Critichi Spadaro? Lui fa «Gnegne»
Il direttore della «Civiltà Cattolica» risponde così al nostro articolo sull'abbandono dei temi etici pur di abbattere i gialloblù. Ma tace sul merito. E Twitter lo seppellisce.
Pagina 12
Il direttore della «Civiltà Cattolica» risponde così al nostro articolo sull'abbandono dei temi etici pur di abbattere i gialloblù. Ma tace sul merito. E Twitter lo seppellisce.
Anche io, al pari di Luca Ricolfi che lo ha detto ieri su questo giornale a Maurizio Caverzan, penso che la capriola di Matteo Renzi a favore di un governo con il Movimento 5 stelle sia tra le più spregiudicate…
Il leader della Lega tira dritto: «Ascolterò Conte ma non lascio il Viminale. Il Paese è in mano a 30 renziani, siamo pronti a scendere in piazza se c'è un esecutivo Pd-M5s. Rischiamo la svendita delle nostre aziende».
Il «Blog delle stelle» attacca: «Hanno portato il Paese sull'orlo del precipizio e hanno cercato Berlusconi, che però li ha snobbati». Luigi Di Maio temporeggia per capire se gli conviene ricucire o fare un accordo con il Pd.
Tutti gli ultimi divieti di ingresso in acque italiane stilati dal Viminale hanno la firma sua (e di Danilo Toninelli).
Il senatore semplice, intervistato su Le Monde, tratteggia la strategia di avvicinamento ai grillini: «Sembrano aver cambiato, speriamo in maniera duratura, orientamento». Poi su Facebook veste i panni del salvatore: «Un governo per evitare il salasso Iva».
Nicola Zingaretti annuncia: «Mattarella vedrà se c'è larga base parlamentare». Graziano Delrio spiega: «Contratto “tedesco" su dossier condivisi». Che per il leghista Massimo Garavaglia al Mef sono già spuntati su assunzioni Pa e patrimoniale.
Da Carlo Calenda a Gianluigi Paragone, fino a Paola De Micheli e Luigi Di Battista, c'è anche chi non dimentica gli insulti e non accetterà mai l'alleanza tra rossi e gialli.
Dall'immigrazione a quota 100, dalla Tav alle trivelle fino agli sbancati e ai soldi pubblici ai giornali: per il M5s l'abbraccio con «il partito di Bibbiano» sarebbe mortale. Con la beffa di rimettere in sella Matteo Renzi e Maria Elena…
La scusa di un esecutivo per salvare i conti pubblici non regge. Le visioni sono diverse, unite solo dalla capacità di fare danni.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.