Le sanzioni usate come arma morale
Italia ed Europa non erano tenute da nessun trattato a sostenere una delle parti in causa. Né erano minacciate direttamente. Hanno agito solo per l’ansia etica di «fare qualcosa».
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Italia ed Europa non erano tenute da nessun trattato a sostenere una delle parti in causa. Né erano minacciate direttamente. Hanno agito solo per l’ansia etica di «fare qualcosa».
Allora si cercava di nascondere la partecipazione a una guerra parlando di una missione di pace, oggi si spaccia l’invio di armi per un’azione difensiva. Parlamento scavalcato nel silenzio del presidente, vicepremier all’epoca dell’intervento nei Balcani.
Già colpite tre aziende tedesche del settore. L’esperto Pierguido Iezzi: «Creati malware ad hoc: sono vere armi belliche devastanti. Italia debole proprio sulle infrastrutture».Da dicembre 2015 ad aprile 2022 quattro attacchi hanno colpito il settore energetico dell'Ucraina.
Ospiti della puntata del talk condotto da Daniele Capezzone negli studi Utopia Gennaro Migliore di Italia Viva e Guglielmo Picchi della Lega.
Dopo anni di rendimenti scarsi, il comparto ha invertito la rotta nonostante l’andamento negativo delle Borse. Le grandi compagnie pensano alle nozze per evitare guerre sui prezzi. Turbo anche grazie al Recovery fund.
Da ieri stop al gas russo per Polonia e Bulgaria. L’Austria nega i pagamenti in rubli. Berlino: «Prepariamoci a tutti gli scenari».Il presidente della Commissione Ue alza un muro. Sergio Mattarella rincara: «Italia pronta ad altre sanzioni senza esitazione».
La Polonia ha acceso le polveri della guerra energetica. Stop al metano russo per chi non paga in rubli. I tedeschi sono pronti ad allinearsi alle regole di Vladimir Putin. L’Eni non ha ancora deciso. Tra pochi giorni il governo…
Aperti i conti in Gazprombank. Il Cane a sei zampe dovrà saldare entro fine maggio.
Il combattente italiano non è caduto sotto le bombe di Mosca: «Ho ferite, ma non gravi». L’antiterrorismo apre un fascicolo sui miliziani come lui e la veneziana Giulia Schiff.
Bombardate le torri radio nella regione separatista a maggioranza russa della Moldavia. Il Cremlino punta a usare questo lembo di terra per accerchiare Odessa. Lo zar all’Onu: «I colloqui vanno avanti online».
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