Nella «Colon free trade zone» di Panama, il locale porto franco, transitano ogni anno 8 miliardi di sigarette destinate al mercato nero. L’Organizzazione mondiale della sanità, che ama sfidare il buon senso, ha quindi deciso di organizzare nel Paese del centroamericano il consueto appuntamento, Cop 10, sul tabacco, sul controllo e la sicurezza del fumo. Lì, dai documenti visionati, si prenderanno decisioni forti contro le sigarette alternative, ecig e stick senza combustione. Verranno paragonate a quelle tradizionali e di conseguenza penalizzate dal punto di vista fiscale e normativo. Non solo. Tra gli argomenti di discussione previsti occuperanno un ruolo di primo piano le linee guida contenute all’interno del rapporto Taps che affronta il tema della comunicazione per le aziende produttrici. Le nuove linee guida predisposte dell’Oms estendono i divieti già esistenti rendendo di fatto impossibile qualsiasi forma di comunicazione per le aziende del settore, anche su materie non strettamente attinenti ai prodotti.
La definizione del Taps include infatti «contenuti finanziati direttamente o indirettamente da parte dell’industria del tabacco», a prescindere dal loro messaggio. Per fare alcuni esempi, la comunicazione di campagne di sensibilizzazione sull’inquinamento da mozziconi oggi obbligatorie per le aziende del settore diventerebbe illegale, così come qualsiasi divulgazione esterna relativa a una campagna di recruitment per l’attrazione di candidati a nuovi posti di lavoro, azioni di comunicazione che affrontano il problema del commercio illecito. Il primo obiettivo di tali restrizioni sarebbe quello di tutelare i consumatori. Ciò che l’Oms non svela è che la stretta avrebbe una diretta ricaduta sul mondo dei social media e della comunicazione in generale. In futuro, una azienda di tabacco non potrà scrivere su Linkedin che sta cercando lavoratori. Un’azienda che si occupa della filiera agricola del tabacco non potrà rilasciare interviste per criticare decisioni prese dal legislatore e uno scienziato non potrà mettere online un articolo sui prodotti tradizionali e su quelli innovativi, nemmeno per criticarli. In altre parole, l’Oms sta chiedendo la totale censura di un settore produttivo su tutte le piattaforme digitali.
Il problema è però di livello globale, e non riguarda solo il tabacco. Come La Verità ha già avuto modo di rivelare, Dg Sante, la direzione generale per la Salute e la sicurezza alimentare guidata da Stella Kyriakides, ha redatto un documento che mette nero su bianco la posizione che Bruxelles ha deciso di adottare in sede di Cop 10. In pratica, la Commissione vuole recepire in toto le raccomandazioni sul fumo che usciranno dalla conferenza di Panama. Secondo tre criteri che si apprestano a scardinare i modelli decisionali dell’Europa così come l’abbiamo conosciuta fino a ora. Dg Sante spiega per prima cosa che l’Ue deve parlare a una sola voce. In seconda istanza, che ciò che verrà deciso in quella sede dovrà essere inglobato negli iter comunitari come «acts having legal effect». Tradotto, come norme di legge a tutti gli effetti. Terzo aspetto: nel documento dei tecnici della commissaria Kyriakides, si chiede espressamente una delega in bianco. Per capirsi meglio: le sei pagine a cui facciamo riferimento cancellano innanzitutto il lavoro svolto dal Parlamento Ue negli ultimi anni. Nel 2022, nell’ambito della relazione sul Cancer plan Ue, i membri eletti chiedevano espressamente una differenziazione tra i diversi prodotti in modo da stimolare con nuovi investimenti quelli meno dannosi. La scelta di Dg Sante invece ci sta dicendo che il lavoro del Parlamento verrà sostituito dalla decisione presa a porte chiuse (all’oscuro della stampa) da un centinaio di tecnici, compresi delegati di associazioni non governative, il cui compito è sempre quello di influenzare scelte globali.
Quando si parla di tabacco, politica e opinione pubblica preferiscono non sbilanciarsi. Un po’ come se fosse un settore tabù. Immaginate, però, questo schema che prevede l’abolizione delle sovranità nazionali applicato al cibo, alla sanità e a tutti gli argomenti che tale commissione si troverà a trattare. Basta andare sul sito e vedere che la lista è molto lunga. Si va dalla regolamentazione dei prodotti agricoli, dei pesticidi, ma anche dell’intera filiera agroalimentare. Senza dimenticare la struttura sanitaria per la «tutela» degli animali e degli esseri umani. Dg Sante si occupa anche di promuovere un modello di vita sostenibile e salutare e soprattutto del coordinamento cross-border delle infezioni e delle pandemie. Covid 19, compreso. Al di là della battaglia in corso tra Commissione e Consiglio Ue e il concreto rischio di abolizione della sovranità nazionale, adottare come leggi le norme dell’Oms significherà legalizzare la censura online. Oggi il tabacco e domani i cibi o i medicinali. O i vaccini. L’Oms decide che il vino è dannoso? Tutte le nostre aziende vinicole dovranno sparire dai social media e dai siti. Danno incommensurabile per il nostro Paese. E chi l’avrà deciso? Un pugno di tecnici anonimi in un meeting a porte chiuse della durata di quattro giorni. Democrazia addio.
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