Sprint per l’incarico a Mario Draghi. Fra i titoli favoriti, quelli degli istituti di credito. L’esperto di Soldiexpert: «Interessanti anche i settori legati ad agenzie interinali, giardinaggio, infrastrutture e cemento».

L’incarico all’ex presidente della Bce Mario Draghi, a cui Sergio Mattarella ha chiesto di formare un governo per porre fine allo stallo politico in Italia, è stato accolto con gioia dai mercati. O, almeno, «Piazza Affari è stata accolta dagli investitori italiani e stranieri come qualcosa in grado di fermare il ticchettio sempre più pericoloso di almeno tre orologi. Quello pandemico, quello economico e quello sociale», dice Francesco Pilotti, responsabile dell’ufficio studi di Soldiexpert scf.

Del resto, c’è da gestire il Recovery plan e Draghi indubitabilmente può vantare un’esperienza (e un credito internazionale) impressionanti, oltre a conoscere le dinamiche di mercato come pochi in tutta Europa.

La Commissione europea ha già detto che non accetterà la bozza precedente: è troppo superficiale e non abbastanza concreta e se Draghi non trova una «quadra» c’è il rischio di ritardi in quello che dovrebbe essere il più importante programma di investimenti degli ultimi decenni.

Piazza Affari si è mossa già al rialzo e ha ingranato la quarta e i titoli che maggiormente ne hanno beneficiato sono stati soprattutto quelli legati alle banche, perché dovrebbero essere i più sensibili al ciclo economico e perché non sono esclusi interventi a sostegno diretto e indiretto.

«Nel settore bancario al di là dell’effetto di Draghi ci piacciono Finecobank e Credito emiliano: hanno dimostrato di eccellere in questi anni in quasi tutte le condizioni grazie a una guida sicura», dice Pilotti, «Il tema della digitalizzazione (bancaria e non) resta forte e la compagnia Be shaping the future (Be) si occupa di supportare banche e assicurazioni (come Unipol, che grazie alla pandemia e al forte posizionamento nel settore auto ha goduto di una redditività extra) in questo percorso e gli investimenti crediamo saranno crescenti. Anche nel mondo del lavoro una riforma di questo mercato a nostro avviso dovrà necessariamente passare da una maggiore apertura verso le agenzie del lavoro private (130 filiali in Italia per 565 milioni di euro di fatturato) come Openjobmetis che è attualmente la prima e unica quotata del settore a Piazza Affari».

Il comparto delle infrastrutture e della trasformazione sostenibile, inoltre, resta un megatrend e «guardiamo ai cementieri (ottima l’ultima trimestrale di Cementir), al potenziale di Webuild e al posizionamento di Falck renewables ed Erg. Nel settore della mobilità ci piacciono da tempo Piaggio e Stellantis che, come Cnh, si trovano in una fase congiunturale per cui se la ripresa partirà potrebbero beneficiare di multipli oggi ancora attraenti».

Non vanno poi dimenticate le società a piccola capitalizzazione. «Fra le small cap un’ennesima conferma è venuta in questi giorni dai conti di Emak, società specializzata in macchine destinate al giardinaggio. Un settore che ha conosciuto un forte sviluppo nel mondo anche per effetto della pandemia e della tendenza a stare maggiormente a casa».

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