Europa sveglia, è nato l’asse tra Azerbaijan, Turchia e Pakistan
La Verità vi consente di vedere, studiare e giudicare un video propagandistico che viene dall’Azerbaijan: un video – giova premetterlo – certamente rozzo, ma tutt’altro che banale o da sottovalutare.

A prima vista, il video vi offre tutto ciò che immaginereste di trovarci: propaganda scatenata, rivendicazioni ossessive rispetto al Nagorno-Karabach, una signorina molto vistosa convocata – diciamo – per rendere il messaggio più accattivante. D’accordo: secondo i canoni estetici, politici e di comunicazione occidentali, si tratta di una produzione rudimentale e quasi impresentabile.

Attenzione, però: se invece ci mettiamo nei panni di quelli a cui tale propaganda è destinata, le cose cambiano: perché, nella sua rozzezza, il messaggio è efficace. Eccone gli ingredienti: una fortissima base nazionalistica, l’insistenza sulla bandiera, e poi, in un crescendo inquietante, la disponibilità (testuale) a “versare il sangue” e una enorme e marcatissima connotazione islamista, che arriva a configurare una convergenza religiosa-militare-politica tra Azerbaijan, Turchia e addirittura Pakistan.

Proprio questo messaggio (letto al contrario, cioè dal nostro punto di vista) spiega le ragioni per cui avremmo fatto bene, qui in Occidente, a non dimenticare gli armeni, a non trascurare il loro grido di dolore.

Ma non si tratta solo di piangere sul latte versato: il punto è segnalare, oltre alla distrazione americana rispetto a quel teatro, la pressoché totale assenza e inesistenza dell’Unione Europea.

La stessa Ue che, retoricamente, proclama la difesa e la sicurezza comuni come le proprie prime e fondamentali missioni, anche in questa vicenda si è invece rivelata un fantasma.

Certo, molto si può discutere – su un altro piano – sul ruolo ambiguo giocato da Vladimir Putin anche in questa circostanza. Ma è un fatto che tutti gli altri attori (dalla Russia al fronte islamista) si siano potuti giovare del fatto che l’Ue è una tigre di carta.

Vale rispetto a quel teatro, così come rispetto ad altri (Libia, Mediterraneo, ecc): la Turchia in primo luogo, insieme a una serie di altri soggetti a fortissima connotazione ideologica e religiosa islamista hanno deciso di allungare un’ombra minacciosa, dando corpo a una vera e propria strategia neo-ottomana.

E da questa parte come si risponde? Molto semplicemente, non si risponde. Incoraggiando quelle pericolose ambizioni.

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