{{ subpage.title }}

Ritratti | Ruth, la mamma di Barbie

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Il Quirinale in retromarcia: assolve Nordio sulla Minetti
Nicole Minetti e Carlo Nordio (Getty Images)
Lo staff di Mattarella, dopo aver scaricato sul Guardasigilli i dubbi sulla grazia, si corregge: «Chiedere d’intesa col ministero che gli organi giudiziari» accertino eventuali incongruenze. Sono le toghe che fanno le indagini...

«C’è un complotto contro il Quirinale». Piero Sansonetti, direttore dell’Unità (sì, non ve ne siete accorti ma lo storico quotidiano comunista, come gli zombi, è tornato dall’oltretomba), non ha dubbi. L’affare Minetti è stato studiato per colpire Sergio Mattarella. Gli autori della losca manovra al momento non sono stati ancora identificati, ma già qualcuno adombra il sospetto che ci sia la manina dei servizi segreti. Magari di quelli russi, che con il presidente della Repubblica hanno un conto aperto, da quando il capo dello Stato paragonò l’invasione dell’Ucraina a quella della Cecoslovacchia da parte di Hitler.

Continua a leggereRiduci
Alla pg Nanni il compito di salvar la faccia alla giustizia
Francesca Nanni (Ansa)
Dalla possibile revisione del processo Stasi alle nuove indagini sulla vita della Minetti. Francesca Nanni, la Pg di Milano, gestirà i fascicoli più chiacchierati. In passato salvò Zuncheddu.

Ama la serenità bucolica dell’orto ma le patate bollenti finite sulla sua scrivania non le ha coltivate lei. Francesca Nanni, 66 anni, procuratore generale (preferisce il maschile anche se è la prima donna a ricoprire il ruolo a Milano) si è ritrovata davanti i due tuberi più esplosivi dell’anno, mediaticamente del decennio. Stiamo parlando della grazia concessa a Nicole Minetti e del delitto di Garlasco. Si sa quanto il processo mediatico solletichi la vanità dei pm d’assalto ma lei non lo è, tutt’altro.

Continua a leggereRiduci
Goleade, difese nulle, zero strategia. È spettacolo o rischiamo il circo?
Ousmane Dembele (Ansa)
Il primo atto della semifinale Champions Psg -Bayern (5-4) è stato uno show d’attacco definito «memorabile». Occhio però: l’estremismo offensivo, se diventa la regola, potrebbe farci annoiare. Proprio come il catenaccio.

Immaginate un individuo condannato, per qualche beffa del destino, a ricordare ogni singolo dettaglio di tutto ciò che vive senza riuscire a separare gli eventi salienti da quelli marginali. Il pover’uomo condurrebbe un’esistenza folle, non distinguerebbe le cose, e si ritroverebbe, nel giro di qualche anno, steso in un letto e inebetito. Succede a Funes El memorioso, personaggio raccontato dal genio argentino di Jorge Luis Borges, uno che sta alla letteratura come Lionel Messi al pallone.

Continua a leggereRiduci
Kalpakkam e la strategia nucleare dell’India
Ggli impianti nucleari indiani di Kalpakkam (Getty Images)
Il reattore autofertilizzante segna una svolta per Nuova Delhi: meno dipendenza dall’uranio, più autonomia energetica e tecnologica. Un modello costruito in decenni che rafforza il peso geopolitico indiano mentre l’Europa resta in bilico sul nucleare.
Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy