Anche il Pd all’attacco del Viminale
I dem Luca Sani e Alessio D’Amato denunciano l’immobilità del ministero. La Lega annuncia un’interrogazione in Aula. Pure gli ambientalisti furiosi: «Danno all’ecosistema».

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è stretta in una morsa per il rave abusivo che tiene da cinque giorni il Viterbese sotto scacco. Raffiche di attacchi arrivano da destra e da sinistra.

Il leader leghista Matteo Salvini accusa il Viminale di non aver fatto nulla per evitare l’evento illegale: «Nonostante un morto, l’appello di sindaco e cittadini e i rischi enormi per la sicurezza e la salute, da giorni migliaia di persone restano assembrate senza autorizzazione: è uno schiaffo al buonsenso e agli italiani che rispettano le regole, eppure il Viminale è immobile. La Lega presenterà una interrogazione. Lamorgese cosa dirà questa volta? Che il dossier è sul tavolo di Mario Draghi o che si aspetta un aiuto dall’Europa?». Anche Fratelli d’Italia suona la carica. Giorgia Meloni ha twittato: «Sono cinque giorni che va avanti un rave party tra droga, alcol e illegalità. Nonostante sia anche morto un ventiquattrenne, nessuno è ancora intervenuto a sgomberare il campo. Lamorgese, ma dove sei?».

Ha messo il ministro sulla graticola pure il Partito democratico, parlando di «gravi responsabilità di Lamorgese». Poco dopo è sceso in campo il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida: «Nell’estate dell’obbligo del green pass e delle discoteche chiuse, da giorni migliaia di giovani partecipano a un rave illegale, facendo uso di droghe, accalcati e senza controlli. Sono state denunciate violenze, un ragazzo ha perso la vita e ci sarebbe anche una seconda vittima, nel totale immobilismo del governo e segnatamente del ministro Lamorgese. Tutto questo è inaccettabile». Dure le parole del deputato dem Luca Sani: «Il grave episodio del rave si aggiunge a una situazione relativa all’ordine pubblico già molto critica, che ha riguardato le principali realtà turistiche della costa. Non è pensabile che a fronte di un aumento esponenziale della popolazione, soprattutto giovanile, corrisponda un aumento delle forze dell’ordine di poche unità. In Parlamento assumeremo le necessarie iniziative». E da Forza Italia la deputata Annagrazia Calabria sottolinea: «Il rave party di Valentano si è trasformato in una zona franca inaccettabile, l’illegalità sta tenendo in scacco intere comunità. È già assurdo che si sia arrivati a questa situazione, farla proseguire ancora non è ammissibile». Ma la bomba scoppiata nelle mani di Lamorgese non è solo politica. «Al lago di Mezzano c’è una situazione terrificante sotto il punto di vista ambientale», denuncia Silvano Olmi, presidente dell’associazione ambientalista Fare Verde. L’area dove si sta svolgendo il rave, infatti, è un territorio protetto, fragile e di pregio, un sito di interesse comunitario. «Quello che sta accadendo nell’area protetta circostante il lago di Mezzano è inaccettabile, si sta danneggiando un’ecosistema», dichiara il portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli. Ma anche dal punto di vista sanitario la questione è tutt’altro che trascurabile: Secondo Bonelli, «siamo in periodo di Covid e in ogni caso quello che sta accadendo al lago di Mezzano viola tutte le norme in materia di tutela ambientale e sanitaria». Bonelli chiede anche l’intervento del prefetto: «Se lo Stato si arrende a chi decide di rimanere a sfregiare un’area protetta che ha abusivamente occupato, perché deve avere la copertura economica dei costi, la credibilità va sotto zero». E anche l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, pure lui del Partito democratico, interviene sull’aspetto sanitario: «I servizi della Asl segnalano una situazione grave, fuori controllo. Nessuna trattativa è possibile. Va ripristinato il corretto ordine pubblico, vanno identificate le persone e individuate le responsabilità di un simile assembramento».

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