Un miliardo e mezzo circa di euro, per continuare ad aiutare famiglie e imprese contro il caro bollette, che pur non raggiungendo più le vette di qualche mese fa continua a mordere e a colpire il potere d’acquisto degli italiani. È in estrema sintesi quanto contenuto nel dl energia, approvato ieri pomeriggio dal Consiglio dei ministri, che con questo provvedimento ha approvato anche altre norme di natura fiscale, prima fra tutte quella che Palazzo Chigi ha definito «salva commercio», riguardante oltre 50.000 esercizi commerciali e che consiste in un ravvedimento operoso per chi non ha rispettato le norme sugli scontrini e rischiava la sospensione della licenza. Andando per ordine e partendo dalle norme per le famiglie, arriva per il quarto trimestre un contributo straordinario per i beneficiari del bonus sociale elettrico, che viene parametrato al numero dei componenti il nucleo familiare. Inoltre, vengono prorogati fino a fine anno l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette del gas ed il taglio al 5% dell’Iva sul metano per usi civili ed industriali e sul teleriscaldamento. Per finanziare il contributo straordinario elettrico (che costa 300 milioni), e la proroga dei benefici sul gas (670 milioni) verranno utilizzate risorse pari ad un miliardo accantonate per il contributo straordinario per i clienti domestici delle forniture di gas e che era stato già previsto dal decreto energia del marzo scorso, nel quale si stabiliva che il bonus sarebbe scattato con prezzi all’ingrosso superiori a 45 euro.
Poi c’è la parte riguardante le agevolazioni per le imprese energivore, che vengono estese, dal primo gennaio del 2024, alle imprese che, nell’anno precedente alla presentazione della richiesta del bonus hanno realizzato un consumo annuo di energia elettrica non inferiore a 1 gigawattora. Per accedere a tali agevolazioni, le imprese devono soddisfare alcuni requisiti resi inevitabili da alcuni obblighi introdotti nel frattempo dall’Ue, tra cui quello di effettuare la diagnosi energetica e coprire almeno il 30% del proprio fabbisogno energetico con «fonti che non emettono carbonio». Il compito di verificare l’adempimento a questi requisiti sarà demandato all’Enea.
Tornando alle famiglie, nel decreto c’è anche l’estensione dell’utilizzo della carta «dedicata a te» all’acquisto di carburante e il rifinanziamento del bonus Tpl. Per questa ultima misura, che consente di rimpinguare lo stanziamento per l’abbonamento ai mezzi pubblici sono stati previsti 12 milioni di euro. Il bonus, di 60 euro, è utilizzabile per l’acquisto di un solo abbonamento ai mezzi del trasporto pubblico locale, regionale e per il trasporto ferroviario nazionale e può essere richiesto da chi ha un Isee non superiore a 20.000 euro.
Quanto al ravvedimento operoso per gli esercenti, la parte del testo approvato che vi fa riferimento prevede che «i contribuenti che, dal primo gennaio 2022 e fino al 30 giugno 2023 hanno commesso una o più violazioni in materia di certificazione dei corrispettivi (vale a dire scontrini e fatture) possono sanarle mediante il ravvedimento operoso, anche se tali violazioni sono state accertate oltre la data del 31 ottobre 2023, «a condizione che non siano state già oggetto di contestazione alla data del perfezionamento del ravvedimento e che tale perfezionamento avvenga entro la data del 15 dicembre 2023».
Nel dl c’è anche la conferma della proroga delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa per gli under 36: la scadenza per le domande viene infatti posticipata di tre mesi, dal 30 settembre al 31 dicembre. Soddisfatte le associazioni di categoria, prima fra tutte Confesercenti, che ha plaudito allo sforzo del governo di «semplificare e a sanare il rapporto tra contribuenti e fisco». Un intervento che viene incontro, sempre secondo Confesercenti, a un problema «che interessa migliaia di commercianti, ristoratori e artigiani che hanno sbagliato materialmente, ma senza nessuna volontà di evasione». Rilevante anche lo stanziamento per le borse di studio, fortemente reclamato dal ministro per l’Università Anna Maria Bernini: circa 17 milioni e mezzo per i 5.000 studenti inclusi nelle graduatorie degli Enti regionali per il diritto allo studio, ma che per mancanza di copertura non riuscivano ad accedere al sussidio.
Poco dopo terminata la riunione del Consiglio dei ministri, il premier Giorgia Meloni ha voluto ricordare sui suoi canali social la vittoria del centrodestra alle elezioni, avvenuta un anno fa, soffermandosi sul suo significato e sugli obiettivi del governo da lui presieduto: «Non mi sento di fare ancora bilanci», ha scritto il presidente del Consiglio, «quello spetta ai cittadini. Ma una cosa la posso dire: avevo promesso di consegnare un’Italia migliore di come l’avevo ricevuta e posso affermare che oggi la nostra Nazione è più credibile, stabile e ascoltata. Sono soddisfatta dei risultati raggiunti a partire dai dati economici che ci consegnano il record del numero degli occupati e quello dei contratti stabili. L’Italia cresce più della media europea e di questo ne vado fiera».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >