Attacco preventivo del suo legale alla Rai. Così Ranucci s’incolla alla poltrona
Per l’avvocato la sospensione sarebbe una censura politica. I legami con sinistra e sindacati rendono difficile la rimozione.
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Per l’avvocato la sospensione sarebbe una censura politica. I legami con sinistra e sindacati rendono difficile la rimozione.
Il magistrato aveva detto: «In un Paese normale Sigfrido Ranucci sarebbe stato indagato».
Dopo essere stato perquisito il faccendiere, intercettato, spiega all’amico i sospetti dei carabinieri: «Vedono te al mio fianco».
Valter si dice affranto per aver messo in pericolo un «fratello». Nei messaggi tra loro due, però, è assillante: perché Mister «Report» non ha confessato gli avvertimenti?
Arturo Cola: «Nessun accordo preventivo, è pentito per i guai provocati a due persone care».
La difesa di Valter chiede un nuovo interrogatorio e torna al Riesame. Gli esecutori dell’attentato: «Se lo son fatti tra loro». La Russa: «Report va cambiato, tace sul Pd».
La cartolina di Mario Giordano a Paolo Mieli: il sondaggio di Lavitola «perfetto» senza averlo letto, le vongole del Cefalù e una singolare lezione sul mestiere di giornalista.
Non solo Mieli e Cappellini: l’ex editore parlava del piano «politico» su Ranucci pure con D’Amato di «Open». L’intero gruppo è di area progressista. Eppure c’è ancora chi sostiene che dietro al pregiudicato ci sia il governo.
Consegnato all’ad il report del Comitato etico sulle possibili ricadute pubblicitarie: Ranucci non può più condurre. In prima fila Mottola-Valesini, ma pure Cuffaro («Tg3»).
Se Ranucci avesse dovuto ricostruire la vicenda, l’avrebbe rimontata a suo modo. Per fortuna ci ha pensato la magistratura. Ma il silenzio dei vari Saviano, Giannini e Lerner, che avevano accusato la destra, fa rumore.
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