L’incontro in Puglia scrive il futuro di economia e rimpatri
Sintonia tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini al vertice in masseria. Al lavoro per velocizzare le espulsioni, extraprofitti e caro benzina.
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Sintonia tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini al vertice in masseria. Al lavoro per velocizzare le espulsioni, extraprofitti e caro benzina.
Il leader della Lega telefona a Roberto Vannacci: «Non c’è un Grande fratello che dice che cosa si può leggere, quel libro aveva il diritto e il dovere di scriverlo». A difesa del militare Pro vita. Contro, il vicepresidente della…
Il capogruppo della Lega al Senato: «Salvini ha dimostrato di saper stoppare l’immigrazione. I veri blocchi navali li fece lui, ed è stato messo alla sbarra. Ora il governo è al lavoro per stabilizzare il Nord Africa e facilitare i…
Non si placano le polemiche su uno dei nostri militari più prestigiosi, spesso alimentate da chi ha letto solo resoconti tendenziosi di alcuni giornali. Dubbi sulle modalità della punizione senza l’avvio di un procedimento e sull’intervento del ministro Crosetto. Vannacci…
Dagli sbarchi alla ricostruzione: su ogni tema il presidente di Regione oscura la leader del suo partito.
La scrittrice sarda amava provocazioni e querelle politiche. Risponderle a tono non è una mancanza di rispetto, come Roberto Saviano e altri vorrebbero far credere. Si può piangere la sua morte senza per questo smettere di combatterne le idee, che…
Dopo le lagne di Bonaccini e l’intervento di Figliuolo e Salvini, il sindaco di Bologna fa retromarcia sulla bretella nella zona della frana: la via sarà pronta entro un mese.
Lo show di Roberto Saviano, che chiamò bastardi e malavitosi Meloni e Salvini, non andrà in onda. Dopo decenni di occupazione progressista a spese dei contribuenti, in pochi mesi a Viale Mazzini l’aria è cambiata. Era ora.
Lo show di Roberto Saviano, che chiamò bastardi e malavitosi Meloni e Salvini, non andrà in onda. Dopo decenni di occupazione progressista a spese dei contribuenti, in pochi mesi a Viale Mazzini l’aria è cambiata. Era ora.
Il vicepremier lancia l’evento «L’Italia del Sì»: «Se i lavori partissero domani in sette anni avremmo un primo reattore modulare operativo». Anche l’ex ministro Roberto Cingolani spinge: serve un mix tra atomo e rinnovabili.
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