Ita, la Meloni stoppa Draghi: «Niente vendita ai tedeschi». Regionalismo, c’è l’accordo
La leader di Fdi: «Rilanceremo noi la compagnia di bandiera». Oggi nuovo summit dei partiti del centrodestra sui collegi uninominali. Matteo Salvini: autonomia primo impegno.

Un bel regalo al centrodestra, l’accordo tra Pd e Azione. Il partitino di Carlo Calenda si butta definitivamente a sinistra e Giorgia Meloni azzanna: «L’alleanza Pd-Azione», commenta la leader di Fratelli d’Italia, «fa chiarezza sulle forze in campo alle prossime elezioni. A misurarsi con il centrodestra e Fdi ci sarà la solita sinistra. Il Pd, la sinistra estrema e Azione, la costola del Pd presieduta dall’europarlamentare eletto nel Pd, Carlo Calenda». Parla da leader di partito ma agisce da premier in pectore, Giorgia, che recapita un altolà al governo sulla vendita di Ita, la nostra compagnia aerea di bandiera.

«Mi auguro che il presidente Draghi», sottolinea la Meloni, «smentisca l’ipotesi di un’accelerazione del processo di vendita di Ita a Lufthansa. È un argomento del quale si sta parlando molto sui media e che ci fa letteralmente sobbalzare visto che il governo è dimissionario e può occuparsi solo di affari correnti. Questo non lo sarebbe affatto. Saremmo tutti molto più sereni se arrivasse dal presidente Draghi una sua smentita. Dal 25 settembre in poi», aggiunge la Meloni, «tutto potrà cambiare e al rilancio della nostra compagnia aerea di bandiera penserà chi governerà. Ora che abbiamo affrontato sacrifici indicibili per comprimerne i costi, occorre valutare con attenzione la presenza dello Stato nella compagnia e la partecipazione azionaria di altri partner». La cordata Msc-Lufthansa, ricordiamolo, ha presentato una offerta da 900 milioni di euro per l’80% di Ita, mentre il restante 20% resterebbe, almeno per ora, nelle mani del Tesoro. Il ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista unico della newco, ha scelto l’offerta di Msc-Lufthansa rispetto a quella presentata dal fondo statunitense Certares, in partnership con Air France-Klm e Delta Airlines. Sempre nell’ottica di un suo futuro a Palazzo Chigi, anche la dichiarazione sull’ok della Camera all’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato, arrivato ieri pomeriggio con 398 voti favorevoli, 20 contrari e 9 astenuti. «Di fronte all’aggressione russa contro l’Ucraina, il rafforzamento del fronte europeo dell’Alleanza è un passaggio importante che può fungere da deterrente a nuove minacce russe», ha spiegato la leader di Fdi. Intanto, il centrodestra va avanti con le riunioni: ieri le delegazioni di Fdi, Lega e Forza Italia si sono incontrate per ragionare sulla distribuzione dei collegi uninominali, un meeting tecnico al quale ne seguiranno altri a partire da oggi: occorre infatti dividere in fasce gli stessi collegi, da quelli considerati blindati a quelli più a rischio, per poi procedere alla distribuzione definitiva. L’Udc scalpita, chiede più posti e non è escluso che possa rinunciare a presentare il simbolo: «Se l’Udc non presenta la propria lista», commenta il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, «abbiamo detto che le porte di Forza Italia sono spalancate. È una decisione che deve prendere l’Udc, se non presentano una lista, la loro rappresentanza ci sarà».

Per quel che riguarda la circoscrizione Estero, i delegati di Coraggio Italia, Noi con l’Italia e Udc hanno chiesto che nel contrassegno elettorale della lista unica del centrodestra, oltre ai nomi di Meloni, Salvini e Berlusconi, siano aggiunti anche i simboli delle loro formazioni.

I partiti principali, intanto, procedono anche alla stesura del programma. Naturalmente, ciascuna forza politica punta sui propri cavalli di battaglia storici, per accrescere i propri consensi. È il caso dell’autonomia, argomento che Salvini propone come pilastro della sua campagna elettorale: «Il tema centrale del programma e dei primi Consigli dei ministri sarà l’autonomia», dice il leader del Carroccio, «noi ci abbiamo provato per quattro anni ma i no del Pd e dei 5 stelle sono stati evidentemente forti e fastidiosi. Ora c’è un’occasione più unica che rara con il centrodestra compatto e il progetto di autonomia che hanno scritto a quattro mani Luca Zaia e Attilio Fontana. Io chiederò l’impegno, l’unione e la condivisione di Berlusconi e della Meloni», aggiunge Salvini. «Se gli italiani sceglieranno il centrodestra, il primo Consiglio dei ministri potrà finalmente fare quello che in quattro anni per un no degli altri non si è riusciti a fare».

Fratelli d’Italia ha già espresso il suo ok all’autonomia, legandolo alla riforma presidenzialista. «Non so quali saranno le tempistiche», commenta il presidente del Veneto, Luca Zaia, «ma so che se il governo che arriverà non porterà avanti questa istanza di certo qui in Veneto è meglio che non si presenti. Il presidenzialismo come l’elezione diretta del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio vanno nella direzione del rispetto del consenso popolare», aggiunge Zaia, «e del ruolo del cittadino elettore, che si sceglie il suo presidente della Repubblica e il suo presidente del Consiglio, come con le elezioni regionali in cui il cittadino sceglie il presidente e la sua squadra. Per cui non ci vedo nulla di trascendentale, ben vengano tutte queste scelte che vanno nella direzione di dare il potere al popolo». «L’ordine del giorno del Consiglio dei ministri”, dice alla Verità un big del partito della Meloni, «lo decide il premier».

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