ll settore dell’healthcare nel mese di marzo ha visto un recupero (soprattutto quello europeo, in salita di circa il 4%) confermando la sua natura difensiva, quando gli altri comparti sono entrati in una fase di forte volatilità. Si tratta di un mondo naturalmente trainato dal crescente e costante aumento della domanda di cure mediche da associare anche alle necessità legate all’invecchiamento della popolazione mondiale. Del resto, secondo un report di Janus Henderson, «l’invecchiamento è un fattore significativo. Entro il 2050, circa il 16% della popolazione mondiale avrà più di 65 anni. Persone che in genere spendono circa tre volte di più per l’assistenza sanitaria rispetto ai più giovani».
L’aumento della ricchezza delle famiglie e l’espansione della copertura assicurativa pubblica e privata sono anche due fattori trainanti. «In Cina, ad esempio», spiegano dall’asset manager statunitense, «il 95% della popolazione è ora coperto dal programma di assicurazione di base del Paese, grazie alle riforme governative degli ultimi dieci anni. Anche il rimborso dei farmaci in Cina è in espansione: dal 2017, il governo ha aggiornato annualmente l’elenco nazionale dei farmaci rimborsabili, con l’aggiunta di oltre 100 terapie nel 2022».
«L’aumento della prosperità consente di spendere più soldi per la salute», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti di Soldiexpert scf. «Il progresso tecnologico, a sua volta, porta a numerose innovazioni e all’ampliamento delle possibili applicazioni. I progressi nel sequenziamento genomico e in altri strumenti biomedici degli ultimi due decenni hanno poi reso disponibili nuovi metodi per individuare e trattare le malattie e l’uso sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale potrebbe secondo numerosi esperti accelerare molti processi e scoperte. Naturalmente questi fattori di crescita non sono privi di rischi visto che le ricerche dimostrano che il 90% dei medicinali che entrano in sperimentazione clinica non arriverà mai sul mercato. È importante quindi investire in questi settori in modo molto diversificato e puntando nel caso di singole società su leader riconosciuti e con molti brevetti», conclude.
Fra i titoli del settore healthcare riscoperti nelle ultime settimane, c’è la francese Sanofi che si è riportata sopra i 100 euro grazie alle buone notizie che sono arrivate dal suo farmaco di punta, il Dupixent (utilizzato attualmente contro l’eczema e l’asma), in particolare nel trattamento della bronchite cronica nei fumatori. Questa malattia è infatti la terza causa di morte in tutto il mondo e nessun nuovo trattamento è stato approvato negli ultimi dieci anni. Sanofi spera dunque che le buone notizie dell’ultimo studio siano confermate a breve e che le conclusioni arrivino entro il prossimo anno. Nelle scorse settimane, inoltre, la stessa Sanofi aveva annunciato l’acquisto della biotech americana Provention bio, quotata al Nasdaq, per 2,9 miliardi di dollari, per aggiungere una terapia per il diabete di tipo 1 al suo portafoglio.
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