenda che negli ultimi giorni vede protagonisti alcuni Vip tra cui la cantante Madame (al secolo Francesca Calearo, 20 anni) e la tennista Camila Giorgi (30 anni). Come noto, i loro nomi – assieme a quelli di altre decine di persone – sono finiti in una indagine della Procura di Vicenza riguardante un giro di false vaccinazioni. Secondo gli inquirenti a gestire il tutto erano la dottoressa Daniela Grillone Tecioiu (arrestata lo scorso febbraio), il di lei compagno, Andrea Giacoppo, e il dottor Erich Volker Goepel.

Non è la prima volta che si scoprono situazioni di questo tipo, e sinceramente non stupisce. Di fronte agli obblighi dementi voluti dal precedente governo, ciascuno ha tentato di difendersi come poteva. Qualcuno si è sottoposto di malavoglia alla puntura perché non poteva permettersi di perdere il lavoro, altri con tutta evidenza hanno pensato di mettersi al sicuro tramite finta vaccinazione. Succede, quando si esercita un’indebita ingerenza politica direttamente sul corpo delle persone. Questa triste storia mostra con chiarezza quale livello di umiliazione si possa infliggere a una nazione e ai suoi abitanti in nome dell’ideologia. E che certi uomini e donne delle istituzioni ancora non se ne rendano conto fa salire l’angoscia. Purtroppo, il caso vicentino svela non soltanto l’inadeguatezza della politica, ma pure la totale inconsistenza dei nostri sedicenti artisti e intellettuali. Come più volte abbiamo avuto occasione di notare, scrittori, musicisti e attori sono stati i più entusiasti scherani del potere. Sempre pronti a definirsi ribelli e ad assumere pose da iconoclasti, si sono piegati senza dignità e hanno buttato nel water decenni di retorica «contro le discriminazioni», dedicandosi a infierire contro i così detti no vax. Madame, con tutte le sue pose da giovane artista refrattaria alle imposizioni, non ha proferito verbo contro la violenza istituzionale dell’obbligo. Avrebbe avuto la visibilità e il seguito per dare voce a una protesta e non l’ha fatto. A prescindere dall’esito dell’inchiesta vicentina, sconforta l’idea che un personaggio pubblico così visibile possa pensare di ricorrere a sotterfugi per sottrarsi all’obbligo vaccinale ma eviti accuratamente di prendere posizione pubblicamente. Vero è che Madame è stata suo malgrado tramutata in una sorta di piccola icona arcobaleno dopo aver dichiarato di essere bisessuale, e non ha mai voluto farsi portabandiera dalla causa Lgbt. Però è innegabile che abbia esercitato ed eserciti, specie sui giovani, un’influenza in qualche modo politica. Motivo per cui avrebbe potuto comunque approfittare del piedistallo su cui l’hanno poggiata per spendere mezza frase sulle libertà cancellate. Come la gran parte dei suoi colleghi, la piccola rivoluzionaria ha preferito evitare: per quieto vivere si è allineata al pensiero sanitario dominante che Mario Draghi, impunemente, rivendica ancora oggi.

Questo pensiero opprimente regna tutt’ora sovrano proprio perché quasi tutti i cosiddetti corpi intermedi hanno abdicato alla propria funzione. Sindacati, attivisti, giornalisti, intellettuali e artisti di vario genere hanno scelto la convenienza personale e quindi il silenzio. Lo hanno fatto allora e lo fanno oggi, contribuendo a cancellare un dibattito sulla gestione del Covid che sarebbe fondamentale, soprattutto alla luce delle verità emerse negli ultimi mesi.

Dopo circa tre anni, la Cattedrale Sanitaria è ancora in piedi, è ancora forte come non mai e gli artisti irreggimentati sono i suoi più efficaci profeti.

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