Benvenuti nella fase 2 del globalismo
La crisi transalpina non ha nulla a che fare col Sessantotto, ma non è neanche il frutto di una «invasione» classica. È un modello basato sul caos che si consolida.
La crisi transalpina non ha nulla a che fare col Sessantotto, ma non è neanche il frutto di una «invasione» classica. È un modello basato sul caos che si consolida.
Il mondo ormai interconnesso rende difficile il ritorno agli Stati sovrani, svuotati anche dei valori morali che creano l’identità. Ma siamo alla vigilia di un altro reset che rivoluzionerà la gestione delle fonti energetiche: i governi ritrovino idee e responsabilità.
Dalla Brexit in poi è palese il distacco dalla retorica unionista e del «bene comune». La crisi attuale svela la realtà: ci sono interessi specifici, spesso divergenti.
«Repubblica» attacca Valditara per le nuove linee guida della scuola che prevedono più spazio alla storia dell’Occidente. Meglio inglese e la paccottiglia globaloide....
L'invettiva del grande Aleksandr Solzenicyn: appropriandosi delle idee del cristianesimo ma cancellando Dio il democratico Occidente ha instaurato un globalismo egoista che opprime i deboli nel nome del «bene».
L'ex stratega di Donald Trump: «È stato sconfitto il progetto d'integrazione europea di Macron. Ora è la volta della Brexit senza accordo e di Farage premier inglese. Il Papa a furia di criticare i sovranisti li ha aiutati. La mia…
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