Indagini sui contratti nucleari. La Gdf fa visita a Sogin e Nucleco
Acquisiti documenti sul mega progetto Cemex e sui rapporti con gli slovacchi di Javys.

La Guardia di finanza ieri ha bussato agli uffici di Nucleco, la controllata di Sogin, per acquisire una serie di documenti legati ai contratti firmati con la società slovacca Javys. Obiettivo fare chiarezza su un tema estremamente delicato che potrebbe finire sul tavolo del ministero dell’Economia e di quello della Transizione ecologica. Entrambi intenti a valutare l’opzione di commissariamento non di Nucleco ma addirittura di Sogin.

Probabilmente a insospettire gli inquirenti anche un fatto anomalo avvenuto lo scorso novembre e riportato da La Verità lo scorso mese. Il primo gradino del contratto in questione risale al 2014, quando Nucleco, allora presieduta da Alessandro Dodaro con amministratore delegato Emanuele Fontani, sottoscrive un primo accordo da 700.000 euro con la società slovacca. Segue l’anno dopo un bando di gara da 40 milioni per incenerire le resine e i fanghi di Caorso. Vince sempre Javys, la quale nel 2018 si vede riassegnare con affidamento diretto un altro appalto da circa 7 milioni. Stavolta sono compresi anche i rifiuti radioattivi del sito ex Cemerad di Statte. Di questi contratti si è già occupata la stampa sottolineando il ruolo dello studio Morandini, legale di Javys.

La stranezza si consuma tra il 24 e il 29 novembre del 2021, come abbiamo avuto modo di raccontare. La prima data corrisponde a un primo cda nel quale i vertici guidati da Luca Cittadini decidono di far terminare a scadenza il contratto e non rinnovarlo. A sostegno della scelta ci sono almeno tre pareri tecnico legali di Sogin, Enea e dello studio legale Vista. Non sono tra loro concordanti ma comunque suggeriscono semaforo rosso. Due giorni dopo, il consigliere Marco Pagano, anche dirigente Sogin, chiede di riconvocare il cda. Cosa che avviene appunto il 29. Data nella quale, senza ulteriori pareri, il consiglio si rimangia la scelta di cinque giorni prima e approva il prolungamento del contratto. A quanto risulta il vertice di Nucleco avrebbe inviato almeno due mail al Mef per informare prima della scelta di stoppare il contratto e successivamente dell’anomalia occorsa il 29 novembre. Nel frattempo chi ha cercato di bloccare i contratti, Cittadini, è finito sotto il maglio del cda di Sogin che nelle scorse settimane l’ha sentito per un’altra vicenda.

Emanuele Fontani che ora è ad di Sogin e Luigi Perri, presidente sempre di Sogin, hanno avviato una serie di riunioni del consiglio su una eventuale malagestio di alcuni contratti legati al deposito nazionale. Sotto inchiesta ci sono appalti diretti per la comunicazione delle attività e in generale l’aumento complessivo delle spese nel periodo 2013-2016. A Cittadini, il quale a quanto ci risulta ha spedito al cda documenti e risposte, è stato chiesto di rispondere di eventuale omessa vigilanza dal momento che all’epoca, prima di passare in Nucleco, si occupava della divisione Corporate sotto la quale c’era la sezione «acquisti e appalti».

Che succederà? Ci siamo chiesti nel precedente articolo. Cittadini è stato allontanato dall’incarico e sospeso. Sembra che gli attuali vertici di Sogin lo abbiano ritenuto «colpevole» di omissioni del codice interno. Certo, il fatto che la Gdf si sia mossa apre a nuovi interrogativi. Siamo di fronte a faide interne, mentre le inchieste avanzano e c’è il rischio del commissariamento? Ipotesi, quest’ultima, sempre più concreta. Venerdì scorso sempre le Fiamme Gialle hanno bussato agli uffici di Sogin, in questo caso per acquisire documenti su un altro mega progetto quello di Cemex, l’edificio adibito al trattamento dei liquami. Insomma, Mef e Mite avranno di meditare sul futuro della partecipata.

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