La Verità

LAVITOLA

Pagina 3

Lavitola confessa l’attentato. Ranucci sapeva? «No comment»

L’interrogatorio dell’amico rischia di inguaiare il conduttore di «Report». Che intanto si paragona a Moro, Falcone e Borsellino. Studi, sondaggi, Mieli e Cappellini: nulla di intentato per la scalata a Palazzo Chigi. Quei giochetti spregiudicati sui servizi segretI.

Ranucci provò a fornire l’alibi a Lavitola

Nell’ordinanza di arresto, tutti i tentativi del conduttore di «Report» di giustificare la presenza dell’amico (incastrato dalle celle telefoniche) davanti a casa sua durante il sopralluogo in vista del «finto» attentato. Obiettivo: lanciare Sigfrido come premier.

Ecco perché Lavitola è finito in cella soltanto adesso

L’indagine restituisce la meticolosità degli inquirenti: le intercettazioni degli esecutori, i riferimenti al mandante, gli accordi su soldi e assistenza legale, l’Africa: tutto porta alle manette per Valterino. Tavares (latitante) al «Tg1»: «Il cardiologo mi dice di non tornare».

La parabola di Ranucci, da segugio a fesso irretito dalla vanità

Nelle 198 pagine dell’ordinanza sull’attentato emergono le chat tra Ranucci e Lavitola, il progetto di una candidatura politica e la crescente fiducia del conduttore nelle lusinghe dell’amico. Fino al sondaggio per misurare la popolarità del giornalista.

Tutti i messaggi tra Ranucci e il suo attentatore Lavitola

Per il gip, l’ordigno sarebbe stato piazzato per accrescere la popolarità del conduttore di «Report» in vista della candidatura a leader della sinistra. Un progetto di cui i due hanno parlato a più riprese per anni, senza che il giornalista opponesse mai un rifiuto netto. Anzi: «Il sondaggio va costruito bene, o non serve».