Sul virus il governo svolta: reintegro dei sanitari sospesi e sanzioni annullate
Orazio Schillaci (Ansa)
Orazio Schillaci promette un provvedimento ad hoc e sopprime pure il bollettino quotidiano. Ancora titubanze sui Dpi negli ospedali.

«È ora di tornare alla normalità»: il ministro della Salute, Orazio Schillaci, imprime quella svolta radicale alle politiche anti Covid più volte sollecitata dalla Verità, e annuncia tre provvedimenti importanti: lo stop alla pubblicazione quotidiana del bollettino e, soprattutto, il reintegro in servizio del personale sanitario sospeso per non essersi sottoposto alla vaccinazione coatta, con annullamento delle multe per chi non ha rispettato l’obbligo. In effetti, nelle stesse ore, Fratelli d’Italia conferma, attraverso la deputata Ylenja Lucaselli, componente della Commissione speciale, che si va verso lo stop alle sanzioni da 100 euro per gli over 50 e i sanitari che non si sono vaccinati. Per chi ha già pagato servirà un’altra misura ad hoc: nel dl aiuti non si possono aggiungere spese.

Comunque, questa la pietra tombale sulle politiche fallimentari e punitive di Roberto Speranza. Unica nota stonata, il mezzo passo indietro sull’obbligo delle mascherine in ospedali e Rsa: è probabile che le critiche di medici e politici contrari all’abolizione di questa norma abbiano prodotto titubanze nel governo.


Ieri mattina, dicevamo, la svolta: «Il ministro della Salute Orazio Schillaci», recita una nota diffusa dallo stesso ministero, «a sei mesi dalla sospensione dello stato di emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti». Normalità: una parola che milioni di italiani hanno sperato invano di ascoltare quando Speranza era alla guida del ministero della Salute, aggrappato alle restrizioni come se fosse l’ultimo giapponese che continua a combattere senza sapere, o fingendo di non sapere, che la guerra è finita.


«Pertanto», prosegue la nota del ministero, «anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, ogni venerdì, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso».


Addio, quindi, a quell’incubo ormai completamente inutile rappresentato dal bollettino quotidiano. Ancora più significativo, perché riguarda la sopravvivenza delle persone, la seconda notizia: «Per quanto riguarda», recita ancora il comunicato del ministero della Salute, «il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 (i 100 euro di sanzione per over 50, medici e infermieri renitenti, ndr) in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali, è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione». Non è ancora chiaro attraverso quale tipo di provvedimento e quando scatterà il reintegro in servizio del personale sanitario non vaccinato, ma il cambio di rotta del governo guidato da Giorgia Meloni rispetto ai precedenti è sostanziale: non dovranno aspettare il 31 dicembre ma torneranno prima a lavorare e a ricevere lo stipendio i circa 3.300 medici sospesi per inadempienza dell’obbligo vaccinale.


Non benissimo invece Schillaci sull’obbligo della mascherina negli ospedali e nelle Rsa: fonti del ministero, ieri pomeriggio, hanno precisato, smentendo le anticipazioni, che «non è stata ancora presa alcuna decisione finale riguardo il rinnovo, o la decadenza dell’ordinanza che dettava le norme per l’uso delle mascherine in ospedale e nelle Rsa. Al ministero della Salute», aggiungono le fonti, «si stanno infatti valutando i pareri degli esperti in proposito in vista della scadenza del 31 ottobre prossimo». Dopodomani sapremo se l’obbligo verrà eliminato o prorogato. Probabilmente a far cambiare idea a Schillaci è stata la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere: «Le direzioni sanitarie», ha scritto la Fiaso in una nota, «valutino l’obbligo delle mascherine per operatori sanitari sulla base dei rischi, reparto per reparto, a tutela dei fragili. Serve inoltre un provvedimento per risolvere il contenzioso delle aziende sanitarie e ospedaliere con operatori no vax sospesi».


Per quel che riguarda lo stop alle multe da 100 euro, al contrario di quanto scritto da alcuni organi di stampa, non c’è alcun timore rispetto alla scadenza di ieri per presentare gli emendamenti al decreto Aiuti, attualmente in fase di esame da parte della Commissione speciale. «La scadenza di ieri alle 14», spiega alla Verità la deputata di Fdi Lucaselli, componente della Commissione speciale e alfiere della battaglia per l’abolizione delle multe, «è relativa agli emendamenti presentati dai gruppi parlamentari, mentre il governo ha tempo per presentare emendamenti fino all’ultimo minuto. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha spiegato appunto che l’abolizione delle multe sarà oggetto di un emendamento del governo».


Si schiera contro il suo stesso governo Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia: «Se da un lato», twitta Mulé, «il governo vorrà applicare una sorta di pacificazione delle multe nei confronti degli ultra cinquantenni che non si sono vaccinati, dall’altro non possiamo far passare questa “amnistia” come un’amnesia. Sarebbe offensivo», aggiunge Mulè, «verso quella maggioranza di cittadini vaccinati e verso chi non c’è più».


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