Il decreto sui rave voluto dall’esecutivo era il sogno della Lamorgese
Dopo il raduno illegale di Viterbo l’ex ministro disse di avere le mani legate. Il governo l’ha esaudita, l’Aula migliorerà il testo.
Dopo il raduno illegale di Viterbo l’ex ministro disse di avere le mani legate. Il governo l’ha esaudita, l’Aula migliorerà il testo.
L’emergenza pandemica ha fatto dimenticare gli enormi afflussi di balordi, che delinquono e minacciano la sicurezza. D’altronde, le forze dell’ordine sono concentrate solo a controllare i green pass. Ennesimo flop di un ministro dell’Interno che deve dimettersi.
Una settimana fa, il Viminale ha autorizzato i facinorosi di Forza nuova a sfilare verso la Cgil. Prima ancora, aveva trattato con i guanti di velluto i fattoni del rave nel Viterbese. Invece, per i pacifici no pass triestini, manganellate,…
Alla periferia di Roma centinaia di sballati si danno appuntamento. Intervengono le forze dell'ordine a disperderli, non come a Viterbo. Un cambio di linea che sarebbe utile anche nei confronti dei migranti.
Sullo scandalo di Viterbo il ministro balbetta, si contraddice, tenta di scaricare sui prefetti e finisce per confessare che gli illegali del rave gliel'hanno fatta sotto il naso: raddoppiati mentre li «controllavano».
Il ministero e il Dipartimento di pubblica sicurezza non trattano allo stesso modo tutte le emergenze di (dis)ordine pubblico Il party di Viterbo, a base di stupefacenti e violenze, è stato tollerato. Le proteste degli anti vaccinisti invece vengono stroncate
Già l'11 agosto, tre giorni prima dello sconcio di Viterbo, i partecipanti avrebbero cercato di bivaccare sul Po. Fatti sloggiare, hanno potuto proseguire «scortati» fino alle porte di Roma. Dove hanno dato inizio alle danze.
Il ministro riferirà in Aula sull’incredibile «scorta» che le forze dell’ordine hanno prestato ai partecipanti del droga party di Ferragosto. Ormai è fuori discussione l’inerzia, ammessa anche dagli stessi funzionari
Il senatore di Italia viva ha attaccato «La Verità» omettendo l'esistenza di documenti che ci danno ragione. Nessuna autorità ha smentito le nostre ricostruzioni che portano diritte al capo di gabinetto di Luciana Lamorgese.
C'erano gravi motivi di ordine pubblico per non intervenire? Ma a mezzanotte la centrale operativa sapeva già del party.
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