Strada post alluvione: il Pd si sveglia
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore (Ansa)
Dopo le lagne di Bonaccini e l’intervento di Figliuolo e Salvini, il sindaco di Bologna fa retromarcia sulla bretella nella zona della frana: la via sarà pronta entro un mese.

La strada nel bosco non è più un problema, agricoltori e agrituristi isolati hanno vinto. Riportata con i piedi per terra dalla campagna social nazionale e dalla polemica imbastita dal nostro giornale, la cupola rossa che domina la regione Emilia-Romagna da mezzo secolo si è rovesciata le tasche e ha improvvisamente trovato 100.000 euro per realizzare un bypass nella zona della frana, sulla provinciale 33 Casolana nel comune di Fontanelice. Incredibile che quei soldi da conto corrente privato non fossero in cassa. Invece per tre mesi il sindaco del paese Gabriele Meluzzi (lista civica di centrosinistra), i vertici di Bologna Città Metropolitana (sindaco Matteo Lepore, Pd) e soprattutto sua maestà il «governatore del fare» Stefano Bonaccini si erano seduti sulla sponda del fiume Santerno a far asciugare gli stivali e ad attendere che la grana finisse negli ingranaggi del governo di Giorgia Meloni.

«Servono soldi subito», accusava il numero uno regionale, deluso dei 4,5 miliardi stanziati e soprattutto di non essere stato incaricato di gestire il fiume di denaro. La sinistra emiliano-romagnola, titolare istituzionale di una strada a doppia corsia sotto casa, imputava a Palazzo Chigi la mancanza di soluzioni e di interventi, trincerandosi dietro un’imbarazzante passività, esempio di come la collaborazione politica non dovrebbe funzionare in tempo di calamità.

Due giorni fa la capriola. Travolti dall’indignazione di popolo e dall’evidenza – non si trattava di un viadotto milionario o di una tangenziale -, hanno trovato 70.000 euro (Lepore) e 30.000 euro (Meluzzi) per finanziare la banale operazione viabilistica: una strada alternativa per oltrepassare la zona di pericolo geologico. Manufatto che peraltro è stato proposto e approvato dal commissario Francesco Figliuolo, con fondi messi in carico alla struttura commissariale; quindi alla fine sarà giustamente Roma a saldare il conto. Il via libera è arrivato dopo un sopralluogo dell’Anas, mobilitata dal ministero guidato da Matteo Salvini. La realizzazione del bypass durerà un mese ed eviterà un autunno di passione ai residenti che temevano di dover evacuare case e aziende agricole per superare il prossimo inverno.

Poiché l’urgenza di far sembrare una vittoria anche una sconfitta è una delle frustrazioni più comuni della sinistra dove comanda, ieri Lepore e gli altri si appuntavano medagliette a vicenda e stappavano acqua minerale. «Grazie al bypass realizzato dalla Città Metropolitana e dal Comune di Fontanelice» flautava il sindaco di Bologna, «garantiremo alla popolazione di Fontanelice un concreto sostegno alle attività quotidiane in attesa di una nuova normalità». Con una chiosa da marziano, come se nessuno si fosse accorto dei 90 giorni di vacatio istituzionale degli enti locali: «Dobbiamo fare presto e dare continuità alle risposte». È curioso notare come il gotha di Città Metropolitana, che tempo fa aveva bocciato il progetto della strada alternativa, abbia cambiato radicalmente idea in una notte. Potenza dei followers e degli haters.

La conversione sulla via dell’Appennino non è sfuggita all’opposizione che dai giorni dell’alluvione denuncia le carenze e la passività della maggioranza locale. Scrive la combattiva capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Marta Evangelisti: «Prendiamo atto con favore che la proposta del commissario Figliuolo di costruire una pista alternativa sia stata accolta dopo essere stata inizialmente respinta proprio da quella Città Metropolitana che adesso se ne intesta a mezzo stampa il risultato. Ennesimo esempio di concretezza a fronte di tanta propaganda, malafede e niente più».

Aggiunge Stefano Cavedagna, capogruppo Fdi in comune a Bologna: «La gestione caotica della Provinciale 33 da parte degli esponenti del Pd, Lepore in primis, dimostra l’incapacità e la malafede di certi personaggi. Allo stesso Figliuolo, che martedì scorso ha proposto una viabilità alternativa, è stato risposto dalla Città Metropolitana che era impossibile per questioni di sicurezza. Oggi Lepore si fa bello e si pone come risolutore, ma è il governo a risolvere un problema causato dalla malagestione del Pd». Il sindaco Meluzzi, che si trova in casa la strada dopo tre mesi di nulla, si dice «indignato che parte della politica abbia utilizzato il caso per capitalizzare consensi». Sta parlando della sua parte.

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